MainStreet Partners presenta i risultati della nuova edizione del GSS Bond Report

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MainStreet Partners, data provider londinese specializzato in ESG e dati di impatto, ha pubblicato l’ultima edizione del report sui GSS (Green, Social, Sustainability e Sustainability-Linked) Bond.

l report evidenzia importanti variazioni a livello geografico nel modo in cui i governi allocano i proventi dei GSS Bond: in Asia vengono preferiti i Green Buildings, in Europa i mezzi di trasporto pulito, e in Africa l’infrastruttura per la gestione dell’acqua, rispettivamente al 30%, 43% e 39% del capitale reperito (e speso) tramite GSS Bond.

I GSS Bond sovrani sono usati per un insieme più ampio di progetti, potendo avere così un impatto positivo in alcune aree, generalmente “sottofinanziate”. Rispetto al mondo “corporate”, i GSS Bond sovrani sono meno indirizzati a finanziare progetti di energia rinnovabile – il che produce quindi un allineamento medio alla Tassonomia Europea ben inferiore (del 31% contro il 59% dei GSS Bond corporate).

Pietro Sette, direttore del team di ricerca GSS Bond di MainStreet Partners, ha dichiarato: “Non c’è alcun dubbio che dall’Accordo di Parigi del 2015 ad oggi, i miglioramenti delle principali economie rispetto agli SDG siano stati molto limitati: l’ONU ha infatti calcolato che quasi la metà degli obiettivi hanno registrato un “lieve” progresso, mentre i restanti quasi non hanno riportato alcun progresso o sono regrediti.

Altre fonti dati rivelano che la riduzione media delle emissioni di gas serra tra il 2015 ed il 2022 sia stata solo del 7%.

In questo contesto, i Green Bond sono la dimostrazione di come il settore pubblico e quello privato insieme possano facilitare un maggiore impatto ambientale positivo nei settori più importanti dell’economia. Il Regno Unito ne è un ottimo esempio: il Paese ha emesso l’equivalente di circa 50 miliardi di euro in Green Bond e il 51% del capitale è stato dedicato a progetti di trasporto pulito.

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Infatti, sebbene il Paese abbia registrato un calo del 48% delle proprie emissioni di CO2 tra il 1990 e il 2021, le emissioni provenienti dal settore dei trasporti sono diminuite solo del 15%.”

Punti principali del report:

Il ruolo dei titoli sovrani nel mercato dei GSS Bonds

  • Nel 2023 si è raggiunto un record nelle emissioni di titoli sovrani Green, superando quota 160 miliardi di dollari, ovvero il 31% del totale dei Green Bond emessi nell’anno;
  • I trasporti puliti sono il settore più finanziato dagli emittenti governativi, arrivando a rappresentare ad oggi il 43% del volume cumulativo emesso dal 2012 – una percentuale di oltre 3 volte superiore rispetto alla categoria più finanziata dalla rimanente parte del mercato, l’energia rinnovabile.

La strada alternativa dei governi – casi di studio per avere un impatto positivo:

  • A differenza delle aziende, i governi fanno spesso leva su forme di spese indirette, come i sussidi: il Green Bond del Belgio del 2018 ha infatti finanziato in parte sussidi per il sistema ferroviario, mentre in Francia i proventi sono stati dedicati in parte ad esenzioni di tasse per progetti di energia rinnovabile e biodiversità;
  • Il Messico è stato il primo Paese a emettere un’obbligazione sovrana “SDG”, e molti ne stanno seguendo l’esempio: l’obbligazione SDG del Benin si è focalizzata sull’infrastruttura idrica, consentendo così l’accesso all’acqua potabile a 46.500 abitanti in aree rurali, e all’istruzione: oltre 1 milione di studenti hanno beneficiato del programma di mensa a scuola;
  • In Asia, invece, in risposta ai crescenti livelli di urbanizzazione, i Green Bond vengono utilizzati spesso per finanziare edifici “green”. Con la serie di obbligazioni emesse più di recente, Hong Kong ha infatti destinato oltre l’80% dei capitali reperiti a questa categoria, aggiungendo così ulteriori finanziamenti agli oltre 20 miliardi di Green Bond già emessi.
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Allineamento tassonomico dei titoli sovrani e KPI di impatto:

  • Con il 59%, i GSS Bond Corporate hanno l’allineamento medio alla Tassonomia Europea più elevato mentre gli enti sovranazionali e governativi “solamente” del 42% e del 31%. La differenza è da imputare in parte alla maggiore ampiezza dei programmi dei governi, che porta spesso ad ottenere una minore mole di dati da analizzare rispetto alla Tassonomia.
  • Dal punto di vista dei KPI, 3 delle 21 “variabili di impatto” coperte da MainStreet meritano particolare attenzione:
    CO2 evitata/ridotta: le emissioni corporate hanno una media di CO2 evitata/milione (M) di € più elevata rispetto agli emittenti sovrani e sovranazionali, con 598 tCO2e/ M di € (tonnellate di CO2 evitata per milione di euro) rispetto a rispettivamente 371 tCO2e/ M di €, e 419 tCO2e/ M di €;
    Risparmio energetico: gli emittenti sovrani eccellono nel risparmio energetico con una media di 235 MWh/€M. Il risultato equivale a più del doppio rispetto a quello degli emittenti sovranazionali (108 MWh/€M) e a più di 5 volte rispetto a quello degli emittenti corporate (43 MWh/€M);
    Sostegno agli studenti: con una media di 488 studenti sostenuti per milione di euro, gli emittenti sovrani eccellono anche in quest’ambito.
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Dal 2010, grazie ad un database proprietario di GSS Bond, MainStreet Partners ha messo a disposizione delle società di gestione diversi strumenti utili per misurare e gestire rischi, e KPI di sostenibilità. Le tipologie di prodotti di MainStreet Partners sono principalmente relative a:

  • Risultati di impatto: Sono i risultati di impatto (ambientale e sociale) riportati per i singoli GSS Bond, estratti dai documenti ufficiali dell’emittente;
  • Rating delle obbligazioni: le obbligazioni GSS vengono analizzate secondo un framework proprietario che si concentra su fattori specifici sia dell’emittente che dell’obbligazione;
  • Allineamento alla Tassonomia UE: i progetti ambientali finanziati da obbligazioni GSS sono confrontati con i criteri normativi. Come le categorie illustrate sopra, i dati possono essere aggregati a livello di portafoglio per fornirne un’indicazione quantitativa a livello di sostenibilità;
  • Utilizzo dei proventi: ovvero i dati riportati dall’emittente sull’utilizzo del capitale, sia a livello di tipologia di progetto (e.g., energia rinnovabile) che di allocazione geografica.

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