Tim, il perfezionamento dell’Opas di Poste entro fine 2026. Che cosa cambia nel sistema delle Tlc

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Il completamento dell’OPA totalitaria lanciata da Poste Italiane su TIM è previsto entro la fine del 2026. Al termine dell’operazione, il titolo di Poste Italiane potrà contare su un flottante ampio e altamente liquido, stimato in oltre 15 miliardi di euro. La base azionaria risulterà composta da investitori istituzionali di primo piano, sia italiani sia internazionali, affiancati da una componente retail diffusa e consolidata.

Il nuovo gruppo beneficerà inoltre di una governance stabile, grazie alla presenza dello Stato Italiano come azionista di maggioranza con una quota superiore al 50%, anche tramite Cassa Depositi e Prestiti. Questo assetto garantirà continuità nel lungo periodo e un indirizzo strategico chiaro, orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholder e per il sistema Paese.

La struttura proprietaria, infine, assicura un forte allineamento degli interessi tra gli azionisti, con l’obiettivo di sostenere la competitività del gruppo e generare rendimenti duraturi nel tempo.

L’offerta lanciata da Poste su Tim

L’offerta lanciata da Poste Italiane su TIM rappresenta il tassello più visibile della strategia del gruppo. La società ha annunciato un’OPAS volontaria totalitaria con una valorizzazione di 0,635 euro per azione, composta da 0,167 euro in contanti e 0,0218 azioni Poste di nuova emissione per ciascun titolo TIM, con l’obiettivo dichiarato di procedere alla revoca dalla quotazione.

Secondo quanto comunicato ufficialmente, l’operazione mira alla creazione della “più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese”, facendo leva sulla convergenza tra rete fissa e mobile, cloud, data center e soluzioni di connettività sicura.

L’iniziativa va quindi oltre una semplice operazione finanziaria: si tratta di un progetto industriale volto a integrare TIM in un ecosistema più ampio, in cui connettività, servizi digitali, pagamenti, assicurazioni e relazioni con famiglie, imprese e pubblica amministrazione confluiscono in un unico modello operativo.

Tim, Fastweb e Vodafone, come cambia il sistema delle Tlc

In parallelo, TIM ha deciso di rafforzare la sua strategia infrastrutturale insieme a Fastweb e Vodafone Italia. L’accordo di RAN sharing, annunciato il 7 gennaio 2026, prevede che ciascun operatore possa utilizzare nelle aree interessate l’infrastruttura di accesso radio-mobile dell’altro, evitando duplicazioni. TIM punta, fra gli effetti attesi, a una maggiore efficienza nello sviluppo del 5G, soprattutto nelle zone meno densamente popolate, e alla possibilità di liberare risorse per ulteriori investimenti.

Il 19 marzo è arrivato il secondo passo: un accordo non vincolante per la creazione di una joint venture paritetica finalizzata alla costruzione e gestione di nuove torri, con la prospettiva di arrivare fino a 6.000 siti, apertura eventuale a investitori terzi e un modello di accesso aperto anche ad altri operatori.

In questo contesto, la partita sulla rete mobile resta cruciale, ma si gioca con strumenti diversi rispetto al passato: meno duplicazione degli asset, maggiore integrazione infrastrutturale e un’attenzione più marcata alla sostenibilità economica.

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Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia…
Caporedattrice Redazione LMF La Mia Finanza PhD, MBA, CPA, MD