L’Intelligenza artificiale ora fa paura: i mercati di Wall Street e Mumbai preoccupati per il taglio dei posti

Due differenti studi sul possibile impatto della diffusione dell’intelligenza artificiale, rivelano come possa sconvolgere l’occupazione e l’economia mondiale. Oltre all’“L’Apocalisse sbagliata” di Andrea Pignataro di Ion, che abbiamo pubblicato stamattina (vedi questo link) è stato diffuso anche Il rapporto di Citrini che invece ipotizza uno scenario al 2028 in cui negli Usa la disoccupazione salirà al 10,2%, innescata dai licenziamenti causati dall’adozione dell’Ai che sbaraglierà rapidamente le società che producono software e le applicazioni di consegna della Gig economy.
Dopo l’analisi di Citrini l’impatto sui titoli quotati è stato immediato. Ieri a Wall Street il report della casa Usa, insieme al lancio di un nuovo prodotto da parte di Anthropic, hanno messo di nuovo a soqquadro i settori considerati perdenti nella corsa all’applicazione dell’intelligenza artificiale. Le principali banche degli Stati Uniti hanno lasciato sul terreno tra il 4% e il 5%. Stamane il contraccolpo si è spostato sui titoli dei servizi software indiani i quali, in linea con la svendita del settore tecnologico statunitense, sono crollati trascinando al ribasso del 4,7% l’indice settoriale Nse Nifty IT della Borsa di Mumbai, che ha toccato i minimi da agosto 2023. Le azioni di Tata Consultancy Services, Infosys e Wipro sono scese di circa il 3-4% ciascuna. Le aziende indiane di servizi IT sono emerse come il volto del “mercato della paura dell’IA” in Asia, nonostante le aziende della regione si siano rafforzate grazie all’ottimismo riguardo all’espansione dell’hardware. L’indicatore del settore è crollato del 21% a febbraio, avviandosi verso il suo peggior mese dal 2003 e cancellando capitalizzazione per oltre 54 miliardi di dollari.


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