AI e l’Apoclisse sbagliata del fondatore di ION Group, Andrea Pignataro

-

Fonti internazionali autorevoli confermano la notizia che circola a proposito dello studio di Andrea Pignataro (“L’Apocalisse sbagliata”) e del forte impatto sui titoli del settore software legato a un’AI.

La base del fenomeno: crollo delle valutazioni software

Secondo diverse ricostruzioni, negli ultimi giorni più di 2 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato nei titoli software sono stati azzerati o cancellati nei listini globali per timori legati all’impatto dell’intelligenza artificiale sul futuro del settore. Questo fenomeno è collegato a vendite forzate di titoli tech e a una forte riconsiderazione da parte degli investitori degli utili futuri di molte società del settore.

Il fondatore di ION Group, Andrea Pignataro, sostiene proprio in un commento intitolato The Wrong Apocalypse che il mercato starebbe “impazzendo per la questione sbagliata relativa all’AI”: non è tanto il singolo prodotto o applicazione a preoccupare, ma la percezione che l’AI possa rendere obsoleti interi segmenti del software tradizionale.

Pignataro ha scritto: “Gli investitori stanno punendo le aziende “sbagliate” dopo che più di 2 trilioni di dollari sono stati cancellati dal valore delle società software nelle ultime settimane.”

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza

“I believe AI will erode the commodity layer of enterprise software—tasks that are primarily cognitive—while making the institutional layer more valuable, not less. The software that survives will be the software deeply embedded in organisational processes“.

Qui il testo completo

L’osservazione da cui parte l’analisi di Pignataro è che mentre la rivoluzione della Ai si muove a velocità digitale, mimando il linguaggio delle aziende che la usano sino a diventare “migliore” e più produttiva di loro, l’economia segue invece una velocità industriale. L’economia reale, teme Pignataro, rischia di non avere il tempo per adattarsi alla rivoluzione della Ai. Il rischio quindi è che la Ai spazzi via settore dopo settore, prendendone il posto, in tutti i campi economici che la utilizzano, ogni professione intellettuale, dalla produzione di software alle materie tecniche a quelle umanistiche. Ma le ricadute saranno ben più vaste perché il crollo di questi settori potrebbe privare di ricavi le loro attività ancillari (servizi, trasporti, immobiliare eccetera) e la riduzione del reddito di decine di milioni di professionisti e colletti bianchi finirebbe per svuotare di valore intere industrie e aree geografiche, a partire dalle città basate sulla finanza.

La stampa economica internazionale

Bloomberg ha riportato le dichiarazioni di Pignataro, citando direttamente il suo commento (pubblicato sul sito ufficiale di ION) in cui sostiene che il mercato stia reagendo in modo eccessivo o mal indirizzato alla diffusione dell’AI e che le perdite dei titoli riflettano più che altro la paura di una profonda trasformazione strutturale piuttosto che specifici rischi intrinseci dei singoli software.

La notizia è stata ripresa in vari aggiornamenti finanziari come indicazione del nervosismo nei settori tecnologici, nonostante non tutti gli analisti concordino sulle stime formulabili sulla base di questi fenomeni.

Articoli su testate di business e tecnologia, come LiveMint, riportano lo stesso commento, ribadendo che la perdita di valore nei software non è soltanto un crollo dei prezzi delle azioni ma può indicare una rivalutazione delle prospettive future dell’intero settore; l’analisi di Pignataro afferma che la spinta verso l’AI potrebbe rendere obsoleti modelli di business tradizionali, non tanto perché l’AI rende inutile il software, ma perché potrebbe sostituire processi e modelli produttivi consolidati.

Il nervosismo nei mercati azionari tech è stato citato come fattore legato alla rivalutazione delle prospettive di AI da parte di investitori istituzionali, specie nei titoli software e tech in generale.

Analisti di mercato hanno sottolineato che le azioni tecnologiche, in particolare nel software enterprise e SaaS, hanno subito prese di profitto dopo una lunga fase di iper-valutazioni, un fenomeno collegabile anche alle aspettative sull’AI.

Diverse pubblicazioni finanziarie americane (ad esempio Barron’s, The Wall Street Journal o Reuters) hanno discusso il crescente ruolo dell’AI nei prezzi delle azioni tech, ma attenuano le interpretazioni apocalittiche: gli aggiustamenti dei titoli sono visti come fasi di mercato in reazione alle aspettative di crescita futura, piuttosto che segnali di scomparsa del settore software nel breve termine (fenomeno noto come repricing degli utili futuri).

In altre parole, mentre l’analisi di Pignataro propone una visione drammatica sulla “apocalisse AI”, i media finanziari americani tendono a leggere le perdite come una normalizzazione post-iper-valutazione del settore, in un mercato che riflette l’incertezza sulle entrate legate all’AI e sui margini futuri delle società tecnologiche.

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
MERCATI
Asta BOT del 9 ottobre, il Tesoro offre 8 miliardi a 12 mesi: rendimenti e come sottoscrivere
di Caterina Chiarelli • 7 ott
#2
NEWS
Carta dedicata a te 2026, i Comuni chiudono le liste il 13 ottobre: quando arrivano i 500 euro e chi ne ha diritto
di Caterina Chiarelli • 9 ott
#3
NEWS
Stufe e camini, nuove regole dal 15 ottobre in Lombardia. I nuovi requisiti
di Carolina Bergamaschi • 7 ott
#4
LMF PREVIDENZA
Pensioni 2027, il 16 ottobre l’Istat diffonde il dato che conta per gli aumenti: cosa può cambiare dopo il 4,2%
di Caterina Chiarelli • 9 ott
#5
MERCATI
Unipol, aumento di capitale da 2,5 miliardi: nuove azioni a 20,56 euro e diritti dal 12 ottobre, cosa devono fare gli azionisti
di Caterina Chiarelli • 9 ott
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch
Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
-----------------------------
Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
Fact Checked & Editorial Guidelines
Reviewed by: Subject Matter Experts
Category: news |
Avatar for Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it

Author:

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
-----------------------------
Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.