Industria: iperammortamento 2026–2028, il decreto attuativo chiarisce le regole
Via libera anche agli ordini pre-2026: imprese in attesa di certezze su tempi e modalità
Il decreto attuativo relativo all’Iperammortamento per il periodo 2026–2028 rappresenta un passaggio cruciale per la politica industriale italiana, con l’obiettivo di sostenere gli investimenti in beni strumentali avanzati e rafforzare la transizione verso l’Industria 4.0. Il provvedimento interviene in un contesto di rallentamento degli investimenti privati e punta a fornire maggiore certezza alle imprese su incentivi fiscali strategici per l’innovazione.

Un principio di continuità
Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’ammissione agli incentivi degli investimenti legati a ordini effettuati prima del 1° gennaio 2026, purché rispettino determinate condizioni. Questa apertura risponde a una richiesta esplicita delle imprese, che negli ultimi mesi avevano espresso preoccupazione per il rischio di perdere benefici fiscali su investimenti già pianificati o avviati. In sostanza, il decreto introduce un principio di continuità, evitando una frattura tra vecchi e nuovi regimi di incentivo.
L’Iperammortamento consente alle aziende di maggiorare fiscalmente il costo dei beni acquistati, riducendo la base imponibile e quindi le imposte dovute. Si tratta di uno strumento particolarmente rilevante per l’acquisto di macchinari ad alto contenuto tecnologico, software e sistemi digitali, elementi chiave per la competitività del sistema produttivo. Il nuovo impianto normativo dovrebbe confermare il focus su beni connessi e interconnessi, rafforzando i requisiti legati alla digitalizzazione e all’integrazione dei processi produttivi.
Tema centrale: evitare sovrapposizioni o incertezze applicative
Tuttavia, restano ancora diversi punti su cui le imprese chiedono chiarimenti. Tra questi, i tempi effettivi di entrata in vigore, le modalità di certificazione degli investimenti, i criteri per dimostrare l’interconnessione dei macchinari e le eventuali soglie minime di investimento. Anche il coordinamento con altri strumenti, come i crediti d’imposta per l’innovazione e la transizione digitale, è un tema centrale per evitare sovrapposizioni o incertezze applicative.
La stampa economica italiana sottolinea proprio questa fase di attesa. Il Sole 24 Ore evidenzia come il decreto rappresenti un passo avanti, ma non ancora definitivo, per sbloccare investimenti congelati, parlando di una misura necessaria per dare continuità agli incentivi Industria 4.0. Milano Finanza mette l’accento sull’impatto operativo, segnalando che molte aziende stanno rinviando decisioni in attesa di regole più chiare e stabili. Anche il Corriere della Sera sottolinea la necessità di ridurre l’incertezza normativa, che rischia di frenare proprio quegli investimenti che il governo intende incentivare.
Strategia di rilancio industriale
In prospettiva, l’Iperammortamento 2026–2028 si inserisce in una strategia più ampia di rilancio industriale, in cui il ruolo dello Stato è quello di accompagnare la trasformazione tecnologica delle imprese. Tuttavia, l’efficacia della misura dipenderà dalla capacità di tradurre le norme in strumenti semplici, accessibili e prevedibili. In un contesto economico complesso, caratterizzato da costi energetici elevati e instabilità internazionale, la certezza delle regole diventa infatti un fattore decisivo quanto l’entità dell’incentivo. Il decreto segna un passo importante verso la continuità delle politiche di innovazione, ma il vero obiettivo sarà renderlo concretamente utilizzabile dalle imprese senza appesantimenti burocratici o ambiguità interpretative.





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