L’anomala stagione assembleare 2020 e il caso Enel

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La pandemia ha reso la stagione dei voti assembleari di quest’anno tutt’altro che ordinaria. Esplosa subito dopo la convocazione delle prime assemblee generali, le aziende hanno dovuto prendere una decisione – rinviare o organizzare un consesso virtuale. Ci sono state ulteriori implicazioni anche per quanto riguarda gli ordini del giorno delle assemblee. Questi contengono normalmente proposte di dividendo e di remunerazione, ritenute non più adeguate alla luce delle implicazioni finanziarie del Covid-19.

“L’Assemblea generale degli azionisti è uno degli eventi più importanti del calendario annuale societario. Nel nostro ruolo di investitori responsabili, ci dà l’opportunità di rappresentare efficacemente i nostri clienti. Votiamo nel maggior numero possibile di assemblee degli azionisti in tutto il mondo. In circostanze normali, partecipiamo a molte assemblee di persona, poiché questo ci consente di porre domande direttamente ai membri del consiglio di amministrazione e di valutare la loro risposta e quella degli altri azionisti. Quando non ci è fisicamente possibile, ci affidiamo anche ai servizi della piattaforma di voto elettronico del proxy advisor Glass Lewis” – ha dichiarato Faryda Lindeman, Senior Responsible Investment Specialist di NN Investment Partners (NN IP).

Nel 2020, l’esperienza con le AgM virtuali di NN IP non è stata univoca. Il lato positivo è che molte aziende hanno mostrato ampia disponibilità al dialogo, anche prima dell’Assemblea.  Quello negativo, è la mancanza dell’interazione che solo un evento dal vivo può garantire, con il dibattito che ne consegue. Forse l’aspetto più controverso è stato il fatto che molte aziende hanno permesso agli azionisti di votare solo in anticipo piuttosto che dal vivo. Questo ha significato che non si poteva cambiare idea sulla base delle discussioni in corso. Se questo problema può essere affrontato e si può trovare un modo per facilitare una maggiore interazione, il concetto di assemblea virtuale ha molti punti a favore. Evita i costi della sede e delle persone che viaggiano per partecipare e riduce l’impatto ambientale. Infine, rende anche più facile partecipare a un maggior numero di riunioni.

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Nella prima metà del 2020, in qualità di investitore responsabile, NN IP ha votato in 2.143 AgM in tutto il mondo (22.102 proposte in totale). Nonostante le circostanze inconsuete, le attività di voto dell’asset manager olandese sono rimaste incentrate su tre temi principali: le elezioni del consiglio di amministrazione, le delibere degli azionisti in materia di sostenibilità e l’allineamento delle retribuzioni del top management alla strategia aziendale.

Nomina del Cda – Il caso Enel

La pandemia ha probabilmente amplificato l’importanza dei fattori di governance. La nomina di amministratori capaci che possano impegnarsi in tutti gli aspetti delle operazioni di una società è importante per tutti gli stakeholder. Anche se in genere NN IP sostiene la nomina e la riconferma dei candidati proposti dalla società, a volte si è costretti a non allinearsi a tale indicazione. Nella prima metà del 2020, NN IP ha respinto 1.590 punti all’ordine del giorno per la nomina del Consiglio di Amministrazione su un totale di 12.183 proposte. Le ragioni variavano da una mancanza di membri indipendenti del consiglio di amministrazione a una scarsa diversity, sino all’assenza di una supervisione proattiva e completa del board sui rischi ambientali e sociali.

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All’inizio dell’anno, NN IP ha adottato una nuova politica di voto per delega che comprendeva diversi nuovi elementi per la nomina dei consiglieri. La maggior parte riguarda lo stimolo della responsabilità ESG a livello di cda e la garanzia che le società partecipate agiscano in modo responsabile nei confronti di tutti gli stakeholder. Fattori chiave sono anche il riconoscimento dell’impatto delle decisioni aziendali sull’ambiente, sulle questioni sociali e sui diritti umani nelle regioni in cui opera l’azienda. Questi punti sono in linea con gli impegni assunti dall’asset manager a livello globale (es. campagna Climate Action 100+).

Questo rinnovato impegno di NN IP ha comportato, per la prima volta nella sua storia, il supporto a una risoluzione presentata dagli azionisti di minoranza. La società in questione è Enel Spa. La lista dei consiglieri presentata da un pool di asset manager e investitori istituzionali, e supportata convintamente da NN IP, ha infine ottenuto il voto dell’Assemblea. Questo ha consentito l’ingresso nel board di Enel del consigliere indipendente Samuel Leupold, già CEO di Ørsted Wind Power, multinazionale danese attiva nell’eolico offshore, garantendo al board importanti expertise in tema di transizione energetica.

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