Stipendi, con la flat tax sale la busta paga di marzo: fino a 850 euro . Tutti gli aumenti e che cosa cambia

Salgono le buste paghe di marzo con la flat tax. Entra in vigore lo sconto fiscale sugli aumenti dei contratti di lavoro firmati dal 2024 per i dipendenti del settore privato. La misura prevede una tassazione ridotta anche per alcune maggiorazioni e premi legati al lavoro.
Le nuove regole sono state introdotte con l’ultima manovra di bilancio e sono diventate operative grazie a una circolare dell’Agenzia delle Entrate firmata dal direttore Vincenzo Carbone. Il documento era molto atteso da aziende e consulenti fiscali perché fornisce le istruzioni per applicare le nuove agevolazioni.
Le novità: Flat tax al 5%, aumenti fino a 850 euro
Tra le principali novità c’è una flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali per i lavoratori con redditi fino a 33 mila euro. Per esempio, un dipendente che guadagna 30 mila euro l’anno e riceve nel 2026 un aumento di 2.500 euro arriverebbe a un reddito totale di 32.500 euro. Con la nuova tassazione pagherebbe:
il 23% fino a 28 mila euro,
il 33% sulla parte tra 28 mila e 30 mila euro,
e solo il 5% sui 2.500 euro di aumento.
In questo modo il lavoratore pagherebbe meno tasse rispetto alla tassazione ordinaria e risparmierebbe circa 850 euro, mantenendo in busta paga gran parte dell’aumento.
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Sono previste due diverse agevolazioni fiscali sui salari del settore privato.
La prima riguarda gli aumenti legati ai rinnovi contrattuali del 2024 e 2025, con una tassa ridotta al 5% per i lavoratori con redditi fino a 33 mila euro. L’agevolazione si applica anche alle assenze retribuite, come malattia, maternità o infortunio.
La seconda prevede una tassazione al 15% su alcune indennità e maggiorazioni pagate nel 2026, come lavoro notturno, festivo, turni, reperibilità o premi di risultato. Questa agevolazione vale fino a un massimo di 1.500 euro per i dipendenti con redditi fino a 40 mila euro.
Gli sconti fiscali saranno applicati direttamente dai datori di lavoro ai dipendenti che possiedono i requisiti. Chi invece non ha un sostituto d’imposta potrà recuperare le agevolazioni nella dichiarazione dei redditi.
Lavoro notturno e turni festivi
C’è poi un altro fattore da tenere in considerazione: come sottolineato da La Repubblica, tra le novità previste dalla nuova normativa c’è anche l’imposta sostitutiva del 15% sui trattamenti accessori: tra questi rientrano per esempio il lavoro in orario notturno e nei giorni festivi.
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