Milano, Antonio Civita sindaco nel 2027? Spunta l’ipotesi che il centrodestra guardi agli imprenditori
Tra indiscrezioni e cautela, prende forma il profilo di un possibile candidato civico per il dopo Sala
Il centrodestra milanese è ancora senza un nome ufficiale per la corsa a Palazzo Marino nel 2027, ma negli ultimi giorni un profilo ha iniziato a circolare con insistenza: quello di Antonio Civita, imprenditore della ristorazione e figura radicata nel tessuto economico cittadino.

Non si tratta, almeno per ora, di una candidatura formalizzata. Piuttosto, di una disponibilità dichiarata e di una fase esplorativa che la stampa ha iniziato a raccontare come il primo vero segnale di movimento nella coalizione.
Un nome che nasce fuori dai partiti
A rilanciare per primi il nome sono stati ambienti vicini al centrodestra, ma alcune ricostruzioni sono state riportate da testate come la Repubblica e MilanoToday.
Il profilo è quello di un imprenditore: romano di origine, milanese d’adozione da decenni- Alla guida della catena Panino Giusto è attivo anche nel settore sportivo con Milano Padel. Secondo quanto riportato, Civita avrebbe già avviato contatti informali con ambienti imprenditoriali, interlocutori politici e figure storiche del centrodestra milanese come Gabriele Albertini.
Disponibilità senza investitura
Il punto centrale è che non esiste ancora un’investitura ufficiale da parte dei partiti. Lo stesso Civita, nelle ricostruzioni della stampa, mantiene un profilo prudente: si dice disponibile, ma evita di presentarsi come candidato ufficiale e sottolinea che il suo nome potrebbe servire soprattutto ad aprire il confronto.
Una posizione che riflette la fase attuale del centrodestra, ricerca di un profilo, più che definizione di una candidatura.
Il tema politico: Milano città “non più accogliente”
Uno degli elementi che ha attirato l’attenzione dei media riguarda le posizioni espresse sull’evoluzione della città. Secondo quanto riportato, Civita avrebbe evidenziato un punto sensibile: Milano rischia di diventare sempre più difficile da vivere per chi lavora. Un esempio citato riguarda i lavoratori del settore della ristorazione: stipendi non allineati al costo della vita, difficoltà ad accedere alla disponibilità di una casa, ridotta capacità di spesa.
Da qui l’idea ancora embrionale di strumenti come una “card” per i giovani lavoratori, per rendere la città più accessibile.
Il dibattito nel centrodestra: civico o politico?
La possibile candidatura di Civita si inserisce in una discussione più ampia, che la stampa italiana sta seguendo da settimane. Testate come Corriere della Sera e Il Giornale evidenziano una divisione interna alla coalizione: una parte spinge per un profilo civico, capace di attrarre voti oltre il perimetro politico, un’altra, in particolare Fratelli d’Italia, preferirebbe un candidato politico. Si tratta di una scelta strategica: allargare il consenso o consolidare l’identità.
Le principali testate italiane convergono su alcuni punti.
La Repubblica sottolinea l’origine “civica” del candidato e ne evidenzia il ruolo degli ambienti cattolici e moderati. Il Corriere della Sera mette in luce la mancanza di una linea condivisa nel centrodestra e interpreta Civita come uno dei possibili “nomi di apertura”.
MilanoToday offre un ritratto più diretto dell’imprenditore ed evidenzia le sue idee sulla città e la disponibilità personale.
Al momento, la possibile candidatura di Civita non è una decisione, ma un segnale: il centrodestra milanese sta entrando nella fase in cui emergono nomi, si testano profili e si costruisce il perimetro della futura candidatura.






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