Tango. Michael Guttman a Cremona, intervistato da Cécile Prakken
INCONTRO CON… MICHAEL GUTTMAN – CREMONA MUSICA AWARDS 2026 – MUSIC & VISION
— di Cécile Prakken —
Il violinista e direttore d’orchestra e direttore artistico di importanti festival Michael Guttman, belga di nascita ma musicista del mondo, è stato premiato con il Cremona Musica Awards 2026 Music & Vision.

Michael Guttman dialoga con culture diverse, creando ponti tra tradizioni, sensibilità e emozioni diverse. Il suo ultimo compact disco <From Another World> è la dimostrazione e un invito ad ascoltare in modo diverso, come un viaggio tra stili, epoche e linguaggi musicali diversi.
Nella meravigliosa sala Auditorium Arvedi, del Museo del Violino a Cremona, il Premio Music & Vision è stato consegnato e il Guttman Tango Quintet ha concluso la serata galà con applausi del pubblico.
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Insieme a lui suonano tra i più importanti specialisti del tango in Europa: il franco-cileno Lysandre Donoso, bandoneon, il belga Ivo De Greef al pianoforte, Stijn Kuppens il violoncellista belga e l’argentino Ariel Eberstein al contrabbasso.
L’idea di base è inserire nella musica classica europea musica di origine e tradizioni diverse
Michael Guttman racconta che la madre di tutto questo progetto è stata la composizione Eine Kleine Nachtmusik di W. A. Mozart. Poi si è immaginato che L. van Beethoven camminasse oggigiorno tra le strade di Buenos Aires. Chissà che cosa avrebbe composto sentendo il tango. E così anche Johann Sebastian Bach, Gustav Mahler, Antonin Dvorak, Eric Satie, Robert Schumann, Frederic Chopin ed altri grandi maestri.
Capolavori della musica classica riimmaginati come Tango Argentino.
<La compositrice francese Chloé Pfeiffer ha realizzato gli arrangiamenti, cioè ha dato una nuova angolatura, i capolavori sul prisma del tango>, come spiega il Maestro.

Chiacchierando con Michael Guttman a Cremona ci racconta che il tango è da trent’anni la sua passione; nel 2017 Juan Pablo Jofre ha composto il primo concerto doppio per violino, bandoneon e archi eseguito con l’Orchestra da camera Orpheus e poi l’incontro con Astor Piazzolla negli anni ‘80 ha acceso ancora di più questa sua passione e lo studio del tango (che non è solo una danza ma è un linguaggio di diversi culture e popoli, dei diversi stili; il tango è un mondo a sè), il che poi si è concretizzato nel “Michael Guttman Tango Quintet”.
Piazzolla ha elevato il tango dalla sala da ballo ad una danza artistica, mentre Michael Guttman soffia aria nuova nei capolavori della musica classica europea.
<Il Premio Music&Vision 2026 è una grande gratificazione del lavoro fatto, a maggior ragione qui a Cremona, la patria del violino, della liuteria, dove si è sviluppato la musica>.
A dieci anni Michael Guttman è stato ammesso al Conservatorio Royal di Bruxelles, il più giovane nella storia dell’istituto. Il suo mentore Isaac Stern gli ha consigliato di continuare alla Juilliard School di New York, dove è stato ammesso a soli 17 anni.
Ha studiato tra l’altro con Boris Goldstein e con Zakhar Bron.
Michael Guttman è direttore artistico ed organizzatore di vari festival, come il festival di musica da camera in Toscana Pietrasanta in Concerto, il Crans Montana Classic, Le Printemps du Violon a Parigie Made in Polin a Varsavia.
Ha suonato nelle sale più importanti del mondo da solista e ha partecipato a tournée con Martha Argerich, Vadim Repin, Nigel Kennedy, per menzionare alcuni.
E’ direttore musicale della Napa Valley Symphony e del Belgian Chamber Orchestra.
Michael Guttman è stato nominato per un Grammy Award per il suo album dedicato alla musica di Hindemith.
Il Pietrasanta in Concerto Festival
Visitando l’estate scorso il Pietrasanta in Concerto Festival ho toccato con mano (cioè ad orecchio e occhio) il livello molto alto musicale ed artistico degli artisti ma anche l’atmosfera amichevole, l’accoglienza, l’ospitalità. Una famiglia musicale che Michael Guttman ha saputo creare intorno a sé.
Da tre anni il festival ha inserito anche delle masterclass in cui il livello musicale e artistico dei giovani musicisti è davvero pregevole. Soprattutto gli studenti asiatici e le loro famiglie hanno un senso del sacrificio molto alto. Un genitore rinuncia alla sua vita pur di seguire il figlio o la figlia in un altro Paese, se non addirittura Continente.
Il cittadina di Pietrasanta sembra fatta apposta per il festival; è un gioiello a tutti i livelli.
Concludo l’incontro con il maestro chiedendo che cosa lui farebbe se adesso per ipotesi avesse 20 anni?
Michael Guttman consiglia di studiare molto bene la grammatica musicale, ma non solo quella classica ma anche quella jazz, l’improvvisazione. I musicisti di formazione classica sono sempre attaccati agli spartiti, anche saper improvvisare è fondamentale.
Ringrazio Michael Guttman per il tempo che ci ha dedicato.
Cécile Prakken
Ottobre 2026
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