2023, opportuno tornare a concentrarsi sulla sostenibilità

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L’inflazione, la stretta monetaria e i rischi geopolitici nel 2022 ci hanno costretto a una rivalutazione del mercato azionario e obbligazionario e a concentrarci prevalentemente . Col passaggio da una bassa inflazione e bassi tassi di interesse a un contesto inflazionistico con tassi di interesse al rialzo, i rendimenti ne hanno risentito, mentre i mercati cercavano di adattarsi al nuovo scenario.

Tuttavia, quando tale contesto tornerà a stabilizzarsi e l’ossessione per inflazione e rialzi dei tassi finirà, è importante che la comunità finanziaria torni a concentrarsi invece sulla sostenibilità.

Investire responsabilmente significa andare alla ricerca di strumenti che contribuiscono alla crescita economica, e dunque producono un rendimento finanziario, ma che contengono anche al minimo i costi per l’ambiente e la società civile. Sono stati fatti enormi progressi negli ultimi anni, credo però che il viaggio sia appena all’inizio. L’attività economica continua a creare costi esterni. Possiamo identificarne alcuni e stabilirne il prezzo, ma non vale per tutti. Negli ultimi tre anni è stato difficile trovare un compromesso tra l’attività economica e la vulnerabilità della vita agli shock esterni.

Anche sul fronte dell’energia, che ha attirato tanta attenzione, la strada è ancora lunga. Dal 1965, a ogni incremento del Pil globale dell’1% c’è stato un aumento dell’uso di energia dello 0,75%. Abbiamo indubbiamente guadagnato in efficienza, visto che dal 1990 è sceso allo 0,65%, e continuerà a scendere, però la domanda di energia globale è ancora in aumento e dal 1990 è salita a un tasso composito dell’1,6%. Considerato che il 70% circa dell’uso di energia deriva ancora dai carburanti fossili, stiamo aumentando l’uso di petrolio, gas e carbone con l’emissione di enormi quantità di anidride carbonica. E questo nonostante la capacità di attribuire un costo alle emissioni che rende la generazione di energia tradizionale meno competitiva rispetto alle rinnovabili. Le rinnovabili rappresentano ancora solamente il 15% circa della produzione complessiva di energia.

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Il tema d’investimento della transizione energetica convincerà ancora di più, man mano che le nuove tecnologie si evolveranno e diventeranno più scalabili. L’idrogeno verde, per esempio, è una tecnologia ancora a livello embrionale ma potrebbe alimentare i trasporti a lungo raggio e i processi industriali ad alta energia. Le opportunità di investimento sono notevoli. Lo stesso vale per molte altre tecnologie come la cattura del carbonio (tra cui le soluzioni basate sulla natura), e per numerose tecnologie che contribuiscono all’efficienza energetica. Più diventeranno scalabili, più conveniente sarà l’energia, e più sostenibile diventerà la crescita economica. Ciò andrà a vantaggio di tutte le imprese. Nel breve termine, il calo dei prezzi dell’energia potrebbe favorire i settori industriali in genere nel mercato azionario.

Possiamo attribuire un costo alle emissioni, ma non all’erosione del suolo

La biodiversità come concetto di investimento è importante quanto il clima, ma è difficile misurare e attribuire un prezzo alle ripercussioni negative dell’attività economica sulla terra e sugli oceani. Alla comunità globale serve un sistema per valutare i rischi per la biodiversità, e si stanno facendo molti progressi in tal senso. Servono però anche più informazioni e politiche mirate. Dobbiamo inoltre renderci conto che è necessario cambiare alcuni aspetti fondamentali del nostro modo di vivere. Il settore alimentare è molto importante per via dell’intensità dell’agricoltura e dei costi negativi che può avere sull’uso dei terreni, sulle risorse idriche e sulle emissioni. Non possiamo pensare a un cambiamento nella nostra dieta alimentare se non attraverso l’educazione e politiche mirate. Non si possono fare scelte di consumo e investimento se non si hanno le informazioni necessarie sulla provenienza e sugli effetti per la salute.

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L’energia pulita e rinnovabile fa bene alla società civile perché riduce i costi e i danni per l’ambiente. I cibi sani prodotti con metodi sostenibili fanno bene alla società perché riducono (potenzialmente) i costi alimentari diretti e abbassano i costi per la salute sociale. Il nostro sistema economico deve passare a un modello più sostenibile. Gli investitori non possono agire da soli, è dura trovare gli indicatori giusti, ottemperare ai regolamenti e trovare il giusto equilibrio nella divulgazione delle informazioni e nell’impegno attivo con le aziende che operano in settori che possono avere ripercussioni negative. Dobbiamo continuare a impegnarci.

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