Occhi sul Treasury

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I dati economici recentemente pubblicati evidenziano negli ultimi giorni la possibilità di una stabilizzazione della congiuntura, sventando per il momento le ipotesi di recessione. Ma proprio un rasserenamento del clima potrebbe paradossalmente presentare qualche rischio…

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un’evoluzione in senso positivo delle notizie di carattere economico, finanziario e geopolitico. Nello specifico, i dati PMI sia del manifatturiero, sia dei servizi, sembrano indicare una stabilizzazione delle prospettive, sebbene si rimanga su valori compatibili con un forte rallentamento. La generale tenuta del mercato del lavoro, confermata dai dati di ADP e sussidi di disoccupazione, conforta a riguardo. Il sentiment di mercato ha poi reagito positivamente alle dichiarazioni concilianti di USA e Cina: per quanto un accordo su molti temi appaia ancora lontano, sembrano per il momento smentite le ipotesi più nefaste di un’escalation nelle misure protezioniste.

Sulla base di questi elementi i mercati hanno trovato nuova linfa per il movimento rialzista, raggiungendo nuovi massimi storici (S&P500) o di periodo. A questo proposito è utile effettuare una nuova analisi sui livelli raggiunti. Le valutazioni registrano valori storicamente elevati, se comparate agli utili aziendali a consuntivo (c.d. trailing), a quelli attesi per l’anno prossimo o a quelli “deciclizzati”. Come già evidenziato in passato, ciò che però continua a sostenere i mercati, oltre alle notizie positive sul fronte dei dazi e alla promessa, non ancora realizzata, di migliori prospettive per gli utili, è il premio al rischio azionario, ovvero il rendimento aggiuntivo offerto dall’investimento nell’asset class.

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Quest’ultimo, a dispetto di un rapporto prezzo/ utili elevato, è ancora su livelli mediani, grazie al rendimento particolarmente basso offerto dalle obbligazioni.

D’altro canto, proprio il rasserenamento del clima degli ultimi giorni, oltre a spingere gli azionari, ha provocato la risalita dei tassi decennali. Il Treasury, dopo aver toccato un minimo a 1,45% a inizio settembre, nel momento in cui scriviamo è risalito all’1,85%. Conseguentemente, anche il premio al rischio azionario si è mosso dal 4,5% al 3,8%, il valore più basso da fine luglio. E’ bene precisare che in questo momento parliamo di valori ancora normali, ma al tempo stesso notiamo che una prosecuzione del movimento in atto di rialzo di azionari e tassi potrebbe aumentare i rischi di mercato, creando i presupposti per una correzione, anche temporanea. In altre parole, è importante monitorare il decennale Treasury: un rendimento al di sopra del 2% potrebbe iniziare a minare il quadro di stabilità.

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