Conflitto Iran – Israele: quali impatti per i mercati?

Samy Chaar, Chief Economist and CIO Switzerland, di Lombard Odier -

“Per il momento manteniamo l’attuale posizionamento del portafoglio. Finora, la situazione appare ancora come una confronto controllato, anche se i nervosismi di mercato si manifestano come previsto nei prezzi delle materie prime, in particolare del petrolio. Ma per ora non ci sono segnali di un’escalation irreversibile. Detto questo, anche senza un’escalation del conflitto, l’incertezza persistente e i costi energetici strutturalmente più alti mantengono il potenziale di rallentare la crescita economica e spingere l’inflazione verso l’alto. La Federal Reserve di solito tende a ignorare gli shock del prezzo del petrolio, che considera eventi transitori legati all’offerta. Riteniamo che la politica monetaria continuerà a concentrarsi sull’inflazione core, che riflette meglio le dinamiche di domanda sottostanti.”

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