Unipol, aumento di capitale: c’è tempo fino a lunedì 26 ottobre per i diritti. Quanto costa e cosa devono fare gli azionisti
Restano pochi giorni agli azionisti Unipol per decidere cosa fare con l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro partito il 12 ottobre. Il periodo di opzione si chiude lunedì 26 ottobre, ma molte banche e piattaforme online fissano un termine interno anticipato, spesso di uno o due giorni lavorativi: chi intende sottoscrivere farebbe bene a dare l’ordine già oggi o al più tardi in apertura della prossima settimana.

Le condizioni dell’operazione
Il consiglio di amministrazione della compagnia bolognese ha esercitato il 7 ottobre la delega ricevuta dall’assemblea di luglio e la Consob ha approvato il prospetto il giorno successivo. Come spiegato nel pezzo sull’avvio dell’aumento, l’offerta riguarda fino a 121.582.320 nuove azioni a 20,56 euro ciascuna, nel rapporto di 10 nuovi titoli ogni 59 posseduti. Il prezzo incorpora uno sconto del 18,75% rispetto al prezzo teorico ex diritto (Terp), calcolato sulla quotazione del 7 ottobre. I soci del patto di sindacato e altri azionisti, che insieme rappresentano circa il 50,27% del capitale, si sono impegnati in modo irrevocabile a sottoscrivere l’intera quota di loro spettanza, mentre l’eventuale parte non sottoscritta è coperta da un consorzio di garanzia guidato da JP Morgan.
Quanto costa sottoscrivere le nuove azioni
Per calcolare l’esborso basta partire dal numero di titoli in portafoglio. Chi possiede 590 azioni Unipol ha diritto a 100 nuovi titoli e deve versare 2.056 euro; con 118 azioni se ne ricevono 20, per 411,20 euro. Sono esempi calcolati sulle condizioni ufficiali dell’offerta, al netto di eventuali commissioni. Chi ha un pacchetto che non è multiplo di 59 si ritrova con diritti in eccesso, insufficienti per un lotto intero. La negoziazione dei diritti a Piazza Affari si è chiusa martedì 20 ottobre, quindi per gestire i resti conviene chiedere istruzioni alla propria banca.
Cosa succede a chi non fa nulla
Aderire non è obbligatorio. Chi rinuncia conserva i titoli che ha, ma vede ridursi il proprio peso percentuale nel capitale della compagnia. I diritti non esercitati entro il 26 ottobre saranno offerti in Borsa da Unipol entro il mese successivo, per almeno due sedute, salvo che siano già stati venduti tutti: lasciarli scadere senza averli usati né ceduti significa rinunciare al loro valore. Lo sconto, poi, non equivale a un guadagno sicuro. Il risultato dipende da come si muoverà il titolo nelle prossime settimane, in una fase in cui il listino milanese è sotto pressione: giovedì il Ftse Mib ha chiuso in calo di oltre il 2%, trascinato da tecnologici e banche.
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A cosa servono i 2,5 miliardi
La raccolta finanzia l’acquisto da Intesa Sanpaolo di una parte della rete del Monte dei Paschi, operazione legata al successo dell’offerta di Intesa su Mps. Il perimetro comprende circa 635 filiali, il marchio storico e buona parte delle strutture centrali, per un prezzo stimato tra 3 e 3,5 miliardi. La nuova banca verrebbe poi ceduta a Bper, di cui Unipol salirebbe dal 20% verso il 40%. Il prossimo snodo della partita è l’assemblea di Mps del 29 ottobre. Nel frattempo Unipol e Bper hanno rinnovato per dieci anni, fino al 31 dicembre 2036, gli accordi di bancassicurazione.
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