Un calo per l’azionario francese potrebbe essere un’opportunità per l’Italia

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Panico degli investitori istituzionali. L’inaspettato successo dei partiti di estrema destra alle elezioni europee e la convocazione di elezioni anticipate in Francia hanno fatto sì che i problemi dell’Europa si trasformassero nella principale preoccupazione degli investitori. I titoli europei hanno subito un calo, guidato dalla Francia, i rendimenti degli OAT sono saliti e l’euro si è indebolito. È interessante notare che abbiamo assistito a un modesto sell-off dei titoli OAT da parte degli investitori istituzionali, nonostante l’aumento dello spread con i Bund, nonché all’acquisto di BTP. Abbiamo anche assistito a vendite nel cambio EUR-CHF, anche se sono iniziate qualche tempo fa.

Vendite di azioni francesi, ma non a causa della situazione politica. Il fenomeno più evidente è la vendita di titoli francesi, iniziata più di un mese fa. Nel comparto azionario, gli investitori stavano riducendo la propria posizione sottopesata e finora non abbiamo visto alcun segno di accelerazione nelle vendite. Solo il 15% dei ricavi delle società francesi quotate proviene direttamente dalle attività nazionali, fattore che ci fa pensare che le vendite da parte degli investitori siano motivate soprattutto dal deterioramento dei fondamentali degli utili. La Francia è uno dei Paesi più ciclici d’Europa, in quanto è dominata dai titoli del settore industriale e dei beni di consumo discrezionali (beni di lusso e industria automobilistica). Questi settori sono sempre più sotto pressione a causa del rallentamento dell’economia e della minore capacità di spesa dei consumatori. Per questo, preferiamo non implementare una strategia di investimento di tipo “buy the dip” nei titoli francesi.

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In confronto, i titoli italiani appaiono interessanti. Qui vediamo consistenti miglioramenti degli utili, per lo più sostenuti da migliori previsioni e da bilanci più solidi e sani delle banche nazionali. Ci è voluto quasi un decennio per risanare il loro business dopo la crisi del debito europeo, ma finalmente gli istituti di credito del Paese stanno raccogliendo i frutti. Non sorprende che attualmente gli investitori istituzionali siano molto più ottimisti sui titoli italiani, fattore che rende questi ultimi un perfetto candidato per una performance al rialzo.

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