Telecom converte le azioni di risparmio

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Operazione “anti- scalata francese” in due tempi: prima la conversione facoltativa e poi l’obbligatoria. La decisione nell’assemblea di metà dicembre

L’annuncio è arrivato, a sorpresa, al termine del consiglio di amministrazione di Telecom riunito per l’esame dei conti trimestrali: il cda ha messo ai voti la proposta di conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, con un conguaglio di 9,5 centesimi e il diritto di voto in cambio della rinuncia al privilegio sul dividendo.
L’assemblea per modificare lo statuto di Telecom, necessaria per avviare la trasformazione, è convocata il prossimo 15 dicembre.
Il 17 dicembre sarà la volta degli azionisti di risparmio.

Di questo progetto in casa Telecom si parlava da tempo, ma indubbiamente l’attualità della “scalata” francese di questi giorni ha reso opportuno il varo del provvedimento in quanto diluisce il peso nell’azionariato dei soci d’oltralpe. Sempre che la conversione vada in porto con successo.
Inoltre, Telecom incasserebbe dal mercato circa 600 milioni di euro e risparmierebbe sulle extra-cedole legate alle azioni di risparmio.
Questo guardando l’operazione dalla parte di Telecom.

Per quanto riguarda i detentori di risparmio, la conversione prevede in dettaglio la facoltà di convertirle con un rapporto pari a 1 azione ordinaria per ciascuna di risparmio corrispondendo un conguaglio di 9,5 cent per azione.
È inoltre prevista la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in circolazione al termine del periodo per l’esercizio della conversione facoltativa, con un rapporto di conversione di 0,87 azione ordinaria per ciascuna di risparmio, senza pagamento di alcun conguaglio.

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La conversione obbligatoria —spiega Telecom Italia in una nota — è subordinata alla circostanza per cui il complessivo valore di liquidazione delle azioni per le quali sia esercitato il diritto di recesso da parte dei possessori delle azioni di risparmio non ecceda 100 milioni di euro, fatti in ogni caso salvi i risultati della facoltativa.
Detta condizione – prosegue la nota – è posta nell’esclusivo interesse della società la quale avrà, pertanto, facoltà di rinunciarvi.
In caso di superamento della suddetta soglia, senza che la società rinunci alla citata condizione, si intenderanno comunque accettate tutte le azioni di risparmio debitamente conferite in facoltativa.

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