La Bce va avanti per la sua strada. I rischi di un hard landing

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Nonostante le turbolenze di mercato degli ultimi giorni, la BCE ha deciso di andare avanti per la sua strada e alzare i tassi di 50 pb. Con questa scelta la BCE ha voluto chiaramente mettere in luce la sua capacità di affrontare i problemi di stabilità finanziaria con strumenti adeguati, senza però distogliere lo sguardo dall’obiettivo della stabilità dei prezzi”. Nella sua dichiarazione, la BCE ha anche abbandonato la forward guidance, sottolineando l’importanza della dipendenza dai dati e segnalando la sua disponibilità a “rispondere come necessario” per preservare la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria nell’area dell’euro.

Resta da vedere se questa strategia riuscirà a riportare la calma sui mercati e se sarà sufficiente a gestire eventuali ulteriori ricadute. Impegnandosi quasi incondizionatamente in questo rialzo, la BCE si è messa in una posizione, a nostro avviso non necessaria, di difficoltà, lasciando poco spazio di manovra in caso di shock. Ciò che ci appare chiaro ora è che i problemi del settore bancario, pur concentrati in quelle che potrebbero essere storie idiosincratiche, sono comunque un sintomo dello scenario di politica monetaria molto più rigido creato dalle banche centrali negli ultimi mesi. Siamo dell’idea che la portata dell’inasprimento delle politiche da parte della BCE e della Fed sia già sufficiente a provocare un hard landing. Entrambe devono procedere con estrema cautela da qui in poi, in modo flessibile e aperto.

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L’ultima indagine sui prestiti bancari della BCE per il primo trimestre del 2023 ha già mostrato un significativo inasprimento delle condizioni di credito e una domanda di prestiti più debole. Prevediamo ora che le vulnerabilità del settore bancario che sono emerse avranno un impatto diretto sulla disponibilità delle banche a fornire credito, portando a condizioni di finanziamento ancora più restrittive che a loro volta colpirebbero l’economia reale potenzialmente prima e più duramente del previsto. A questo proposito, ulteriori rialzi dei tassi sarebbero probabilmente un errore di politica monetaria che alla fine richiederebbe una rapida correzione di rotta nei prossimi mesi. Monitoreremo da vicino i CDS bancari poiché questo costituisce ora il principale indicatore di condizioni di finanziamento più restrittive.

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