Hiop. Startup deeptech del settore dati e Intelligenza Artificiale. Intervista al CEO Giacomo Barone

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Intervista a Giacomo Barone, CEO di Hiop

Che tipo di aziende possono trarre vantaggio dallo sfruttare i propri dati? E quali sono le barriere tra le persone, l’utilizzo dei dati e le idee innovative?

Le nuove tecnologie legate all’intelligenza artificiale rappresentano una svolta cruciale per la nostra società, che non a caso viene paragonata da molti all’avvento degli smartphone nei primi anni 2000. Già in poco tempo il mercato sta registrando profondi cambiamenti in settori come finanza, media, marketing e servizi legali, cambiamenti destinati a propagarsi nel prossimo futuro. Tuttavia, questa evoluzione esponenziale si scontra con una fragilità strutturale dell’ecosistema imprenditoriale italiano, e non solo: molte aziende non hanno ancora una maturità sui dati sufficiente per poter utilizzare l’AI e, utilizzando una citazione ormai diffusa, “se non puoi usare i tuoi dati, non puoi usare l’AI”.

Se guardiamo alla realtà di qualsiasi impresa, tutti producono e gestiscono dati importanti e spesso sottovalutati, che possono tradursi in aumenti anche significativi dei ricavi e in una maggiore efficienza gestionale e decisionale. Parliamo di comunicazione digitale, certo, ma anche e soprattutto di dati di gestione come ordini e scontrini, dati di produzione e magazzino, fatture e interazione con i propri clienti. Dal bar sotto casa a chi porta il cibo che finisce sulla nostra tavola, fino all’industria e a chi gestisce ed eroga i servizi che usiamo ogni giorno. Moltissimi stanno iniziando a riscoprirsi ricchi di informazioni che attendono di essere “sistemate” e trasformate in opportunità attraverso la data science e l’AI. La gestione dei dati è però l’ostacolo numero uno per l’adozione di questi strumenti.

L’89% delle organizzazioni perde importanti opportunità di business a causa di problemi legati all’accessibilità dei dati.  I “bad data” – quelli che in un certo senso “non funzionano” – rappresentano una sfida significativa per le aziende, poiché influenzano negativamente i processi decisionali e l’efficienza operativa. Dati inaccurati o fuorvianti possono precludere occasioni importanti o portare a decisioni errate, non in linea con quelli che sono gli obiettivi aziendali da raggiungere, ma anche a strategie inefficaci e conseguenti perdite finanziarie. Un data scientist, ad esempio, spende circa l’80%* del proprio tempo a “riordinare” i dati, distogliendo quindi energie dalle attività fondamentali come l’analisi e la comprensione di tali informazioni, anziché concentrarsi sulla creazione di modelli di AI. Questo spostamento di focus può portare a una perdita di competitività e a una diminuzione dell’attrattività per i talenti del proprio settore.

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In termini economici, il costo dei “bad data” è stato stimato già da diversi anni  in almeno 3,1 triliardi di dollari nei soli Stati Uniti**, un valore paragonabile al PIL del Regno Unito. Questo gap è destinato ad aumentare per effetto dell’AI generativa e l’impatto può essere esponenziale se si pensa che nell’economia digitale nulla può essere più dannoso che automatizzare un errore.

Non solo. I dati sono anche difficilmente accessibili: le barriere principali nel campo dei dati di valore e delle idee innovative includono la mancanza di comprensione e integrazione dei dati, ostacoli normativi e carenze nelle competenze tecniche.

Chi è Hiop e a chi si rivolge?

 Hiop è una startup deeptech specializzata nel settore dei dati e dell’Intelligenza Artificiale. La nostra missione è quella di permettere alle aziende di ogni dimensione di ottenere facilmente la maturità tecnologica che serve per adottare con successo l’AI e i Big Data.

L’ecosistema Hiop mira a semplificare l’adozione delle nuove tecnologie in ambito data science, offrendo maggiore efficienza, reattività, scalabilità e sostenibilità nelle infrastrutture di gestione dati.

Particolarmente vantaggioso per i data scientist che, come anticipato, trascorrono la maggior parte del loro tempo a pulire e ordinare i dati, Hiop consente loro di dedicare maggior tempo all’analisi e alla comprensione di tali dati, piuttosto che alla loro preparazione. Questo porta a una gestione più efficace dei progetti e a un maggior ritorno sull’investimento. Inoltre, aiutiamo i clienti a realizzare più facilmente la propria strategia sui dati in diversi ambiti innovativi, rendendo l’analisi avanzata accessibile anche a utenti non specializzati.

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La gestione efficace dei dati non è solo una questione tecnica, ma un fattore cruciale per la crescita e l’innovazione aziendale. Affrontare le sfide dei “bad data” e superare le barriere all’accesso a dati di qualità richiede un approccio olistico, come quello proposto da Hiop, che può trasformare significativamente il panorama dei dati e guidare le aziende verso un futuro più produttivo e innovativo.

Come affiancate imprese, aziende ICT e data scientist?

Con Hiop semplifichiamo il processo di adozione della tecnologia, consentendo di beneficiare delle sue potenzialità, che si tratti di ottimizzare i processi esistenti, esplorare nuove opportunità di mercato o migliorare le decisioni strategiche.

La piattaforma cloud di Hiop è progettata per supportare sia i manager aziendali che gli sviluppatori software e i data scientist nelle loro iniziative guidate dai dati e AI; per questo motivo, viene scelta da aziende che vogliono crescere attraverso i dati e adottare strumenti avanzati, nonché da chi con i dati realizza ogni giorno applicazioni e servizi, come software house e team di sviluppo, consulenti e system integrator.

Infine, collaboriamo strettamente con i nostri partner, impegnandoci per creare un ecosistema integrato che favorisca l’innovazione continua e la crescita economica.

Quali sono i vostri obiettivi di sviluppo e crescita per il prossimo biennio?

Nei prossimi due anni, miriamo a diventare un player di riferimento nel settore dei dati, dell’intelligenza artificiale e della business intelligence in Europa, posizionandoci come tecnologia chiave, fondamentale per il successo e la collaborazione in queste aree. Investiremo significativamente in tecnologie innovative per rimanere all’avanguardia nel nostro campo. Questo include l’esplorazione di nuove aree di intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico e l’analisi avanzata dei dati, al fine di offrire soluzioni sempre più efficienti ed efficaci ai nostri clienti.

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Prevediamo inoltre di ampliare l’organico. Siamo già un team internazionale (nei nostri uffici si parlano più di 5 lingue), ma vogliamo attrarre talenti da diverse parti del mondo e da vari background culturali e professionali. Questo approccio non solo arricchisce la nostra prospettiva aziendale, ma ci permette anche di comprendere e soddisfare meglio le esigenze dei nostri clienti a livello globale.

Parlateci del riconoscimento della tecnologia di processamento dati di Hiop, Jump, come AWS Qualified Software

La nostra piattaforma è nativamente multi-cloud. Abbiamo effettuato percorsi di lavoro e accelerazione con cloud provider come AWS, OVH e Scaleway e internamente vantiamo certificazioni per operare con quasi tutti i principali cloud provider. Essere riconosciuti come AWS Software Partner è stato per noi un traguardo importante, particolarmente sfidante per una startup. Certificare Jump come AWS Qualified Software è passato attraverso una verifica rigorosa degli standard di sicurezza e affidabilità, che abbiamo superato con successo grazie alla qualità e robustezza della nostra piattaforma. Solamente pochissime aziende italiane offrono degli AWS Qualified Software e per noi è motivo di orgoglio essere in questo gruppo. La nostra è un’architettura software proprietaria e all’avanguardia. Questo rappresenta un’importante dimostrazione delle nostre competenze in termini di stabilità, sicurezza e resilienza dei sistemi e ci apre le porte a un ampio ecosistema di risorse AWS, specialmente in Europa, che insieme all’Italia è il nostro mercato di riferimento, ampliando le nostre opportunità di crescita e collaborazione.

* Harvard Business Review

** IBM, 2016.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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