Nuove regole AGCOM per gli influencer: evitare multe seguendo linee guida e codice di condotta rafforzato
Nuove regole AGCOM per gli influencer: cosa cambia e per chi
Il Garante delle Comunicazioni ha aggiornato il quadro regolatorio per gli influencer attivi in Italia, intervenendo su trasparenza pubblicitaria, tutele per i minori e limiti ai contenuti più rischiosi. Le nuove indicazioni, pubblicate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) con delibera n. 197/25/CONS e due documenti di orientamento, chiariscono chi è tenuto all’iscrizione nell’elenco degli influencer “rilevanti”, come segnalare correttamente i contenuti pagati o ricevuti in regalo e quali materiali non possono essere diffusi. Le regole si applicano a chi opera sulle principali piattaforme online in Italia e mirano a ridurre opacità promozionali, rischi di cyberbullismo e messaggi dannosi per i minori, rafforzando al contempo affidabilità e responsabilità dell’intero ecosistema di influencer marketing.
In sintesi:
- AGCOM aggiorna linee guida e codice di condotta per influencer e content creator.
- Iscrizione obbligatoria all’elenco sopra 500.000 follower o 1 milione di visualizzazioni mensili.
- Pubblicità e prodotti “gifted” devono essere sempre chiaramente riconoscibili e dichiarati.
- Divieti stringenti su contenuti nocivi per minori, odio, violenza e modelli irrealistici.
Definizione di influencer, obblighi di iscrizione e ruolo dei giornalisti
Per l’AGCOM è influencer o content creator qualsiasi persona fisica o giuridica, anche tramite personaggi virtuali, che crea o seleziona contenuti diffusi al pubblico su piattaforme online, controllandone le scelte editoriali al fine di ottenere denaro, prodotti, servizi, benefici o qualsiasi altra utilità economica o lucro.
Diventa “rilevante” e quindi soggetto all’iscrizione nell’elenco AGCOM chi supera, su una singola piattaforma, 500.000 follower oppure 1 milione di visualizzazioni medie mensili, calcolate sulla media dei sei mesi precedenti. L’elenco, precisano le nuove FAQ, non è un albo professionale, ma uno strumento di trasparenza e vigilanza.
Gli influencer sotto soglia restano comunque tenuti al rispetto dei principi di trasparenza pubblicitaria, correttezza delle comunicazioni commerciali, tutela dei minori e dei diritti fondamentali, pur senza gli adempimenti formali previsti per i “rilevanti”.
L’Autorità chiarisce inoltre che i giornalisti iscritti all’Albo non rientrano nella categoria degli influencer, poiché l’osservanza dell’articolo 22 del Codice deontologico impedisce di svolgere attività a fronte di corrispettivi o benefici per finalità promozionali o commerciali, facendo venir meno il requisito di attività economica tipico dell’influencer marketing.
Elemento cruciale: il codice di condotta si applica a tutti i contenuti pubblicati dall’influencer, non solo a quelli brandizzati. Anche i post “privati”, senza ADV apparente, devono quindi rispettare le regole su minori, soggetti fragili e diritti fondamentali.
Trasparenza pubblicitaria, divieti sui contenuti e nuove responsabilità future
Le FAQ AGCOM ribadiscono che i contenuti sponsorizzati devono essere sempre chiaramente riconoscibili. Occorre utilizzare diciture evidenti come “Pubblicità”, “ADV”, “Sponsorizzato da…”, “Advertising”, eventualmente accompagnate da hashtag, che però devono comparire tra i primi tre e non in fondo. Taggare il brand non basta per garantire trasparenza.
Nei video la dicitura deve apparire in sovrimpressione nelle prime scene e in descrizione; nelle stories e contenuti a scadenza è richiesta la sovrimpressione. La formula generica “In collaborazione con” non è sufficiente. Non esiste una soglia minima di compenso: anche un semplice regalo impone il disclaimer, con formule come “gifted by/prodotto inviato da”. Per servizi offerti da hotel e ristoranti è raccomandato “#invitedby… / invitato da…”, indicando chi fornisce l’ospitalità.
Il disclaimer può essere omesso solo se il prodotto non è focus principale, il logo non è visibile, non esiste collaborazione, pagamento, né concessione al brand del riutilizzo del contenuto. In caso di post misti (prodotti sponsorizzati e personali) la caption deve specificare con chiarezza a quali elementi si riferiscono “ADV” o “gifted by” (es. “maglione gifted by…”, “orologio gifted by…”).
Resta possibile non usare segnaletica in caso di autopromozione di beni o servizi propri, quando la finalità commerciale è palese e manca qualunque committenza di terzi, ad esempio la promozione di un proprio libro.
Sul fronte dei divieti di contenuto, le linee guida mirano alla protezione dei minori e dei soggetti fragili. Sono vietati contenuti idonei a compromettere gravemente lo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, come pornografia, istigazione all’autolesionismo o alla violenza, sfruttamento, promozione di consumo pericoloso di sostanze e pratiche ad alto rischio. Sono altresì vietati contenuti che incitano o giustificano violenza, odio o discriminazione verso individui o gruppi, incluse condotte riconducibili a cyberbullismo (molestie, minacce, ricatti, furto d’identità, diffusione illecita di dati, soprattutto contro minorenni).
L’AGCOM richiede infine di segnalare l’uso di filtri quando alterano significativamente la percezione, creando standard estetici illusori o attribuendo effetti a prodotti in modo fuorviante, o diffondendo modelli irrealistici. Non è necessario per correzioni marginali. Particolare attenzione è posta ai contenuti che esaltano consumi eccessivi di prodotti ad alto contenuto di zuccheri, grassi, sale o TFA, fenomeno molto diffuso in alcuni profili popolari su piattaforme come TikTok, che costruiscono la propria notorietà proprio sull’ostentazione di eccessi alimentari.
Queste regole rafforzano la responsabilità editoriale degli influencer e aprono a controlli e possibili sanzioni significative in caso di violazioni, con impatti diretti sulle strategie di brand, agenzie e creator. Nei prossimi mesi si misurerà l’effettiva capacità del nuovo impianto AGCOM di alzare gli standard di affidabilità e trasparenza dell’intero settore, incidendo anche sugli algoritmi di raccomandazione e visibilità su piattaforme e motori di ricerca.
FAQ
Quando un influencer deve iscriversi all’elenco AGCOM degli influencer rilevanti?
Deve iscriversi quando supera 500.000 follower oppure 1 milione di visualizzazioni medie mensili su una singola piattaforma, calcolate sulla media degli ultimi sei mesi.
Come va segnalato un contenuto sponsorizzato o pagato da un brand?
Va indicato chiaramente con diciture come “Pubblicità”, “ADV”, “Sponsorizzato da…”, visibili all’inizio del contenuto, in sovrimpressione e in descrizione, anche nei video e nelle stories.
Cosa devo scrivere se ricevo prodotti o servizi in regalo da un’azienda?
Occorre usare formule esplicite tipo “gifted by/prodotto inviato da…” o “#invitedby/invitato da…”, indicando chiaramente l’hotel, ristorante o brand che ha offerto prodotti o servizi.
In quali casi è obbligatorio dichiarare l’uso di filtri nelle foto o nei video?
È obbligatorio quando il filtro altera sostanzialmente la percezione (standard estetici irrealistici, effetti attribuiti ai prodotti), specie se il contenuto è promozionale. Non serve per semplici correzioni marginali o tecniche.
Quali sono le fonti delle informazioni sulle nuove regole AGCOM per gli influencer?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.







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