Ponte sullo Stretto, cantieri al via entro il 2026. Costi lievitati: da 4 a 13,5 miliardi

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Restano numerosi i nodi irrisolti sul progetto del Ponte sullo Stretto, a partire dall’aumento dei costi registrato prima ancora della definizione del progetto esecutivo. Un elemento che, secondo l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), potrebbe rendere necessaria una nuova gara d’appalto. Di diverso avviso la società Stretto di Messina, che conferma la tabella di marcia: cantieri al via entro il 2026.

Il nodo della normativa europea sugli appalti

Nel corso di un’audizione alla Commissione Ambiente del Senato, il presidente dell’ANAC Giuseppe Busia ha evidenziato come il decreto commissari non affronti il nodo centrale della compatibilità con la normativa europea sugli appalti. In particolare, Busia ha ricordato che il passaggio da un modello di finanziamento a prevalenza privata a uno interamente pubblico modifica radicalmente le condizioni iniziali, rendendo necessario un nuovo bando.

I costi lievitati: da 4 miliardi a 13,5 miliardi

A pesare è anche la crescita dei costi: dai circa 4 miliardi previsti inizialmente si è passati prima a 8 miliardi e oggi a una stima di circa 13,5 miliardi. Un incremento che, secondo l’ANAC, rischia di superare la soglia del 50% prevista dalle direttive europee, limite oltre il quale scatta l’obbligo di una nuova gara. Un rischio considerato concreto anche alla luce del fatto che il progetto esecutivo non è ancora stato completato.

Busia ha inoltre suggerito di procedere con un progetto esecutivo unitario, anziché per fasi, per ottenere una stima più affidabile dei costi complessivi ed evitare ulteriori sforamenti. In conclusione, per l’ANAC la soluzione più solida resta quella di un nuovo contratto, che consentirebbe di aggiornare il progetto e ridurre il rischio di contenziosi, garantendo al contempo il rispetto delle norme europee.

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Di segno opposto la posizione dell’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che ha ribadito la conformità del progetto alla normativa europea. Secondo Ciucci, l’aumento dei costi è dovuto quasi esclusivamente all’indicizzazione dei prezzi, esclusa dal calcolo della soglia del 50%, e non a modifiche sostanziali del progetto.

L’AD ha inoltre indicato tempi precisi: l’iter autorizzativo potrebbe concludersi entro l’estate 2026, con l’avvio dei lavori previsto nell’ultimo trimestre dello stesso anno. Una previsione che conferma la volontà della società di procedere senza rallentamenti, nonostante le criticità evidenziate dall’ANAC.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia…
Caporedattrice Redazione LMF La Mia Finanza PhD, MBA, CPA, MD
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