Kering, balzo del titolo dopo la trimestrale. Bene Gucci e il mercato Usa. La ristrutturazione de Meo funziona
Kering in forte rialzo a Parigi dopo i conti del secondo trimestre, che segnano un primo segnale di inversione di tendenza dopo anni difficili. Il titolo del gruppo del lusso guadagna l’11,64% a 279,55 euro, in controtendenza rispetto al Cac 40, in lieve calo dello 0,02%.

Performance positiva per Gucci
A sostenere gli acquisti sono stati i risultati trimestrali, che evidenziano una crescita del fatturato e un andamento di Gucci meno negativo delle attese, alimentando le speranze di una ripresa del marchio principale. Il gruppo, che controlla anche Yves Saint Laurent e Balenciaga, ha registrato tra aprile e giugno ricavi in aumento dell’1% a 3,65 miliardi di euro, dopo la flessione del primo trimestre.
Mercato Nordameriano in evidenza
Resta però debole il quadro complessivo del semestre: tra gennaio e giugno l’utile netto è sceso di oltre il 60% a 189 milioni di euro, penalizzato da componenti straordinarie. Gucci, che contribuisce per circa la metà degli utili, continua a mostrare segnali di difficoltà, ma con un calo più contenuto rispetto ai primi tre mesi: le vendite comparabili sono diminuite del 2%, meglio del -3,3% atteso dagli analisti. Miglioramenti sono stati registrati in tutte le aree geografiche, con il Nord America in evidenza.
Secondo gli analisti, emergono segnali di stabilizzazione. Capital Markets sottolinea un miglioramento dei margini superiore alle attese, destinato a proseguire nella seconda metà dell’anno, anche grazie alla riduzione dei costi operativi. Anche Jefferies evidenzia un risultato operativo sopra le previsioni del 6%, sostenuto dai risparmi.
La ristrutturazione di Luca de Meo
A quasi un anno dalla nomina, l’amministratore delegato Luca de Meo ha avviato una profonda ristrutturazione del gruppo, alle prese con un mercato del lusso in rallentamento. Tra le principali misure: la razionalizzazione della rete commerciale con la chiusura di 84 negozi, la riduzione delle scorte, il taglio dei fornitori e una riorganizzazione interna. La cessione del business beauty ha inoltre contribuito a ridurre il debito.
Nel complesso, gli esperti parlano di una “prima stabilizzazione” sotto la nuova gestione, mentre il mercato scommette su un progressivo rilancio del gruppo.





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