Bonus casa 2027, senza proroga la detrazione scende dal 50% al 36%: cosa conviene fare entro il 31 dicembre
Chi ha in programma lavori in casa ha poco più di due mesi per decidere. Dal 1° gennaio 2027, se la legge di bilancio non introdurrà una proroga, il bonus ristrutturazioni sull’abitazione principale passerà dal 50% al 36% e quello sugli altri immobili dal 36% al 30%. Il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles il 15 ottobre non cita le detrazioni edilizie: la scelta è rinviata al testo della manovra, per il quale la maggioranza sta ancora cercando le coperture.

Cosa cambia dal 2027 senza proroga
Le aliquote più basse sono già scritte nella legge in vigore e scattano in automatico se non arriva un nuovo intervento. Il calo riguarda il bonus ristrutturazioni ordinario, l’ecobonus e il sismabonus. Il tetto di spesa resta di 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione Irpef continua a essere recuperata in dieci rate annuali. A rischio c’è anche il bonus mobili, cioè la detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro per arredi ed elettrodomestici collegati a una ristrutturazione, oggi prevista solo fino al 31 dicembre 2026.
Quanto si perde: un esempio
Le cifre che seguono sono una simulazione sulle aliquote previste dalla legge. Su lavori da 30.000 euro nell’abitazione principale, con l’aliquota attuale del 50% la detrazione vale 15.000 euro, cioè 1.500 euro l’anno per dieci anni. Con il 36% scenderebbe a 10.800 euro, pari a 1.080 euro l’anno: 4.200 euro in meno nel complesso. Su una spesa di 60.000 euro la differenza raddoppia e arriva a 8.400 euro, mentre per una seconda casa il passaggio dal 36% al 30% su 30.000 euro di lavori costerebbe 1.800 euro di detrazione.
Cosa prevede la manovra in discussione
La proroga è tra le misure allo studio. Secondo le ricostruzioni di Sky TG24 e del Sole 24 Ore, per mantenere le aliquote attuali, bonus mobili compreso, servirebbero circa 500 milioni di euro. La maggioranza valuta anche il ritorno dell’ecobonus al 65% per pompe di calore, sistemi ibridi e cappotti termici, con un costo aggiuntivo stimato in circa 50 milioni l’anno. Nel pacchetto casa ci sono poi la cedolare secca al 5% sugli affitti a canone concordato e il ripristino delle agevolazioni per gli under 36 che comprano la prima abitazione. Nessuna di queste misure è ancora approvata, e il governo deve reperire circa 5 miliardi di coperture per l’intera manovra.
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Perché conviene pagare entro fine anno
Per i privati conta la data del bonifico: le spese saldate entro il 31 dicembre 2026 seguono le aliquote di quest’anno, quelle pagate da gennaio le regole del 2027. Chi ha lavori già decisi può quindi anticipare i pagamenti per mettersi al riparo dal taglio. Se la proroga arriverà non avrà perso nulla; se non arriverà, avrà evitato di rinunciare a 14 punti di detrazione sulla prima casa. Il pagamento va fatto con bonifico parlante, indicando causale, codice fiscale di chi detrae e partita Iva dell’impresa, come ricordava la nostra guida su cosa conviene pagare entro il 2026. Per lavori già avviati o pagati a stati di avanzamento è utile il parere di un commercialista.
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