Leonardo nuovo piano industriale: crescita ricavi, svolta su intelligenza artificiale e centralità dei dati

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Leonardo rilancia sul 2030 con un piano industriale ad alta tecnologia

Il gruppo Leonardo, guidato dall’amministratore delegato Roberto Cingolani e presieduto da Stefano Pontecorvo, ha approvato l’aggiornamento del piano industriale 2026-2030.
La decisione, assunta dal Consiglio di Amministrazione a Roma, punta a rafforzare il ruolo di Leonardo come player high-tech globale nella difesa e sicurezza, integrando cybersecurity, intelligenza artificiale e high performance computing.

Il mercato ha reagito immediatamente: nella mattinata di giovedì 12 marzo, alla Borsa di Milano, le azioni Leonardo sono balzate da 57,12 euro in apertura a oltre 66 euro alle 11:00, segnalando la forte fiducia degli investitori.
La strategia al 2030 punta a crescita organica, leadership tecnologica multidominio e creazione di valore per azionisti, dipendenti e filiera europea della difesa.

In sintesi:

  • Piano industriale 2026-2030: Leonardo si posiziona come One Company high-tech della sicurezza globale.
  • Obiettivi 2030: ordini 32 miliardi, ricavi 30 miliardi, forte crescita di Ebita e cassa.
  • Piattaforma Michelangelo Dome: architettura digitale multidominio, 21 miliardi di opportunità in dieci anni.
  • Nuove assunzioni: 28.000 ingressi entro il 2030, focus su giovani e profili Stem.

Obiettivi finanziari, Michelangelo Dome e strategia per i business

Sotto la guida di Roberto Cingolani, Leonardo evolve verso una One Company multinazionale, razionalizzando il portafoglio, lanciando nuovi prodotti, siglando partnership e joint venture internazionali e accelerando su digitalizzazione e capacità produttiva.
Il contesto globale, segnato da missili ipersonici, vettori balistici, droni e cyber attacchi su larga scala, impone una difesa integrata che coinvolge anche infrastrutture critiche civili.

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Al 2030 il Gruppo mira a ordini per 32 miliardi (da 23,8 miliardi attesi nel 2025) e ricavi a 30 miliardi (da 19,5 miliardi nel 2025), con un Cagr del 9%.
L’Ebita target è 3,59 miliardi, con redditività più che raddoppiata rispetto al 2025, mentre il Focf dovrebbe salire a 2,06 miliardi, raddoppiando il flusso di cassa.

Nel quinquennio 2026-2030 sono previsti ordini cumulati per 142 miliardi.
Elemento cardine del piano è il Michelangelo Dome, piattaforma digitale aperta e interoperabile tra aria, terra, mare, spazio e cyber, basata su AI e cloud per contrastare minacce ibride come missili ipersonici e sciami di droni, con potenziali ricavi per 21 miliardi in dieci anni.

La strategia per le singole aree di business è fortemente selettiva.
Nell’elettronica, Leonardo punta a una crescita dell’Ebita del 12,1%, con ruolo di motore tecnologico del Michelangelo Dome.

Nello spazio l’obiettivo è un incremento record dell’Ebita (+26,4%) e la creazione del principale player europeo tramite la joint venture “Bromo” con Airbus e Thales.
Nell’area cyber è previsto un aumento dei ricavi del 14,5%, mentre per le aerostrutture viene confermato il raggiungimento del breakeven dell’Ebita nel 2028.

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La politica di remunerazione degli azionisti sarà più generosa: nel 2026 il dividendo salirà del 21%, mantenendo al contempo una disciplina finanziaria rigorosa finalizzata alla riduzione dell’indebitamento e al rafforzamento del profilo di credito.

Occupazione qualificata, sostenibilità e visione strategica al 2030

Il piano 2026-2030 prevede un massiccio piano di assunzioni con 28.000 nuovi ingressi, che porteranno l’organico complessivo di Leonardo a 75.500 dipendenti.
Il 55% delle nuove risorse sarà under 30 e il 70% avrà profili Stem, a conferma della centralità delle competenze digitali e ingegneristiche.

Sul fronte sostenibilità, vengono confermati gli impegni verso la Science Based Targets initiative per la decarbonizzazione, con l’introduzione di nuovi target per la circolarità dei materiali critici, in linea con le priorità europee sull’autonomia strategica.

“Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo Piano Industriale, oltre ogni previsione… Il nuovo Piano definisce la traiettoria del Gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale”, ha dichiarato Roberto Cingolani, sottolineando il vantaggio competitivo costruito su digitale, AI e cybersecurity.

FAQ

Quali sono i principali obiettivi finanziari di Leonardo al 2030?

Al 2030 Leonardo punta a ordini per 32 miliardi, ricavi a 30 miliardi, Ebita a 3,59 miliardi e Focf a 2,06 miliardi.

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Cosa è il Michelangelo Dome sviluppato da Leonardo?

Il Michelangelo Dome è una piattaforma digitale multidominio, basata su AI e cloud, progettata per integrare difesa aria, terra, mare, spazio e cyber.

Quante assunzioni prevede Leonardo nel piano 2026-2030?

Il piano prevede 28.000 nuove assunzioni, con 55% under 30 e 70% profili Stem, portando l’organico totale a 75.500 dipendenti.

Come cambia la politica dei dividendi di Leonardo?

La politica dei dividendi diventa più generosa, con un incremento del 21% del dividendo pagato nel 2026, mantenendo disciplina sull’indebitamento.

Da quali fonti è stata rielaborata questa analisi su Leonardo?

Questa analisi è stata elaborata a partire da informazioni congiunte di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.

 

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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