Commissione europea. Disclosure, incentivi e regole di idoneità per gli investitori al dettaglio

Accogliamo con favore la pubblicazione da parte della Commissione europea  del suo studio su “Disclosure, incentivi e regole di idoneità per gli investitori al dettaglio” https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/5d189b3c-120a-11ed-8fa0-01aa75ed71a1/language-en

L’obiettivo primario di queste considerazioni è la protezione di risparmiatori e consumatori: in termini semplici, evitare che ai consumatori vengano venduti prodotti non idonei (troppo rischiosi, troppo costosi, ecc.).

Anche se i distributori sono incentivati dall’UE ad evitare conflitti di interesse e ad evitare vendite fraudolente, non sono però incentivati dalle normative UE a offrire al consumatore il miglior rapporto qualità-prezzo. I consumatori finiscono a dover cercare il miglior rapporto qualità-prezzo da soli con le informazioni che non sempre sono loro fornite in modo trasparente.

Come rileva l’Associazione Europea BETTER FINANCE, in linea con altri commentatori indipendenti “I prodotti su cui vengono pagati gli incentivi alla rete di vendita sono – in media – circa il 35% più costosi di quei prodotti di investimento su cui non vengono pagati incentivi”. 

Ma le “#inducements” (commissioni pagate dai fornitori ai distributori) non hanno solo un impatto negativo sui costi dei prodotti di investimento al dettaglio. Hanno anche un ulteriore impatto dannoso sulle loro prestazioni a causa del pregiudizio di selezione che generano “consigliando”, promuovendo e vendendo prodotti che sottoperformano fortemente rispetto a prodotti disponibili equivalenti, come mostra l’esempio seguente.

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I prodotti che vengono “consigliati” e venduti non solo sono quasi 3 volte più costosi di quelli a basso costo che quasi non vengono venduti affatto, ma sottoperformano anche molto fortemente questi ultimi. Il confronto è ancora più sfavorevole se si acquistasse direttamente un fondo a basso costo.

Gli aspetti positivi

Lo studio ha anche evidenziato una serie di elementi positivi:

  • I documenti di divulgazione sono disponibili in modo relativamente semplice online e al limite è più facile trovare documenti informativi per prodotti più complessi rispetto a quelli semplici come azioni e obbligazioni.
  • I documenti informativi sono ampiamente conformi al quadro giuridico in materia.

Questi due risultati sono importanti perché, come notato in precedenza, la divulgazione è condizione necessaria per un mercato efficiente con prodotti finanziari.

  • Fatta eccezione per i costi, che come abbiamo indicato prima sono il punto debole, gli elementi divulgati tendono ad essere altamente comparabili per prodotti della stessa tipologia o altamente comparabili per prodotti di tipologie diverse ma all’interno della stessa categoria di prodotto e anche per categorie di prodotti diverse.

Fonte: European Commission, Directorate-General for Financial Stability, Financial Services and Capital Markets Union, Uličná, D., Vincze, M., Mosoreanu, M., et al., Disclosure, inducements, and suitability rules for retail investors study : final report, Publications Office of the European Union, 2022, https://data.europa.eu/doi/10.2874/647061

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Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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