Pensione, come anticiparla con il riscatto della laurea. Quanto costa e a chi conviene

La notizia in sintesi
- Il riscatto di laurea non garantisce un anticipo della pensione: il beneficio dipende dalla storia contributiva.
- Riscattare studi precedenti al 1996 può compromettere l’accesso alla pensione anticipata contributiva per alcuni lavoratori.
- Nel 2026 il riscatto agevolato costa circa 6.207 euro per ogni anno di studi.
- Prima di valutare la spesa, occorre verificare gli effetti pensionistici attraverso simulazioni individuali.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Riscatto di laurea, quando conviene e quando può ritardare la pensione
Il riscatto di laurea può anticipare la pensione, ma non assicura un vantaggio automatico e, in alcune situazioni, può persino ritardarla. L’analisi pubblicata da L’Economia del Corriere della Sera il 12 ottobre 2026 riguarda i lavoratori in Italia e individua tre variabili decisive: età, inizio della contribuzione e collocazione degli studi prima o dopo il 1996. Il motivo è che gli anni riscattati possono incidere diversamente sui requisiti previdenziali, mentre questi aumentano con l’aspettativa di vita.
Prima di sostenere la spesa, quindi, occorre verificare quale percorso pensionistico sia accessibile e confrontare gli scenari con e senza riscatto attraverso i servizi dell’INPS o un consulente previdenziale.
La soglia del 1996 e gli effetti sulla pensione anticipata
Per chi ha contributi esclusivamente dal primo gennaio 1996, la pensione anticipata contributiva permette l’uscita a 64 anni nel 2026, purché l’assegno raggiunga la soglia richiesta. Dal 2030, per uomini e lavoratrici senza figli, questa sarà pari a 3,2 volte l’assegno sociale; per le madri sono previste soglie inferiori. Chi può utilizzare questo canale ha generalmente meno da guadagnare dal riscatto rispetto a chi deve raggiungere altri requisiti.
Il rischio riguarda soprattutto chi ha iniziato a contribuire dal 1996, dispone di redditi sufficienti per l’uscita anticipata contributiva e ha studiato, almeno in parte, entro il 1995. Riscattare quei periodi può introdurre contribuzione precedente al 1996, facendo perdere l’accesso a quel canale. Nelle simulazioni riportate dal Corriere della Sera, un cinquantenne che abbia iniziato a lavorare a 28 anni potrebbe, riscattando quattro anni, pensionarsi tre anni dopo; per una lavoratrice il ritardo sarebbe di due anni.
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Il beneficio può invece essere consistente per chi ha cominciato presto a contribuire e non accede all’anticipata contributiva: nell’esempio di un quarantacinquenne, cinque anni riscattati possono anticipare l’uscita fino a cinque anni e sei mesi.
Costi e deducibilità: la valutazione economica viene dopo
Nel 2026 il riscatto agevolato costa circa 6.207 euro per anno: cinque anni comportano un esborso lordo di circa 31.033 euro. La spesa è interamente deducibile dal reddito e rateizzabile in dieci anni, quindi il costo netto dipende dall’aliquota Irpef. Per chi ha iniziato a lavorare entro il 1995, l’accesso richiede l’opzione contributiva, con ricalcolo integrale dell’assegno.
Attendere consente una valutazione più vicina al pensionamento, ma espone agli aumenti del costo legati all’inflazione: la scelta richiede di confrontare entrambe le conseguenze.
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