Protesta Tir per caro carburante, al Sud scaffali vuoti, trasporti e rifiuti a rischio. Il governo sblocca 480 milioni

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Salvini incontra le associazioni di categoria e annuncia nuovi interventi contro il caro carburante

Il viceministro Rixi: «Da oggi disponibili 480 milioni per il settore».

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Intanto, tra Sicilia, Campania, Calabria e Puglia, proseguono presidi e blocchi, con ripercussioni sulle forniture alimentari e sui servizi pubblici.

Proseguono le proteste degli autotrasportatori nel Sud Italia contro il caro carburante. Dopo l’incontro di questa mattina a Milano con le principali associazioni di categoria, il governo ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro destinati al settore e l’impegno a reperire ulteriori risorse. Restano tuttavia numerosi presidi e blocchi stradali, mentre crescono i disagi per la distribuzione delle merci e per alcuni servizi essenziali.

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Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato per il pomeriggio un ulteriore confronto con alcuni rappresentanti autonomi dell’autotrasporto. «Ritengo giusto ascoltare i grandi e ascoltare anche i piccolini», ha dichiarato, precisando che chiederà a tutti la rimozione di qualsiasi blocco ancora in corso.

Il viceministro Edoardo Rixi auspica che le proteste possano terminare già nel pomeriggio: «È evidente che una situazione come questa non può continuare».

Il confronto a Milano: 480 milioni per le imprese

A metà mattinata si è svolto in Prefettura a Milano il tavolo tra Salvini e le principali sigle dell’autotrasporto, tra cui Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi e Sna-Casartigiani.

Al termine dell’incontro, Rixi ha annunciato l’avvio dell’erogazione dei contributi destinati alle imprese. «Da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430, che ora sono diventati circa 480 milioni, per azzerare tutte le domande pervenute fino al 30 agosto», ha spiegato.

Il governo punta inoltre a introdurre nuove risorse attraverso un apposito decreto, con ulteriori interventi riferiti ai mesi di settembre e ottobre. Il credito d’imposta, ha precisato il viceministro, sarà invece riconosciuto nel 2027.

Il confronto con le associazioni proseguirà il prossimo 27, mentre l’esecutivo sta lavorando a una proposta per adeguare le tariffe dell’autotrasporto all’andamento del prezzo del gasolio, sul modello spagnolo. Prima della riunione, intervenendo a Rtl 102.5, Salvini aveva assicurato che le erogazioni sarebbero iniziate già nel corso della settimana, sottolineando le difficoltà finanziarie di molte imprese. Il ministro ha inoltre anticipato la disponibilità di risorse per il cosiddetto Marebonus.

Campania, presidi e blocchi sulle autostrade

Sul fronte della mobilitazione, la situazione resta critica in Campania. Nella notte i camionisti hanno organizzato un presidio al casello di Nola, in provincia di Napoli, lungo l’autostrada A30 Caserta-Salerno.

Sono inoltre segnalati blocchi a oltranza in prossimità del casello di Avellino Est e forti disagi alla circolazione nei pressi della barriera di Mercato San Severino, nel Salernitano, in direzione Caserta.

Le iniziative si inseriscono in una protesta più ampia contro l’aumento dei costi del carburante, che continua a coinvolgere diverse regioni meridionali.

Sicilia, il Cts attende risposte dal governo

In Sicilia il fermo degli autotrasportatori è arrivato al quinto giorno. Il Comitato autotrasporto siciliano (Cts), promotore della mobilitazione, ha precisato di non sostenere blocchi stradali né presidi finalizzati a impedire la circolazione di chi intende lavorare.

In una nota, l’organizzazione ha ribadito che la propria protesta riguarda esclusivamente la mancata movimentazione dei semirimorchi dalle navi e che il fermo nei porti si svolge in modo pacifico, all’interno delle proprietà aziendali.

Pur condividendo le preoccupazioni per il caro gasolio, il Cts ha scelto di non aderire alle altre manifestazioni, sostenendo che le imprese del settore portuale affrontano problemi strutturali differenti da quelli degli autotrasportatori artigiani, degli agricoltori e dei pescatori.

La revoca della protesta, ha fatto sapere il Comitato, arriverà soltanto dopo la firma formale degli impegni assunti dal ministro Salvini. L’organizzazione attende quindi l’esito del confronto con il governo prima di decidere se interrompere il fermo.

Messina, scaffali vuoti e raccolta dei rifiuti a rischio

Le conseguenze della mobilitazione sono già visibili nell’area di Messina. Ai presidi presso gli svincoli di Tremestieri e San Gregorio gli autotrasportatori attendono le risposte del ministro prima di decidere se rimuovere i blocchi o proseguire la protesta.

Nel centro cittadino si registrano carenze di prodotti in numerosi supermercati. La sospensione delle consegne sta inoltre provocando ripercussioni sui servizi di raccolta dei rifiuti in diversi Comuni della fascia ionica.

In almeno 15 centri non sarà effettuato il servizio porta a porta per il ritiro dei rifiuti indifferenziati: Giardini Naxos, Letojanni, Gaggi, Gallodoro, Castelmola, Mongiuffi Melia, Forza d’Agrò, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Savoca, Casalvecchio Siculo, Antillo, Pagliara, Mandanici e Scaletta Zanclea.

Anche a Palermo la mobilitazione continua a incidere sulla circolazione delle merci. Circa cento mezzi risultano fermi all’ingresso della città, mentre al porto un presidio ha bloccato diversi tir. Una trentina di veicoli sono fermi in via Francesco Crispi. Un autotrasportatore che aveva appena sbarcato e doveva consegnare merce in Sicilia è stato invitato a fermarsi.

Puglia, corteo di trattori e tir nel Barese

La protesta prosegue anche in Puglia. All’alba, decine di trattori e mezzi pesanti hanno attraversato la periferia di Bitonto, in provincia di Bari, percorrendo la strada provinciale 231 fino a raggiungere la città.

Agricoltori e autotrasportatori hanno organizzato un presidio contro il rincaro dei carburanti, esponendo striscioni e cartelli per denunciare le difficoltà economiche delle rispettive categorie.

La mobilitazione unisce così lavoratori di settori diversi, accomunati dall’aumento dei costi di gestione e dalle difficoltà nel mantenere sostenibili le proprie attività.

Calabria, presidi sulla Statale 18 e carenze nei supermercati

In Calabria sono ripresi questa mattina i presidi lungo la Statale 18, nel Tirreno cosentino. Autotrasportatori e agricoltori protestano contro il caro carburante nei territori di Tortora, Santa Maria del Cedro, Acquappesa-Guardia Piemontese e Fuscaldo.

Alle iniziative stanno partecipando anche cittadini, rappresentanti della politica locale e studenti, che hanno manifestato solidarietà ai lavoratori.

Nel frattempo, a Cosenza cominciano a emergere le prime difficoltà nell’approvvigionamento dei prodotti freschi. Nei supermercati si segnalano scaffali progressivamente vuoti nei reparti di frutta e verdura, oltre a una particolare carenza di latte fresco, la cui distribuzione dipende dalle consegne quotidiane.

La mobilitazione continua anche nelle aree del Pollino e della Sibaritide, dove agricoltori e autotrasportatori mantengono alta la pressione sulle istituzioni.

Attesa per le decisioni del governo

L’annuncio delle nuove risorse rappresenta un primo passo nel tentativo di allentare la tensione con il comparto, ma la protesta resta in corso in diversi territori. Il governo punta a ottenere la rimozione dei blocchi già nelle prossime ore, mentre le organizzazioni dei lavoratori attendono garanzie concrete sulle misure annunciate.

A pesare non è soltanto il costo del carburante, ma anche la sostenibilità economica delle attività di trasporto e la necessità di adeguare le tariffe alle oscillazioni dei prezzi. Nel frattempo, i disagi per la circolazione, le forniture alimentari e alcuni servizi pubblici continuano a evidenziare le conseguenze della mobilitazione sull’intera filiera produttiva.

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