TAV Torino-Lione: la Corte dei conti Ue certifica costi raddoppiati e ritardi strutturali.
I principali quotidiani finanziari internazionali tracciano l’impatto economico e politico della bocciatura.
La Corte dei conti dell’Unione europea (European Court of Auditors – ECA) ha pubblicato Special Report 02/2026, l’aggiornamento della sua analisi sui megaprogetti di trasporto chiave per la rete transeuropea dei trasporti (TEN-T). Nel rapporto, i revisori sottolineano che la linea ferroviaria Torino-Lione prevista inizialmente in funzione già nel 2015 ha visto i costi aumentare del 127% rispetto alle stime originali e slittato l’inaugurazione alla fine del 2033, rendendo impossibile il completamento dell’intera rete TEN-T entro il target del 2030 stabilito dall’Ue.

Secondo la relazione, gli otto mega-progetti esaminati soffrono di un ritardo medio di 17 anni rispetto ai piani iniziali, con la Torino-Lione tra i casi più significativi. Oltre agli oneri crescenti, le difficoltà tecniche transfrontaliere, la pandemia di COVID-19, le conseguenze della guerra in Ucraina e nuovi requisiti normativi hanno contribuito allo sforamento dei tempi e dei budget.
Il giudizio dei revisori e la reazione dei mercati
I revisori guidati da Annemie Turtelboom ricordano queste infrastrutture ”dovrebbero ricucire il mercato unico, facilitare i flussi di merci e persone e stimolare l’attività economica europea”. Tuttavia, osservano, “trenta anni dopo la loro progettazione siamo ancora lontani dall’inaugurare queste opere e ottenere i benefici attesi”. L’inadeguatezza nel rispettare tempi e costi mette in discussione non solo la credibilità della pianificazione europea, ma anche l’efficacia nel raggiungere obiettivi climatici e di competitività economica.
Su Barron’s, quotidiano finanziario americano con una marcata attenzione agli investimenti infrastrutturali, la linea Torino-Lione è citata come esempio di come megaprogetti governativi di vasta scala possono trasformarsi in rischi economici rilevanti: costi più che raddoppiati e ritardi di quasi due decenni sono considerati un monito per investitori e policy maker europei, soprattutto in un contesto di tensioni sui bilanci pubblici e pressioni inflazionistiche globali.
Altri media internazionali sottolineano che il fallimento nel rispettare le scadenze infrastrutturali europee potrebbe avere effetti di lunga durata sull’economia reale, con impatti negativi su logistica, competitività industriale e obiettivi di decarbonizzazione del trasporto, proprio perché la rete TEN-T è concepita per ridurre l’uso di autotrasporto e favorire modalità più sostenibili.
Impatto politico e prospettive
La relazione dei revisori europei ha inevitabilmente rinfocolato il dibattito politico interno ai Paesi coinvolti, in particolare Italia e Francia, entrambi principali stakeholder del progetto. In Italia, le reazioni oscillano tra la richiesta di maggiore governance europea sui grandi cantieri transfrontalieri e la critica alla pianificazione tecnica e amministrativa che ha accompagnato la TAV sin dall’inizio.
Bruxelles, da parte sua, ha risposto indicando che il nuovo regolamento TEN-T del 2024 offre ulteriori strumenti di supervisione e controllo per evitare ritardi simili nei progetti futuri, ma resta da vedere quanto presto tali strumenti verranno efficacemente utilizzati.
La Torino-Lione è molto più di una semplice tratta ferroviaria: fa parte del Mediterranean Corridor, asse fondamentale per la logistica europea di merci e passeggeri, collegando l’Italia alla Francia e all’intera rete continentale. La sua meta-data di apertura spostata al 2033, ben oltre i piani originali, è interpretata come un sintomo delle difficoltà di realizzare infrastrutture complesse in un contesto europeo multilivello, in cui coordinamento tra Stati membri, competenze tecniche, sostenibilità dei costi e tempi di realizzazione rappresentano aspetti strutturali.

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