Petrolio in Cina: riserve, produzione locale e opportunità di esplorazione. Difficile rinunciare al Venezuela

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Cina dipendente dall’import estero e dalla ricerca di nuove fonti sul territorio

La Cina è una superpotenza energetica globale, ma la sua posizione nel mercato petrolifero riflette una tensione tra enorme domanda interna e risorse domestiche limitate. Capire l’assetto delle riserve e le prospettive di esplorazione nel suo territorio è fondamentale per analizzare sicurezza energetica e dinamiche globali dei mercati dell’energia. Questo aspetto è particolarmente rilevante nella situazione geopolitica di oggi in Venezuela.

Riserve petrolifere accertate e capacità strategica

Secondo le statistiche sulle riserve petrolifere, la Cina ha circa 25,1 miliardi di barili di riserve accertate, equivalenti a poco più del 1,5% delle riserve mondiali conosciute e sufficienti, teoricamente, a coprire circa cinque anni di consumo al ritmo attuale se si escludessero importazioni.

La Cina ha inoltre implementato una vasta rete di riserve strategiche e commerciali con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale. Tra il 2025 e il 2026 sono stati pianificati undici nuovi siti di stoccaggio petrolifero, con capacità complessiva di oltre 26,8 milioni di metri cubi (circa 169 milioni di barili), utilizzati sia per scopi commerciali sia per scorte governative. Questo programma di accumulo consente a Pechino di fronteggiare perturbazioni dell’offerta globale e di gestire gli shock dei prezzi con maggiore autonomia.

Produzione domestica e principali giacimenti

La Cina produce petrolio sia in terraferma sia offshore, con campi consolidati e di recente sviluppo. Daqing Oil Field è il più grande giacimento tradizionale del Paese, scoperto nel 1959 e ancora in produzione, sebbene sia in fase di declino produttivo rispetto agli anni di picco. Changqing Oil Field in Mongolia interna, gestito da CNPC, rappresenta uno dei più grandi bacini di petrolio e gas con riserve stimolate nell’ordine di decine di miliardi di barili, oltre a significative produzioni di gas associato. Wushi Oil Field, localizzato nel Mar Cinese Meridionale, è un esempio di campo in acque relativamente profonde che combina petrolio e gas, con buona capacità produttiva offshore. Nel Bohai Sea, CNOOC ha già avviato la produzione nel giacimento Kenli 10-2, con riserve di circa 730 milioni di barili di greggio pesante e una significativa espansione pianificata.

A questi si aggiungono risorse più recenti, come la scoperta di un nuovo giacimento nel South China Sea con oltre 100 milioni di tonnellate di riserve, che rappresenta però solo una frazione delle necessità energetiche nazionali.

Petrolio non convenzionale: shale e future scoperte

Oltre ai giacimenti convenzionali, la Cina ha risorse non convenzionali significative, in particolare petrolio di scisto, simile a quello prevalente negli USA. Il petrolio di scisto (shale oil) è uno dei pilastri della potenza energetica degli Stati Uniti. Negli ultimi quindici anni ha trasformato il Paese da grande importatore netto a primo produttore mondiale di petrolio, con effetti profondi su prezzi, geopolitica e sicurezza energetica. Secondo i dati della U.S. Energy Information Administration (EIA), nel 2024–2025 la produzione petrolifera statunitense ha superato i 13 milioni di barili al giorno, un livello record. Di questi, circa il 65–70% proviene da giacimenti di petrolio di scisto.

Il petrolio di scisto (in inglese shale oil) è un tipo di petrolio non convenzionale intrappolato in rocce sedimentarie a grana molto fine, chiamate scisti argillosi. A differenza del petrolio “tradizionale”, non si trova in giacimenti porosi facilmente estraibili, ma è disperso nella roccia, rendendo l’estrazione più complessa, costosa e tecnologicamente avanzata. Nel bacino nord-orientale di Heilongjiang, PetroChina ha confermato riserve aggiuntive di circa 1,15 miliardi di barili nei giacimenti di scisto del progetto Daqing Gulong, che possono contribuire ad aumentare l’offerta nazionale se saranno sviluppati commercialmente.

Esistono anche stime più ampie di riserve di petrolio di scisto in Cina, che collocano il Paese tra i leader mondiali potenziali per queste risorse non convenzionali, sebbene la complessità geologica e i costi di estrazione rappresentino problematiche tecniche e ambientali importanti.

Nonostante questi giacimenti e le scorte strategiche, la Cina rimane fortemente dipendente dal petrolio importato, con oltre il 60–70% del suo petrolio consumato proveniente dall’estero. Per questo Pechino non solo amplia le riserve interne, ma accumula anche stock strategici su vasta scala e si impegna in partnership energetiche internazionali per assicurarsi fonti di approvvigionamento stabili.

Opportunità di ricerca ed esplorazione nel territorio cinese

La complessità dell’estrazione di petrolio di scisto richiede tecniche avanzate di perforazione, fratturazione e simulazione dei giacimenti. La domanda di innovazione in questi settori crea spazi per collaborazioni tecnologiche e R&D applicata. Giacimenti come quelli nel Mar Cinese Meridionale e le potenziali risorse in zone più profonde rappresentano frontiere di esplorazione con ritorni elevati ma anche rischi tecnici e ambientali da mitigare con soluzioni avanzate. La costruzione di nuovi siti di stoccaggio e la gestione intelligente delle scorte aprono spazi per studi sull’ottimizzazione dei flussi, tecnologie di preservazione dei giacimenti e applicazioni digitali per la sicurezza energetica.