Quando le imprese lasciano il mercato: rafforzare la tutela degli investitori nei delisting europei

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Il tema dei delisting europei affrontato dall’associazione a tutela di investitori e risparmiatori BETTER FINANCE

La regolamentazione europea si è concentrata negli ultimi anni soprattutto sull’ingresso delle imprese nei mercati azionari – in particolare con il Listing Act del 2024 – per favorire le IPO e alleggerire gli oneri per gli emittenti, in linea con l’obiettivo di rafforzare il finanziamento di mercato, soprattutto per le PMI. Anche l’agenda 2025 della Savings and Investments Union (SIU) ha proseguito in questa direzione, puntando sull’integrazione dei mercati e su strumenti di uscita privati come il private equity e la cartolarizzazione. Tuttavia, manca un’attenzione specifica alle condizioni con cui le società abbandonano i mercati regolamentati.

Le modalità di uscita – delisting volontari, squeeze-out legati a OPA, ristrutturazioni, trasferimenti di quotazione o downlisting – restano disciplinate da norme nazionali frammentate. Ogni uscita riduce l’universo investibile e trasparente per i risparmiatori europei, indebolisce la responsabilità delle imprese e sposta la creazione di valore verso strutture private meno soggette a controlli. Ciò appare in contrasto con gli obiettivi della Capital Markets Union (CMU) e della SIU, che mirano ad ampliare la partecipazione retail e a rafforzare mercati equi e accessibili.

Delisting e i trasferimenti superano le nuove IPO

Parallelamente, si osserva una contrazione del numero di società quotate in Europa: i delisting e i trasferimenti superano le nuove IPO. Tra le cause, il crescente ruolo delle operazioni di private equity e il trasferimento delle quotazioni primarie verso altri mercati, anche extra UE. Questo fenomeno rischia di svuotare il lato pubblico dei mercati, limitando la possibilità per i piccoli investitori di partecipare alla proprietà e alla governance delle imprese.

Uno studio preliminare condotto da BETTER FINANCE e la tedesca DSW su undici giurisdizioni evidenzia un panorama disomogeneo. I requisiti per l’approvazione dei delisting volontari variano molto: in alcuni Paesi non è nemmeno obbligatorio il voto assembleare. Inoltre, non esiste uno standard europeo su indennizzi e criteri di valutazione. Le soglie per lo squeeze-out si attestano generalmente tra il 90% e il 95%, ma i metodi di calcolo del prezzo equo e le possibilità di ricorso giudiziario differiscono sensibilmente. In molti casi, i piccoli azionisti rischiano di ricevere compensazioni inadeguate o di non avere accesso a rimedi efficaci e poco onerosi.

Il tema centrale è la fiducia

Se le uscite dal mercato avvengono senza reale coinvolgimento degli azionisti, senza un diritto chiaro a un prezzo equo e senza strumenti di ricorso accessibili, i soci di minoranza subiscono perdite sproporzionate. Ciò mina la propensione delle famiglie a investire in azioni e rafforza la percezione che i grandi azionisti possano estrarre valore a scapito dei piccoli investitori.

Per questo si propone un “livello minimo” europeo di tutela: approvazione obbligatoria in assemblea per i delisting volontari; obbligo di offerta di acquisto a prezzo equo; criteri armonizzati di valutazione; meccanismi di ricorso semplici, rapidi e accessibili. Inoltre, si chiede un monitoraggio sistematico dei fenomeni di delisting e una maggiore convergenza tra autorità di vigilanza per evitare arbitraggi regolamentari.

Solo affiancando alla promozione delle quotazioni un quadro solido di tutele in uscita, l’UE potrà rafforzare la credibilità dei mercati pubblici come canale stabile e trasparente per il risparmio di lungo periodo, evitando che la semplificazione normativa si traduca in un indebolimento della protezione degli investitori.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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