Strage Fort Hood, killer fucilato in diretta streaming. L’approvazione di Trump. E’ bufera, l’Onu: una tortura

L’ex psichiatra dell’esercito americano, condannato a morte per la strage di Fort Hood del 2009, dovrebbe essere giustiziato il 3 dicembre
Trump ha approvato la fucilazione su raccomandazione del capo del Pentagono, Pete Hegseth.
Restano possibili ulteriori ricorsi.
L’esecuzione di Nidal Malik Hasan, l’ex maggiore dell’esercito statunitense condannato a morte per la strage di Fort Hood, in Texas, nel 2009, sarà resa pubblica e trasmessa in diretta. Ad annunciarlo è stato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, intervenuto all’emittente conservatrice Real America’s Voice.
«Faremo in modo che le persone possano guardarla, che sia pubblica», ha dichiarato Hegseth, senza fornire ulteriori dettagli sulle modalità della trasmissione. Il Pentagono ha fatto sapere che maggiori informazioni saranno comunicate in seguito.
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La strage di Fort Hood
Hasan, ex psichiatra militare, è stato condannato per aver ucciso 13 persone e ferito altre 32 durante una sparatoria avvenuta nel novembre 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas.
L’esecuzione è stata fissata per il 3 dicembre alle 13, ora locale, a Fort Hood. Il presidente Donald Trump ha approvato la pena capitale mediante fucilazione, accogliendo la raccomandazione di Hegseth.
Prima esecuzione di un militare Usa dal 1961
Se eseguita, la condanna segnerebbe un precedente nella storia militare statunitense: sarebbe la prima esecuzione di un militare americano dal 1961 e la prima fucilazione nell’ambito della giustizia militare degli Stati Uniti dalla Seconda guerra mondiale.
Possibili ricorsi
La procedura potrebbe tuttavia subire ritardi. Hasan ha ancora la possibilità di presentare un ricorso giudiziario straordinario, che potrebbe rinviare l’esecuzione.
Resta inoltre da chiarire come verrà organizzata la trasmissione pubblica annunciata da Hegseth, in attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali da parte del Pentagono.
La condanna dell’Onu
L’ONU ha condannato subito la decisione degli Stati Uniti definendola “tortura”. L’Ufficio dell’Alto commissario ONU per i diritti umani ha dichiarato: “Trasmettere in diretta un’esecuzione equivale a un’esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura”.
L’organismo delle Nazioni Unite ha ricordato di aver espresso posizioni simili sulle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e in Iran, affermando che “costituiscono una forma di trattamento o punizione crudele, disumano o degradante”.
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