Mondiali, Fifa nei guai. L’accusa: vendita sleale dei biglietti. Pubblicità ingannevole, quanto costano

L’organizzazione dei tifosi europei Fse ha presentato un’azione legale contro la Fifa davanti alla Commissione europea, chiedendo lo stop a quelle che definisce procedure di vendita dei biglietti per i Mondiali “opache e sleali”.
Insieme a Euroconsumers, che rappresenta i consumatori del continente, la Fse ha depositato una denuncia formale accusando la Fifa di aver abusato della propria posizione dominante nella distribuzione dei tagliandi. Secondo l’associazione, l’ente calcistico avrebbe imposto ai tifosi condizioni “che non sarebbero mai accettabili in un mercato concorrenziale”.
Dal canto suo, la Fifa ha dichiarato di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale e di non essere quindi “in grado di commentare in questa fase”.
La tariffazione dinamica
Fse ed Euroconsumers chiedono alla Commissione europea un intervento deciso nei confronti della Fifa. In particolare, le due organizzazioni sollecitano lo stop alla “tariffazione dinamica”, ovvero il sistema che adegua i prezzi alla domanda, il congelamento dei prezzi ai livelli annunciati lo scorso dicembre per la prossima fase di vendita prevista ad aprile e la pubblicazione, con almeno 48 ore di anticipo, del numero di biglietti ancora disponibili per ciascuna categoria.
“Prezzi esorbitanti” e “pubblicità ingannevole”
Nella denuncia vengono inoltre evidenziati “sei abusi specifici”, a partire dai prezzi giudicati “esorbitanti”, superiori sia a quelli delle edizioni precedenti sia alle stesse stime fornite dalla Fifa.
Le associazioni segnalano anche una presunta “pubblicità ingannevole” relativa ai biglietti da 60 dollari per la fase a gironi, annunciati dopo le critiche di dicembre ma di fatto “praticamente esauriti prima dell’apertura delle vendite al grande pubblico”. A questo si aggiunge, secondo i denuncianti, una gestione “incontrollata” della tariffazione dinamica.
Sotto accusa anche la trasparenza del sistema di vendita: le regole vengono definite “opache”, poiché al momento dell’acquisto non sarebbero garantiti né la posizione dei posti, né le mappe degli stadi, né le squadre in campo. Infine, Fse ed Euroconsumers denunciano l’uso di “tecniche di vendita sotto pressione” e il fatto che la Fifa applichi una commissione del 15% anche sulla rivendita dei biglietti.







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