Private markets e sostenibilità: un nuovo scenario per gli investimenti responsabili

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Una survey tra professionisti finanziari britannici evidenzia criticità crescenti: meno trasparenza, dati limitati e difficoltà di monitoraggio ESG

La crescente espansione dei private markets – cioè investimenti in asset non quotati come private equity, private debt e infrastrutture – rappresenta una nuova sfida per la finanza sostenibile. È quanto emerge da una recente indagine condotta tra professionisti del settore finanziario nel Regno Unito, secondo cui l’aumento della domanda degli investitori per accedere a questi mercati potrebbe creare nuove difficoltà per l’applicazione efficace dei criteri ESG (ambientali, sociali e di governance).

Secondo la survey, molti operatori temono che l’espansione degli investimenti privati possa generare “challenge and pain points” per la sostenibilità, soprattutto perché questi mercati presentano caratteristiche molto diverse rispetto a quelli quotati. Nei private markets, infatti, le informazioni disponibili sono spesso più limitate e meno standardizzate, rendendo più complesso valutare l’impatto ambientale o sociale degli investimenti.

Cosa sono i private markets e perché stanno crescendo

Con il termine private markets si indicano investimenti effettuati al di fuori delle borse valori, tipicamente in imprese non quotate, progetti infrastrutturali o operazioni di finanziamento diretto. Tra gli strumenti più diffusi rientrano il private equity, il venture capital e il private credit.

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Negli ultimi anni questo segmento ha registrato una forte espansione. Secondo dati della società di consulenza McKinsey & Company, il valore globale degli asset gestiti nei mercati privati ha superato i 13 trilioni di dollari, con una crescita significativa alimentata dalla ricerca di rendimenti alternativi in un contesto di mercati pubblici più volatili.

Molti investitori istituzionali – fondi pensione, assicurazioni e grandi asset manager – stanno aumentando l’esposizione a questi strumenti perché offrono potenzialmente rendimenti più elevati e maggiore diversificazione rispetto agli investimenti tradizionali.

Le difficoltà per la finanza sostenibile

Proprio la natura meno regolata e meno trasparente dei private markets rappresenta però una criticità per gli investimenti sostenibili. Nei mercati quotati le aziende sono tenute a pubblicare informazioni finanziarie e non finanziarie secondo standard sempre più rigorosi. Nei mercati privati, invece, i dati ESG sono spesso incompleti, non comparabili o difficili da verificare.

Questo rende più complesso per gli investitori valutare se un investimento sia realmente coerente con criteri di sostenibilità. Alcuni professionisti finanziari intervistati nella survey sottolineano che, senza adeguati standard di reporting, aumenta il rischio di greenwashing, cioè la presentazione di investimenti come sostenibili senza un reale impatto ambientale o sociale.

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Il ruolo delle infrastrutture e della transizione energetica

Paradossalmente, i private markets rappresentano anche uno dei principali canali attraverso cui finanziare progetti legati alla transizione energetica e alla decarbonizzazione. Molti investimenti in energie rinnovabili, infrastrutture energetiche o tecnologie climatiche avvengono infatti attraverso fondi infrastrutturali o veicoli di investimento privati.

Questo significa che il settore dei mercati privati potrebbe giocare un ruolo cruciale nel raggiungimento degli obiettivi climatici globali, ma solo se accompagnato da maggiore trasparenza e standard ESG più robusti.

Verso nuove regole e standard

La crescita dei private markets sta spingendo regolatori e organismi internazionali a riflettere su nuove forme di supervisione e di reporting. In Europa, ad esempio, normative come la Sustainable Finance Disclosure Regulation cercano di migliorare la trasparenza degli investimenti sostenibili, anche se l’applicazione ai mercati privati rimane complessa.

Molti operatori ritengono che il prossimo passo sarà lo sviluppo di standard ESG più specifici per gli asset non quotati, in modo da garantire che la crescita dei private markets non comprometta la credibilità della finanza sostenibile.

Una sfida per il futuro degli investimenti

Il messaggio che emerge dalla survey è chiaro: l’espansione dei mercati privati rappresenta una grande opportunità per gli investitori, ma anche una sfida per chi promuove la sostenibilità finanziaria.

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Se questi mercati continueranno a crescere senza adeguati strumenti di trasparenza e monitoraggio, il rischio è che una parte crescente dei capitali globali sfugga ai criteri ESG. Al contrario, se verranno sviluppati standard più solidi, i private markets potrebbero diventare uno dei principali motori finanziari della transizione verso un’economia più sostenibile.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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