Pagamenti, M&A in calo nel 2022, ma outlook positivo per 2023

Mariagiovanna Di Feo, Partner Bain & Company -

Dal 2000 ad oggi gli investimenti nel settore dei pagamenti hanno toccato quota 42 miliardi di dollari. Dopo un 2021 da record nel valore e nel volume delle operazioni, il settore dei pagamenti – ha visto un rallentamento dell’attività di M&A, con una brusca contrazione a metà anno, come si è verificato in molte altre industrie. Anche il boom delle operazioni per alimentare il comparto “Buy Now, Pay Later”, si è esaurito nel 2022, ma per ragioni diverse: i venti contrari – l’aumento delle perdite sui crediti, maggiore concorrenza e un più stringente controllo normativo – hanno reso nervosi sia gli acquirenti che i venditori. Ecco cosa emerge dagli approfondimenti verticali relativi al quinto report annuale di Bain & Company sulle operazioni di fusione e acquisizione.

“Si tratta, tuttavia, di un settore dinamico che non potrà mantenere il trend di rapida evoluzione senza M&A: per questo ci aspettiamo un nuovo impulso quest’anno e negli gli anni a seguire”, spiega Mariagiovanna Di Feo, Partner di Bain & Company. “Nel mercato italiano – coerentemente con quanto sta accadendo in altri Paesi europei, come la Spagna e la Francia – gli operatori bancari stanno valutando come posizionarsi sul mercato dei pagamenti e dell’open finance in generale, in alcuni casi, muovendosi verso cessioni o joint venture con operatori specializzati per le attività di merchant aquiring, in altri casi cercando capability specifiche (es. sul digital o sull’open banking)”.

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Nonostante l’esiguo numero di operazioni di scala realizzate nel 2022, il consolidamento dell’ecosistema dei pagamenti ha contribuito in modo determinante al valore delle operazioni, che si stanno manifestando in tutte le varianti. La più grande operazione a livello globale registrata nel 2022 è stata l’acquisizione di EVO Payments da parte di Global Payments per un valore di 4 miliardi di dollari. A livello regionale, sono da segnalare l’acquisizione di Axepta Italia da parte di Worldline e la joint venture di Nexi con Alpha Bank in Grecia, e, nel febbraio 2023, con Banco Sabadell. Si registra inoltre un consolidamento anche sul piano locale: basti pensare all’acquisto di Card Cutters da parte di DNA Payments nel Regno Unito.

“Ci aspettiamo”, prosegue Di Feo, “tutti i tipi di consolidamento, in particolare nel settore del merchant acquiring, in cui i grandi operatori storici hanno bisogno di ridurre i costi per competere con gli insurgent in rapida crescita. Mentre la corsa al consolidamento si riscalda, i player di maggiore successo stanno emergendo rapidamente, concentrandosi sul loro core business. In Europa, ad esempio, le due potenze emergenti sono Nexi e Worldline. Opportunità interessanti potranno arrivare anche dal mercato statunitense, dove FIS ha recentemente annunciato lo spinoff di Worldpay” .

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Nei pagamenti B2B, le operazioni di fusione e acquisizione nel settore dei pagamenti sono motivati dalla necessità di fornire un insieme standard di corridoi globali per il pay-in/pay-out. L’acquisizione di Global Reach Group da Fleetcor, l’acquisto di Cornhill da iBanFirst e l’acquisto di Bexs da parte di Ebury ne sono esempi. Inoltre, i player cercano di espandere la loro copertura globale di metodi di pagamento locali: le “capabilities” sono il vero valore aggiunto, oltre alla scala.

Inoltre, il mercato dei fornitori di software degli Stati Uniti ha aperto la strada all’integrazione dei pagamenti con soluzioni più ampie e focalizzate su settori specifici (fra cui ecommerce, ristorazione, hospitality). È una tendenza che si sta gradualmente consolidando anche in Europa (in particolare nel Regno Unito), aprendo opportunità per fusioni e acquisizioni in questo ambito, seppur in diverse forme.

“Stiamo a un trend crescente in ambito Embedded Finance, con gli operatori specializzati che si pongono come intermediari di soluzioni di pagamento per software e piattaforme. Questo trend sta portando a una maggiore integrazione dei pagamenti in settori specifici, aprendo nuove opportunità di M&A e consolidamento nel settore”, conclude Di Feo.

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