Trade war, cosa si aspettano ora i mercati

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La fase 1 dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina è finalmente stata firmata e fa sorgere diverse domande: È una panacea già prezzata dai mercati? Ci sarà una Fase 2 così vicina alle elezioni presidenziali americane? Questo accordo non è altro che una tregua momentanea, visti i crescenti danni economici che le tensioni commerciali stavano avendo non solo sugli Stati Uniti e sulla Cina, ma anche sulla crescita economica mondiale?

Mentre resta ancora da vedere se ci siano differenze tra la versione inglese e quella cinese dell’accordo, osserviamo come nel testo concordato manchino alcuni temi che erano stati discussi tra le due potenze: la pirateria informatica di società statunitensi ed enti statali; i sussidi per le aziende cinesi a sostegno dell’obiettivo della Cina di affermarsi come principale potenza economica globale nei prossimi decenni. La reazione del mercato è stata piuttosto pacata in quanto l’intesa era già stata prezzata ma il fatto che i dazi rimarranno in vigore fino alla Fase 2 prolunga il clima di incertezza.

Le due parti potrebbero ancora infrangere l’accordo nei prossimi mesi ed inoltre non è stata fornita nessuna indicazione chiara sul ritmo con cui procederanno i negoziati della Fase Due. Se ci saranno ritardi e si arriverà a un’intesa solo dopo le elezioni USA, c’è il rischio reale che – nel caso il presidente Trump dovesse essere rieletto – la posizione degli Stati Uniti diventi molto più aggressiva, dato che il Presidente sarà libero dai vincoli derivanti dalla corsa per un nuovo mandato.

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Inoltre, sebbene ci sia un periodo di 90 giorni per correggere eventuali violazioni dell’Accordo, dall’altro molto dipenderà dal fatto che la Cina rispetti o meno l’accordo. La maggior parte degli impegni in materia di proprietà intellettuale sono stati affrontati da Pechino prima della firma dell’accordo, quindi non ci sono nuovi temi nel testo. È interessante notare che i cambiamenti introdotti nel sistema legale cinese, uno dei motivi per cui i negoziati si erano interrotti a maggio, non siano stati inclusi nell’intesa.

L’attenzione del mercato ora passerà alla versione cinese per vedere se ci saranno discrepanze rispetto a quella versione inglese. L’esecuzione dell’accordo e una sequenza temporale che dia inizio a una Fase Due saranno necessarie affinché il rischio di una nuova escalation diminuisca. Il fatto che entrambe le parti desiderino una tregua sembrerebbe indicare che, almeno a breve termine, verrà ripristinato lo status quo, ed è quello che i mercati stanno prezzando.

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