Superbonus 110%, l’eredità in numeri 5 anni dopo: case più efficienti, bollette più leggere

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L’Osservatorio di Humans&Data su dati Harley&Dikkinson misura i risultati 2020-2025: +4,5 classi energetiche, -25,16 kg di CO₂ e -12,1 euro/mq l’anno. Ma ora arriva il “dopo” incentivi

Tra il 2020 e il 2025 le riqualificazioni spinte da Superbonus 110%, sconto in fattura e cessione del credito hanno prodotto un miglioramento medio di 4,5 classi energetiche, con un risparmio stimato di 12,1 euro annui per metro quadro e una riduzione di CO₂ pari a 25,16 kg annui per metro quadro.

È la fotografia scattata dall’Osservatorio Riqualificazione Energetica condotto da Humans&Data sulla base di dati proprietari di Harley&Dikkinson, su un campione di 2.177 interventi e 2,4 milioni di metri quadrati riqualificati.

Il dato colpisce soprattutto per la sua concretezza “quotidiana”: tradotto in bolletta, secondo la ricostruzione ripresa da la Repubblica, significa oltre 1.100 euro l’anno per un appartamento tipo da 100 mq e oltre 1.800 euro per una villetta unifamiliare, a parità di condizioni e consumi “standard”. Anche il Corriere della Sera insiste sul punto: l’onda lunga del Superbonus non è solo un tema contabile o politico, ma ha lasciato in eredità un patrimonio residenziale, almeno nel campione osservato, sensibilmente più performante.

“Abbiamo scelto di incidere positivamente sulla realtà in cui operiamo, agendo come impresa responsabile. Aiutiamo le altre imprese a farlo con noi, in anticipo rispetto alla normativa, perché siamo consapevoli che il benessere di ciascuno deve crescere insieme a quello degli altri e nel rispetto dell’ambiente”, commentava tempo fa Alessandro Ponti, presidente di Harley&Dikkinson.

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L’APE Attestato di Prestazione Energetica

C’è però un passaggio che i quotidiani mettono bene in chiaro e che vale come nota metodologica: queste stime derivano dall’APE (Attestato di Prestazione Energetica), quindi da valori “teorici” di prestazione (prima e dopo gli interventi), non da un monitoraggio continuo dei consumi reali in esercizio. È un dettaglio decisivo per leggere correttamente i numeri: l’APE consente confronti robusti e standardizzati, ma la bolletta finale dipende anche da abitudini, clima, ore di utilizzo e qualità della gestione impiantistica.

Edifici dalle classi più basse verso le migliori

Il racconto dei media italiani, infatti, tiene insieme due piani. Da un lato, ANSA sottolinea come la riqualificazione abbia spostato una quota rilevante degli edifici dalle classi più basse verso le migliori: prima degli interventi il campione era concentrato nelle fasce energivore, mentre dopo i lavori una parte consistente arriva in classe A. Dall’altro, la stessa analisi richiama l’attenzione sul cambio di scenario: gli strumenti che hanno alimentato la crescita (e in particolare sconto in fattura e cessione del credito) risultano terminati il 31 dicembre 2025, e il settore entra ora in una fase nuova, dove la domanda dovrà reggersi su incentivi rimodulati, capacità finanziaria delle famiglie e strumenti bancari più ordinari.

Peril futuro si prevedono meno bonus “a pioggia” e più selettività

Qui sta il punto più “politico” della notizia: se l’uscita dagli incentivi straordinari rende più difficile avviare cantieri, il rischio è che la riqualificazione rallenti proprio mentre l’Europa spinge verso un patrimonio edilizio più efficiente. Per questo i quotidiani stanno leggendo questi numeri anche come base di partenza per la prossima stagione: meno bonus “a pioggia”, più selettività (reddito, vulnerabilità energetica, edifici peggiori), più stabilità normativa e più attenzione a strumenti che riducano il costo del capitale per famiglie e condomìni.

In altre parole, l’Osservatorio consegna una tesi chiara: gli incentivi hanno accelerato e i benefici ambientali ed economici possono essere misurati, ma la domanda che resta sospesa, dopo la fine del vecchio impianto al 31 dicembre 2025, è se l’Italia riuscirà a mantenere un ritmo di riqualificazione sufficiente senza riaprire le stesse distorsioni che hanno reso il Superbonus così discusso, ma in realtà così apprezzato dagli utenti.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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