Dividendi e plusvalenze, cosa cambia: chi guadagna e chi no con il nuovo decreto
Dietro le “correzioni tecniche” del decreto fiscale si gioca una partita tra holding, grandi gruppi e PMI
Il decreto fiscale cui ci riferiamo è stato approvato dal Consiglio dei ministri nella seconda metà di marzo 2026 ed è ora in fase di conversione in legge, salvo modifiche apportate dal Parlamento entro metà maggio.
Il sistema italiano, prima delle correzioni in corso, presentava criticità su due fronti. I dividendi distribuiti da società partecipate, già tassati a livello societario, rischiavano di essere nuovamente penalizzati in capo al socio.
Le plusvalenze realizzate dalla cessione di partecipazioni erano in alcuni casi trattate in modo meno favorevole rispetto ad altri Paesi.
Questo si rivelava essere un disincentivo a riorganizzazioni societarie e una penalizzazione di investimenti “a catena” (tipici delle holding).

Le correzioni: cosa cambia in concreto
Senza entrare in tecnicismi eccessivi, le modifiche puntano a uniformare il trattamento fiscale tra dividendi e plusvalenze ed evitare che lo stesso reddito venga tassato più volte rendendo più prevedibile la fiscalità nelle operazioni straordinarie. In sostanza si rafforza il principio di neutralità fiscale.
Chi guadagna davvero
Holding e gruppi societari sono i principali beneficiari
Ricevono dividendi da controllate ed effettuano operazioni di fusione, acquisizione, cessione: con le nuove regole ci sarà un minore carico fiscale complessivo e una maggiore flessibilità strategica.
Investitori istituzionali e grandi capitali
Fondi, family office e grandi investitori avranno maggiore certezza fiscale e condizioni più allineate ai competitor europei.
Operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni)
Saranno meno penalizzate fiscalmente e più facili da strutturare, con un potenziale aumento dell’attività straordinaria.
Chi beneficia meno (o solo indirettamente)
PMI operative
Non fanno operazioni finanziarie complesse e conseguentemente sono meno esposte a dividendi/plusvalenze. Qualche beneficio indiretto si potrà verificare se inserite in filiere più dinamiche.
Contribuenti individuali
Per i piccoli risparmiatori e i redditi da capitale standard, nessun impatto significativo immediato.






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