Lo sport come leva sociale: a Milano il 26 marzo torna Sport & Sostenibilità. Territorio, futuro e legacy: ciò che lo sport lascia ai luoghi

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Il 26 marzo 2026, alla Palazzina Appiani dell’Arena Civica di Milano, torna Sport & Sostenibilità, l’appuntamento promosso da PLEF in collaborazione con Right Hub SB e con il patrocinio del Comune di Milano. Giunto alla sua quarta edizione, il convegno propone quest’anno una riflessione sullo sport come leva di benessere sociale, approfondendo il suo contributo alla qualità della vita delle persone e allo sviluppo sostenibile delle comunità.

L’incontro nasce con l’obiettivo di ampliare la lettura del fenomeno sportivo, considerandolo non soltanto come pratica agonistica o occasione di intrattenimento, ma come esperienza capace di generare inclusione, relazioni, salute, partecipazione e valore condiviso. Al centro della mattinata ci saranno soprattutto progetti, percorsi ed esperienze concrete, utili per mostrare in che modo l’attività sportiva possa incidere sul tessuto sociale e tradursi in uno strumento di cambiamento positivo.

Dopo un inquadramento socio-economico, dedicato alle interconnessioni tra sport, ambiente e società, a cura di Marco Alfano, Head Sustainability & ESG Advisory Services di Right Hub SB e Massimo Achini, Presidente del Comitato C.S.I. Milano, il programma si sviluppa attraverso quattro talk dedicati a inclusione e parità, sport, salute e benessere, innovazione sociale e responsabilità, territorio, futuro e legacy. Quattro prospettive diverse, ma tra loro complementari, scelte per offrire una visione ampia del rapporto tra sport, comunità e sviluppo sociale.

Innovazione sociale e responsabilità

Questo talk guarda a quelle esperienze in cui lo sport non si esaurisce nell’attività agonistica, ma diventa organizzazione, presenza sul territorio e capacità di generare valore nel tempo. Il panel mette insieme realtà diverse, accomunate da un elemento chiave: la volontà di costruire progetti credibili, capaci di produrre impatti concreti anche fuori dal campo.

Tra queste, il Consorzio Vero Volley, una delle realtà più strutturate del panorama sportivo italiano, porterà una testimonianza sul ruolo di un’organizzazione sportiva evoluta nel promuovere iniziative sociali, educative e di inclusione. Il loro intervento offrirà uno sguardo su come un grande sistema sportivo possa integrare dimensione agonistica e responsabilità sociale, in particolare analizzando il caso del progetto True Love Impact, primo vero esempio di festival totalmente dedicato all’impatto sociale.

Un passaggio centrale del talk sarà l’intervento di Roberto Carnevali, presidente di Riccione Calcio 1926. Carnevali definisce il club come “più di un club”, “un progetto strutturato che utilizza il calcio come strumento educativo, sociale e culturale”, con una visione chiara di medio-lungo periodo. Il percorso del Riccione Calcio, prima Società Benefit italiana come club sportivo e certificata ISO 20121, mostra come anche una realtà dilettantistica possa evolvere in un modello organizzativo solido e orientato all’impatto. In pochi anni il club è cresciuto fino a coinvolgere centinaia di giovani e uno staff strutturato, grazie a “metodo, organizzazione e una visione chiara”.

Accanto a queste esperienze, il contributo di UniPlay Milano racconta un modello completamente diverso, ma altrettanto interessante. Nato come rete interuniversitaria, il progetto promuove l’attività sportiva come strumento di socializzazione e integrazione, in particolare per studenti fuori sede e internazionali. Attraverso un’organizzazione dal basso e attività multisport, UniPlay favorisce la creazione di relazioni e comunità, trasformando lo sport in uno spazio di incontro accessibile e informale, capace di attivare partecipazione e iniziativa tra i giovani.

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Il talk mette così a fuoco una domanda sempre più attuale: che cosa rende oggi un progetto sportivo credibile e capace di durare nel tempo? Non solo risultati o visibilità, ma organizzazione, responsabilità e capacità di generare valore per le persone e per il territorio.

Territorio, futuro e legacy: ciò che lo sport lascia ai luoghi

Il quarto talk di Sport & Sostenibilità è dedicato al tema “territorio, futuro e legacy” e affronta una domanda precisa: che cosa lascia lo sport a una città, a una comunità, a un sistema locale? Il tema non riguarda soltanto eventi e impianti, ma il modo in cui lo sport incide sulla qualità dei luoghi, sulle relazioni e sulla capacità di generare effetti che durano nel tempo.

Come evidenzia Federico Casotti, giornalista sportivo e autore del libro Milano capitale dello sport, la legacy si muove su due livelli distinti ma complementari: “La ‘legacy’, il lascito del passaggio dei grandi eventi su una città porta sempre con sé due componenti. Una è misurabile: il numero di impianti o di infrastrutture create per quello scopo e che entrano a far parte del tessuto urbano. L’altra è molto più difficile da quantificare, ma è anche quella più affascinante. Un grande evento crea infatti memoria condivisa, che si conserva nei racconti e nella quotidianità, e soprattutto porta con sé una forte componente ispirazionale, stimolando i cittadini a praticare sport e a innescare quindi comportamenti virtuosi che ricadono sulla comunità. Ma per farlo serve anche una città che guardi allo sport di base mettendolo in condizione di non disperdere questa preziosa eredità”.

A questa prospettiva si affianca l’intervento di Matteo Mantica, direttore di ONElab Milano, che porta il tema della legacy sul terreno delle relazioni tra sport, comunità e imprese: “Per ONElabMilano lo sport è una vera infrastruttura sociale: uno strumento capace di attivare comunità, rafforzare i territori e generare una legacy che dura nel tempo”. Il valore di un progetto non si misura solo nei risultati immediati, ma nella capacità di attivare comunità, creare collaborazione tra soggetti diversi e generare continuità nel tempo, anche attraverso percorsi di rigenerazione urbana e sociale.

Il quadro si completa con Monica Prati e Deborah Repetti, responsabili dei progetti sociali di Derthona Basket, che porteranno l’esperienza della Società all’interno della Cittadella dello Sport. Un progetto che integra dimensione sportiva, educativa e territoriale, mostrando come un’infrastruttura possa diventare un punto di riferimento per la comunità e un luogo di partecipazione attiva.

Questo ultimo momento del convegno invita così a guardare alla sostenibilità dello sport da una prospettiva diversa. La legacy non è un concetto astratto né un semplice bilancio finale: riguarda ciò che resta nei territori, nelle relazioni e nelle opportunità che continuano a esistere anche oltre l’evento o la stagione sportiva.

È in questa capacità di lasciare tracce durature che si misura, oggi, il valore reale dello sport.

Lo sport come leva sociale: a Milano torna Sport & Sostenibilità

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Il 26 marzo 2026, alla Palazzina Appiani dell’Arena Civica di Milano, torna Sport & Sostenibilità, l’appuntamento promosso da PLEF in collaborazione con Right Hub SB e con il patrocinio del Comune di Milano. Giunto alla sua quarta edizione, il convegno propone quest’anno una riflessione sullo sport come leva di benessere sociale, approfondendo il suo contributo alla qualità della vita delle persone e allo sviluppo sostenibile delle comunità.

L’incontro nasce con l’obiettivo di ampliare la lettura del fenomeno sportivo, considerandolo non soltanto come pratica agonistica o occasione di intrattenimento, ma come esperienza capace di generare inclusione, relazioni, salute, partecipazione e valore condiviso. Al centro della mattinata ci saranno soprattutto progetti, percorsi ed esperienze concrete, utili per mostrare in che modo l’attività sportiva possa incidere sul tessuto sociale e tradursi in uno strumento di cambiamento positivo.

Dopo un inquadramento socio-economico, dedicato alle interconnessioni tra sport, ambiente e società, a cura di Marco Alfano, Head Sustainability & ESG Advisory Services di Right Hub SB e Massimo Achini, Presidente del Comitato C.S.I. Milano, il programma si sviluppa attraverso quattro talk dedicati a inclusione e parità, sport, salute e benessere, innovazione sociale e responsabilità, territorio, futuro e legacy. Quattro prospettive diverse, ma tra loro complementari, scelte per offrire una visione ampia del rapporto tra sport, comunità e sviluppo sociale.

Innovazione sociale e responsabilità

Questo talk guarda a quelle esperienze in cui lo sport non si esaurisce nell’attività agonistica, ma diventa organizzazione, presenza sul territorio e capacità di generare valore nel tempo. Il panel mette insieme realtà diverse, accomunate da un elemento chiave: la volontà di costruire progetti credibili, capaci di produrre impatti concreti anche fuori dal campo.

Tra queste, il Consorzio Vero Volley, una delle realtà più strutturate del panorama sportivo italiano, porterà una testimonianza sul ruolo di un’organizzazione sportiva evoluta nel promuovere iniziative sociali, educative e di inclusione. Il loro intervento offrirà uno sguardo su come un grande sistema sportivo possa integrare dimensione agonistica e responsabilità sociale, in particolare analizzando il caso del progetto True Love Impact, primo vero esempio di festival totalmente dedicato all’impatto sociale.

Un passaggio centrale del talk sarà l’intervento di Roberto Carnevali, presidente di Riccione Calcio 1926. Carnevali definisce il club come “più di un club”, “un progetto strutturato che utilizza il calcio come strumento educativo, sociale e culturale”, con una visione chiara di medio-lungo periodo. Il percorso del Riccione Calcio, prima Società Benefit italiana come club sportivo e certificata ISO 20121, mostra come anche una realtà dilettantistica possa evolvere in un modello organizzativo solido e orientato all’impatto. In pochi anni il club è cresciuto fino a coinvolgere centinaia di giovani e uno staff strutturato, grazie a “metodo, organizzazione e una visione chiara”.

Accanto a queste esperienze, il contributo di UniPlay Milano racconta un modello completamente diverso, ma altrettanto interessante. Nato come rete interuniversitaria, il progetto promuove l’attività sportiva come strumento di socializzazione e integrazione, in particolare per studenti fuori sede e internazionali. Attraverso un’organizzazione dal basso e attività multisport, UniPlay favorisce la creazione di relazioni e comunità, trasformando lo sport in uno spazio di incontro accessibile e informale, capace di attivare partecipazione e iniziativa tra i giovani.

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Il talk mette così a fuoco una domanda sempre più attuale: che cosa rende oggi un progetto sportivo credibile e capace di durare nel tempo? Non solo risultati o visibilità, ma organizzazione, responsabilità e capacità di generare valore per le persone e per il territorio.

Territorio, futuro e legacy: ciò che lo sport lascia ai luoghi

Il quarto talk di Sport & Sostenibilità è dedicato al tema “territorio, futuro e legacy” e affronta una domanda precisa: che cosa lascia lo sport a una città, a una comunità, a un sistema locale? Il tema non riguarda soltanto eventi e impianti, ma il modo in cui lo sport incide sulla qualità dei luoghi, sulle relazioni e sulla capacità di generare effetti che durano nel tempo.

Come evidenzia Federico Casotti, giornalista sportivo e autore del libro Milano capitale dello sport, la legacy si muove su due livelli distinti ma complementari: “La ‘legacy’, il lascito del passaggio dei grandi eventi su una città porta sempre con sé due componenti. Una è misurabile: il numero di impianti o di infrastrutture create per quello scopo e che entrano a far parte del tessuto urbano. L’altra è molto più difficile da quantificare, ma è anche quella più affascinante. Un grande evento crea infatti memoria condivisa, che si conserva nei racconti e nella quotidianità, e soprattutto porta con sé una forte componente ispirazionale, stimolando i cittadini a praticare sport e a innescare quindi comportamenti virtuosi che ricadono sulla comunità. Ma per farlo serve anche una città che guardi allo sport di base mettendolo in condizione di non disperdere questa preziosa eredità”.

A questa prospettiva si affianca l’intervento di Matteo Mantica, direttore di ONElab Milano, che porta il tema della legacy sul terreno delle relazioni tra sport, comunità e imprese: “Per ONElabMilano lo sport è una vera infrastruttura sociale: uno strumento capace di attivare comunità, rafforzare i territori e generare una legacy che dura nel tempo”. Il valore di un progetto non si misura solo nei risultati immediati, ma nella capacità di attivare comunità, creare collaborazione tra soggetti diversi e generare continuità nel tempo, anche attraverso percorsi di rigenerazione urbana e sociale.

Il quadro si completa con Monica Prati e Deborah Repetti, responsabili dei progetti sociali di Derthona Basket, che porteranno l’esperienza della Società all’interno della Cittadella dello Sport. Un progetto che integra dimensione sportiva, educativa e territoriale, mostrando come un’infrastruttura possa diventare un punto di riferimento per la comunità e un luogo di partecipazione attiva.

Questo ultimo momento del convegno invita così a guardare alla sostenibilità dello sport da una prospettiva diversa. La legacy non è un concetto astratto né un semplice bilancio finale: riguarda ciò che resta nei territori, nelle relazioni e nelle opportunità che continuano a esistere anche oltre l’evento o la stagione sportiva.

È in questa capacità di lasciare tracce durature che si misura, oggi, il valore reale dello sport.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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