ETS europeo, riforma in accelerazione dopo gli shock energetici

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Più flessibilità nel mercato del carbonio tra crisi geopolitiche e pressioni industriali

Negli ultimi mesi l’Unione europea ha deciso di andare avanti con una riforma del sistema ETS (Emissions Trading System), il cuore della politica climatica europea, per rispondere a una nuova fase di instabilità energetica globale. Non si tratta di uno smantellamento del sistema, ma di un aggiustamento strutturale per renderlo più “resiliente” agli shock.

Il contesto: energia volatile e tensioni geopolitiche

Alla base della riforma c’è una combinazione di fattori: tensioni internazionali (in particolare Medio Oriente), prezzi elevati di gas e petrolio, e rischio di ritorno al carbone nei momenti di crisi.

Quando il gas aumenta, infatti, le centrali elettriche tendono a passare al carbone, più inquinante, facendo salire la domanda di permessi di emissione e destabilizzando il mercato ETS. Questo ha mostrato un limite strutturale del sistema: è efficace nel lungo periodo, ma molto sensibile agli shock nel breve.

Cosa sta cambiando

Più flessibilità nella “Market Stability Reserve”

Il cuore della riforma è il rafforzamento della Market Stability Reserve (MSR), il meccanismo che regola l’offerta di permessi di emissione. Si prevedono maggiori immissioni di quote sul mercato, maggiore capacità di assorbire shock di prezzo e interventi più rapidi per evitare volatilità. L’obiettivo è stabilizzare il prezzo del carbonio senza distruggere il segnale climatico

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Ipotesi di “price cap morbido”

Si discute anche di un tetto “soft” al prezzo del carbonio, attivabile in caso di eccessiva volatilità. E’ una misura molto delicata: serve a proteggere industria e consumatori, ma rischia di indebolire l’incentivo alla decarbonizzazione.

Più quote gratuite per l’industria

La Commissione europea sta valutando una maggiore flessibilità sulle quote gratuite e sostegno ai settori energivori, per evitare delocalizzazioni (carbon leakage) e perdita di competitività.

Una riforma più ampia è attesa tra fine Q2 e inizio Q3 2026 in linea con i nuovi target climatici al 2040.

Le divisioni politiche in Europa

La riforma è anche un campo di scontro tra Paesi: Italia ed Europa centrale chiedono maggiore flessibilità o sospensione. Spagna e Nord Europa difendono il sistema. Il nodo è questo: ridurre i costi energetici oggi o mantenere la pressione climatica domani.

Il punto della stampa specializzata

Analisti energetici: “riforma inevitabile”

Secondo operatori di mercato e analisti la volatilità recente ha reso evidente la necessità di interventi: il sistema ETS resta centrale, ma va “tarato meglio”. C’è consenso diffuso per aggiustare, non abolire.

Industria: rischio deindustrializzazione

Le associazioni industriali europee parlano apertamente di rischio per via dei costi troppo alti per acciaio, chimica, cemento e una possibile fuga della produzione fuori UE: il sistema ETS viene visto come troppo oneroso in fase di crisi.

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ONG e clima: attenzione a non indebolire il sistema

Le organizzazioni ambientaliste avvertono: troppe concessioni portano a meno investimenti green con il rischio di rallentare la transizione energetica. Il timore è un passo indietro climatico.

Il mercato ETS è diventato un indicatore geopolitico oltre che climatico.

La vera questione: equilibrio tra clima e competitività

La riforma ETS mette a nudo una tensione strutturale: se il prezzo del carbonio è alto spinge la transizione, ma aumenta i costi per imprese e consumatori. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra decarbonizzazione, tenuta industriale e stabilità energetica

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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