Caro carburante, il governo lavora alle accise mobili. Diesel e benzina, come e quando scendono i prezzi

La guerra in Medio Oriente e il contrasto alle speculazioni e ai rincari di energia, carburanti e generi alimentari. Sono queste le priorità che il governo intende affrontare nelle prossime settimane. Ad affermarlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un videomessaggio diffuso nella serata di ieri ha assicurato l’impegno dell’esecutivo «per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e per la nostra nazione».
Il meccanismo delle accise mobili
La premier ha annunciato l’attivazione di task force incaricate di monitorare l’andamento dei prezzi. «In particolare – ha spiegato, dopo una giornata in cui le opposizioni l’hanno più volte chiamata in causa – stiamo valutando l’attivazione del meccanismo delle cosiddette accise mobili, che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023, nel caso in cui i prezzi dovessero aumentare in modo stabile».
Il meccanismo, richiesto anche da alcune forze di opposizione, consente di utilizzare la quota aggiuntiva di Iva derivante dall’aumento dei prezzi per ridurre le accise sui carburanti, ha chiarito la presidente del Consiglio.
«Si tratta dello strumento della sterilizzazione previsto nel programma di governo», ha aggiunto Meloni, sottolineando che la sua possibile attivazione è già allo studio da alcuni giorni da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Un riferimento indiretto anche alle richieste arrivate dall’opposizione, in particolare dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e dagli esponenti del Movimento 5 Stelle Mario Turco e Chiara Appendino, che in più occasioni hanno sollecitato un intervento di questo tipo.
Come funzionano le accise mobili
La misura è stata introdotta dal governo Meloni nel 2023, andando a modificare una norma del governo del 2007. Viene prevista la possibilità di adottare un taglio delle accise “se il prezzo del carburante aumenta, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento”, prendendo a parametro i valori fissati dall’ultimo Documento di Finanza Pubblica (Def). Bisogna però tenere conto anche “dell’eventuale diminuzione” nella media del quadrimestre precedente. Non viene specificata in modo preciso la percentuale di aumento per intervenire, che in passato era stata fissata al 2%.
Come viene fissato il prezzo dei carburanti
Sul prezzo della benzina e del diesel, oltre al costo del petrolio e all’IVA al 22%, incide anche l’accisa, una tassa fissa da corrispondere al litro. Con il meccanismo delle accise mobili si cercano di utilizzare le maggiori entrate nelle casse pubbliche dovute all’IVA applicata sul costo del petrolio (il cui importo chiaramente sale insieme al prezzo della materia prima) per abbassare l’accisa. In questo modo, il valore del carburante alla pompa dovrebbe più o meno mantenersi sempre stabile, o comunque non subire aumenti particolari.






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