Giorgia Meloni all’Assemblea di Assolombarda: stabilità, intelligenza artificiale ed energia al centro della politica industriale

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La presidente del Consiglio annuncia allo studio un incentivo fiscale per gli investimenti aziendali in software utilizzati tramite cloud. Alvise Biffi: l’industria italiana deve trasformare l’intelligenza artificiale in produttività e crescita

La stabilità politica come condizione per programmare gli investimenti, l’intelligenza artificiale come leva di competitività e il costo dell’energia come principale ostacolo strutturale alla manifattura. Sono stati questi i temi centrali dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Assemblea generale 2026 di Assolombarda.

L’appuntamento, intitolato “Rising Industry – Le nuove geografie della crescita”, si è svolto lunedì 12 ottobre 2026, dalle 10.30 alle 12 circa, al Teatro Dal Verme di Milano, in via San Giovanni sul Muro 2. I lavori sono stati trasmessi anche in streaming sui canali di Assolombarda.

Accanto alla premier e al presidente di Assolombarda Alvise Biffi sono intervenuti il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’amministratore delegato di Core42 Talal Al Kaissi e monsignor Vincenzo Paglia.

Dalla stabilità politica agli investimenti

Giorgia Meloni ha rivendicato il valore economico di una guida politica stabile: «Un governo stabile fa crescere le imprese e l’Italia». Il ragionamento lega la durata dell’azione governativa alla possibilità di impostare strategie fiscali, industriali ed energetiche meno dipendenti dalle emergenze.

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Il messaggio rivolto agli imprenditori è stato accompagnato dal riconoscimento del ruolo svolto dal sistema produttivo in una fase internazionale segnata da guerre, tensioni commerciali e rallentamento della domanda. «La crescita italiana è debole, ma l’economia ha retto l’onda d’urto. Voglio ringraziarvi a nome della nazione per il vostro contributo», ha affermato la premier.

«Se l’Italia è forte, autorevole e ammirata nel mondo, il merito è soprattutto delle imprese e dei loro lavoratori, è di chi cerca di non accontentarsi perché in un mondo che corre sempre più rischia di non esserci spazio per chi indietreggia e per chi tentenna».

Il nodo rimane la velocità della crescita. Secondo Alvise Biffi, l’incremento del Pil superiore all’1% previsto per il 2026 rappresenterebbe un risultato migliore delle attese, ma ancora insufficiente rispetto alla dinamica delle economie concorrenti.

«Il titolo che abbiamo scelto per questa assemblea è “Rising Industry” – ha sottolineato Biffi –. Crescere. Ed è una necessità per il nostro Paese. Quest’anno, nonostante il contesto incerto, avremo una crescita migliore delle attese, sopra l’1%. È ancora troppo poco. Quell’“uno virgola” segnala un limite molto concreto alla capacità delle nostre imprese e del Paese di avanzare».

Milano candidata a capitale italiana dell’AI

Una parte rilevante del confronto è stata dedicata all’intelligenza artificiale. Per Assolombarda, il problema non consiste soltanto nel disporre di modelli avanzati, ma nel trasferirli nei processi produttivi e nei servizi.

«La vera partita dell’intelligenza artificiale per l’Europa si gioca nel portarla dentro l’economia reale: nella salute, nei trasporti, nell’energia. Per l’Italia significa un’opportunità imperdibile», ha dichiarato Biffi.

L’Italia, secondo il presidente dell’associazione, dispone di un vantaggio potenziale legato alla propria cultura manifatturiera: dati industriali, competenze tecniche e conoscenza dei processi possono diventare la materia prima per applicazioni specializzate dell’AI.

«Siamo il secondo Paese manifatturiero europeo, con filiere altamente specializzate e una conoscenza dei processi industriali costruita in decenni di produzione. Abbiamo quindi una base industriale sulla quale costruire un vantaggio competitivo anche nell’intelligenza artificiale».

Nel quadrilatero formato da Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, questa opportunità è rafforzata dalla concentrazione di imprese, università, centri di ricerca, operatori finanziari e infrastrutture digitali. Meloni ha riconosciuto tale centralità, affermando che «Milano, a buon diritto, può essere considerata l’hub italiano dell’intelligenza artificiale».

Un miliardo per AI e cybersicurezza

La presidente del Consiglio ha ricordato che «la legge nazionale sull’Intelligenza artificiale ha messo a disposizione un miliardo di euro di investimenti per le imprese che sviluppano Intelligenza artificiale, cybersicurezza e tecnologie abilitanti».

Il fondo rappresenta, nelle intenzioni del Governo, uno strumento per sostenere imprese innovative e tecnologie strategiche. La questione decisiva sarà però la capacità di trasformare le risorse disponibili in capitale realmente accessibile, soprattutto per le piccole e medie imprese e per le iniziative che attraversano la fase più rischiosa tra ricerca, sperimentazione e industrializzazione.

«Un primo segnale per dire che l’Italia non rimanga indietro», ha spiegato Meloni, annunciando un ulteriore intervento destinato a incidere direttamente sugli investimenti aziendali.

«Considero di buon senso trovare il modo di promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti di cloud. Quindi voglio annunciare che con il ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti per questa tipologia di beni».

La proposta risponde a una trasformazione concreta: molte imprese non acquistano più programmi da iscrivere tradizionalmente fra i beni aziendali, ma utilizzano piattaforme, applicazioni e capacità di calcolo mediante abbonamenti cloud. Un incentivo costruito soltanto sull’acquisto di hardware o licenze perpetue rischierebbe quindi di escludere una quota crescente degli investimenti digitali.

La misura dovrà tuttavia definire con precisione spese ammissibili, durata dei contratti, requisiti dei fornitori, sicurezza dei dati e collegamento tra il servizio acquistato e un effettivo progetto di innovazione.

L’energia resta il vincolo più urgente

Accanto alla trasformazione digitale, Meloni ha indicato il costo dell’energia come un problema che non può essere affrontato esclusivamente attraverso misure temporanee: «Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balia dell’emergenza».

La premier ha chiesto anche un cambiamento delle politiche europee, criticando gli effetti del sistema ETS sulla competitività delle industrie energivore. «Se un’acciaieria chiude in Lombardia, e quell’acciaio lo compriamo dall’altra parte del mondo con standard ambientali più bassi, il pianeta non ci guadagna ma ci perde. Noi perdiamo lavoro e filiere, e non riduciamo le emissioni globali».

La questione posta è quella del carbon leakage: produzioni e relative emissioni possono spostarsi fuori dall’Europa senza che si verifichi una riduzione dell’impatto globale. Per il Governo, la transizione ambientale dovrebbe quindi essere accompagnata da prezzi energetici sostenibili, neutralità tecnologica e strumenti capaci di difendere gli investimenti industriali.

Dal ripensamento alla crescita

Il passaggio scelto da Assolombarda, da “Rethinking Industry” a “Rising Industry”, indica una nuova fase. Dopo avere ripensato modelli produttivi e catene di fornitura, occorre trasformare innovazione, stabilità e apertura internazionale in maggiore produttività.

L’intesa tra Governo e imprese appare ampia nella diagnosi: l’Italia dispone di manifattura, competenze e territori innovativi, ma cresce ancora troppo lentamente. La verifica riguarderà l’attuazione: accessibilità del miliardo destinato all’IA, contenuti dell’incentivo per il cloud, politica energetica e capacità di attrarre capitali e talenti.

La stabilità invocata da Meloni produce un vantaggio economico soltanto se diventa continuità delle regole, certezza dei tempi e possibilità per le imprese di pianificare. È su questo terreno che le dichiarazioni dell’Assemblea di Assolombarda dovranno trasformarsi in politica industriale.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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