8 marzo 2026: cortei in oltre 60 città italiane con il movimento “Non Una di Meno”

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Dallo sciopero transfemminista alle manifestazioni per i diritti: la mobilitazione attraversa il Paese nel giorno della Giornata internazionale della donna

L’8 marzo 2026 è caratterizzato da una vasta mobilitazione femminista con cortei e iniziative organizzate in oltre 60 città dal movimento Non Una di Meno in concomitanza con la International Women’s Day, che in alcuni casi trasformano la ricorrenza in una giornata di protesta e rivendicazione politica sui temi dei diritti, della violenza di genere e delle disuguaglianze sociali.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Il movimento, nato in Italia nel 2016 sull’onda delle mobilitazioni femministe internazionali e delle proteste contro la violenza maschile sulle donne, promuove ogni anno uno sciopero transfemminista che coinvolge non solo il lavoro salariato ma anche quello domestico, di cura e di riproduzione sociale. L’obiettivo è rendere visibile il contributo spesso invisibile delle donne e delle soggettività LGBTQ+ nella società e nell’economia.

Le rivendicazioni al centro delle manifestazioni

Le piattaforme diffuse dal movimento per l’8 marzo 2026 hanno posto al centro diverse richieste: il contrasto alla violenza di genere, la tutela dei diritti riproduttivi, il rafforzamento dei servizi pubblici e delle politiche sociali, oltre alla riduzione delle disuguaglianze salariali e occupazionali. In molti cortei si affrontano anche temi legati alla precarietà lavorativa, alla sicurezza economica e al diritto all’autodeterminazione.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Particolare attenzione è stata dedicata al funzionamento dei centri antiviolenza e alle politiche di prevenzione, considerate da molte associazioni ancora insufficienti rispetto alla dimensione del fenomeno. Secondo dati del Ministero dell’Interno e dell’ISTAT, la violenza di genere continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali nel Paese, con numerosi casi di femminicidio registrati ogni anno.

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Mobilitazioni diffuse nelle principali città

Le manifestazioni hanno attraversato molte delle principali città italiane, tra cui Roma, Milano, Bologna, Torino, Napoli, Firenze e Palermo, ma anche centri medi e piccoli territori. La dimensione territoriale diffusa è una delle caratteristiche del movimento, che negli ultimi anni ha costruito reti locali di attivismo femminista capaci di mobilitare associazioni, collettivi universitari, sindacati e realtà sociali.

Accanto ai cortei si svolgono assemblee pubbliche, dibattiti, laboratori e momenti culturali dedicati alla riflessione sui diritti delle donne e sulle trasformazioni sociali in corso. In diverse città sono state organizzate anche iniziative artistiche e performative per denunciare discriminazioni e stereotipi di genere.

In particolare a Milano alle 15 partirà da piazza Duca d’Aosta il corteo di Non Una Di Meno mentre dalle 10 alle 18 il Belvedere al 39° piano di Palazzo Lombardia aprirà le porte in occasione della Giornata della donna: è previsto un photo booth a tema, cioè una cabina fotografica che permette di creare ricordi unici e condividerli sui social. Inoltre, verrà distribuito a tutte le donne che si presenteranno (fino a esaurimento scorte) un gadget ispirato al mondo della moda. Ingresso libero.

A Roma il corteo di Una di Meno per l’8 marzo partirà alle 17 in piazza Ugo La Malfa, nei pressi del Circo Massimo.

A Torino torna l’evento “Just The Woman I Am”, camminata e corsa non competitiva che prenderà il via alle 15.30 in viale Crivelli.

Una giornata di protesta oltre la celebrazione

In Italia, come in molti altri Paesi, l’8 marzo ha assunto negli ultimi anni un significato che va oltre la dimensione celebrativa della Giornata internazionale della donna. Per molti movimenti femministi la ricorrenza rappresenta soprattutto uno spazio di mobilitazione collettiva e di pressione politica.

Le manifestazioni del 2026 confermano questa tendenza: più che una semplice commemorazione, l’8 marzo continua a essere un momento di confronto pubblico sulle disuguaglianze di genere e sulle politiche necessarie per affrontarle. In questo senso la giornata resta uno dei principali appuntamenti annuali del dibattito sociale e politico sui diritti delle donne in Italia.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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