Bond governativi, Francia nel mirino. Rischio contagio dei paesi dell’Eurozona, che cosa può succedere

Tassi elevati, rincari energetici e incertezze politiche alimentano le tensioni sui mercati obbligazionari europei. L’allargamento degli spread sovrani potrebbe proseguire nei prossimi mesi, con possibili effetti di contagio tra i Paesi dell’Eurozona.
Secondo Sebastiano Chiodino, Head of Liability Driven Investments di Generali Asset Management, i livelli attuali degli spread non sembrano ancora sufficienti a giustificare un intervento delle autorità. Un ulteriore deterioramento, tuttavia, potrebbe accentuare le divergenze tra i mercati nazionali, con la Francia e i suoi OAT al centro delle preoccupazioni.
Bund tedesco torna sotto i riflettori come possibile bene rifugio
Il Bund tedesco torna sotto i riflettori come possibile bene rifugio, ma le incertezze politiche ed economiche della Germania e le pressioni inflazionistiche legate alla crisi energetica potrebbero mantenere elevati i rendimenti.
I tassi reali offrono opportunità d’investimento
In questo scenario, i tassi reali offrono opportunità d’investimento, mentre le coperture dall’inflazione assumono un ruolo crescente nella gestione dei portafogli. Più cautela è invece necessaria sulle obbligazioni corporate: nonostante fondamentali societari ancora solidi, condizioni finanziarie restrittive e possibili tensioni sul debito sovrano potrebbero penalizzarne le performance.
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Chiodino suggerisce quindi una graduale rotazione dal rischio di credito verso la duration, privilegiando i titoli di Stato dei Paesi core sulle scadenze intermedie, senza decisioni affrettate. La volatilità dei tassi, sottolinea, continua infatti a offrire opportunità agli investitori.
Rischio rialzi dei tassi
La scorsa settimana, i dati sull’inflazione nell’area euro hanno registrato valori superiori alle attese, in un contesto caratterizzato da un forte rincaro dei prezzi dell’energia. Questa dinamica rafforza le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse. Parallelamente, l’aumento dei rendimenti obbligazionari sta già determinando un inasprimento delle condizioni di finanziamento in tutta Europa, accrescendo il rischio che le tensioni si estendano anche ai mercati del debito pubblico di altri Paesi dell’Eurozona.
Il dilemma degli economisti della Bce
Secondo gli economisti di ING, la BCE si trova di fronte a un dilemma delicato. Un eventuale intervento tempestivo a sostegno della Francia potrebbe infatti suscitare le critiche degli altri Stati membri, che potrebbero interpretarlo come una forma di finanziamento monetario del debito di un Paese non sufficientemente disposto a rispettare le regole europee.
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