Trump nomina Kevin Warsh alla Fed: finisce l’era Powell e arriva una nuova stagione per la politica monetaria americana. Il parere dell’ISPI

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La scelta di Donald Trump di proporre l’ex governatore Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve ha scatenato reazioni nette nei mercati e tra i commentatori internazionali sul futuro della banca centrale e sul rapporto con la Casa Bianca.

Il 30 gennaio 2026 il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ufficialmente nominato Kevin Warsh come candidato alla presidenza della Federal Reserve (Fed), incarico che dovrebbe assumere nel maggio 2026 alla scadenza del mandato di Jerome Powell. Il nome di Warsh, ex membro del Board della Fed e figura ben nota nei circoli finanziari internazionali, chiude un lungo processo decisionale iniziato mesi fa e accende il dibattito sulla possibile direzione della politica monetaria americana nei prossimi anni .

Un profilo noto ai mercati

Kevin Maxwell Warsh, 55 anni, è un economista e banchiere con una carriera significativa alle spalle: è stato uno dei più giovani governatori della Fed quando venne nominato nel 2006 e ha svolto un ruolo di primo piano durante la crisi finanziaria del 2008, fungendo da principale emissario della banca centrale verso Wall Street e l’economia globale .

Secondo la Associated Press, Warsh porta con sé un profilo considerato da molti come più tradizionale e orientato alla stabilità, pur avendo espresso critiche in passato sia verso la politica della Fed sotto Powell, sia verso iniziative percepite come troppo focalizzate su obiettivi diversi dalla stabilità dei prezzi. Alcuni commentatori sottolineano che la sua recente apertura a misure più accomodanti potrebbe allinearsi alla visione di Trump, che ha chiesto ripetutamente tagli ai tassi di interesse .

Il parere dell’ISPI

Kevin Warsh prossimo presidente della Federal Reserve, una scelta non del tutto “trumpiana”, perché se negli ultimi mesi Warsh ha fatto eco alle richieste del presidente di tagliare i tassi, il suo profilo rimane più quello di un “falco”: prudente sull’inflazione e favorevole a una riduzione della liquidità (il che tende a far salire i tassi di lungo periodo). E se questo rende la conferma della nomina da parte del Senato un po’ più semplice, resta da capire chi rassicurerà Trump quando la Fed farà, ancora una volta, quello che non vuole lui.

Commenti della stampa finanziaria internazionale

Le reazioni dei principali media finanziari internazionali si sono concentrate su due grandi temi: l’eventuale riduzione dell’indipendenza della banca centrale e l’impatto sui mercati.

Financial Times segnala come i mercati azionari statunitensi abbiano reagito con esitazione alla notizia, con le borse in lieve ribasso e il dollaro in lieve rafforzamento, riflettendo aspettative contrastanti sull’evoluzione della politica monetaria con Warsh alla guida .

Un altro tema evidenziato è l’indipendenza della Fed: The Guardian osserva che la nomina di Warsh, considerato un critico della leadership di Powell e con stretti legami politici nel Partito Repubblicano, potrebbe aprire la porta a un rapporto più stretto con la Casa Bianca, sollevando interrogativi sulla tradizionale autonomia dell’istituzione .

Reuters, ripreso anche da Marketscreener, sottolinea come l’investitura di Warsh arrivi in un momento in cui Trump ha intensificato le pressioni sulla Fed affinché adotti una politica monetaria più favorevole alla crescita e al taglio dei tassi, segnando potenzialmente un allontanamento dalla prudenza mostrata sotto Powell .

Reazioni dei mercati

La stampa economica rileva già segnali di reazione dagli asset globali. Il Sole 24 Ore – Radiocor segnala un forte calo dei prezzi di oro e argento dopo l’annuncio del nome del nuovo presidente della Fed, interpretabile come una diminuzione delle pressioni inflazionistiche attese e una maggiore fiducia nella stabilità monetaria sotto Warsh .

Altri media, come First Online, evidenziano come la nomina di Warsh abbia avuto effetti misti sui mercati azionari e sulle materie prime, con il dollaro che si rafforza mentre altri settori mostrano reazioni contrastanti, sottolineando l’incertezza degli investitori sull’evoluzione delle politiche sui tassi e sui rischi macroeconomici .

Il nodo della conferma al Senato

La nomina di Warsh è soggetta alla conferma del Senato statunitense. Secondo la Associated Press, alcune figure politiche, incluso il senatore repubblicano Thom Tillis, si sono già dichiarate contrarie a procedere con la conferma fino alla conclusione di indagini legali collegate a Powell, creando potenziali ostacoli politici che potrebbero ritardare o complicare il processo di ratifica .

Implicazioni per la politica monetaria americana

Gli analisti internazionali osservano che la scelta di Warsh riflette una possibile svolta verso una Fed più in sintonia con le priorità della Casa Bianca, soprattutto sulla questione dei tassi di interesse e della crescita economica. Tuttavia, il profilo del candidato, con esperienza sia nella Fed sia nei mercati, potrebbe contribuire a mantenere una qualche forma di equilibrio tra pressioni politiche e responsabilità istituzionale.

In un contesto di inflazione ancora al di sopra degli obiettivi tradizionali e di pressioni sui prezzi all’ingrosso, la leadership della Fed nei prossimi anni sarà cruciale per determinare la traiettoria dell’economia statunitense e l’orientamento dei mercati globali.