Panini cambia, la strategia di crescita e le tre opzioni allo studio. Venti potenziali acquirenti

La Panini, storica società modenese leader mondiale nel settore delle figurine collezionabili e controllata dalle famiglie Baroni e Sallustro, conferma di trovarsi in una fase di analisi strategica condotta con Citigroup, chiarendo però che non è prevista alcuna cessione a concorrenti.
Le tre opzioni per il futuro della Panini
Secondo una nota ufficiale, le opzioni allo studio comprendono il mantenimento della struttura proprietaria senza modifiche, una possibile quotazione in Borsa o l’ingresso di un grande investitore strategico. “Una vendita a un concorrente non sarà perseguita, dato che l’obiettivo è espandere l’azienda, non eliminarla”, ha precisato Panini, aggiungendo che qualsiasi voce contraria va considerata priva di fondamento.
Fonti vicine al dossier citate da Reuters indicano che gli azionisti dovrebbero prendere una decisione entro la fine dell’anno. La società avrebbe già ricevuto manifestazioni di interesse da circa venti potenziali acquirenti, tra fondi di private equity e gruppi sportivi e mediatici.
Valutazione attorno ai 5 miliardi di euro
La valutazione target si aggira intorno ai 5 miliardi di euro, anche se le fluttuazioni degli utili e una causa legale negli Stati Uniti contro Fanatics — che ha acquisito il produttore di figurine Topps nel 2022 — complicano una stima precisa. Il processo di analisi strategica è stato accelerato dalla scomparsa, lo scorso anno, dell’azionista e amministratore delegato Aldo Hugo Sallustro.
Gli osservatori stimano che la conclusione del percorso potrebbe arrivare entro fine 2026, in tempo per sfruttare la spinta commerciale dei prossimi Mondiali di calcio.





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