La Fed dovrebbe tenere i tassi invariati nella riunione di giugno; l’impatto della politica commerciale continua a generare incertezza sul futuro orientamento della Fed

Michael Krautzberger, CIO Public Markets di Allianz Global Investors -
  • Ci aspettiamo che la Fed mantenga i tassi invariati nella riunione del 18 giugno, lasciando fermo il target range dei Fed funds al 4,25%-4,50% per la quarta riunione consecutiva.Dalla precedente riunione della Fed, all’inizio di maggio, l’amministrazione Trump ha attenuato la propria retorica sui dazi, annunciando una pausa di 90 giorni sulle tariffe reciproche, lasciando in vigore una quota minima del 10% fino ai primi di luglio.
  • I mercati azionari e del credito hanno reagito recuperando completamente le perdite iniziali subite dopo il “giorno della liberazione”, e le condizioni finanziarie si sono allentate, riflettendo la percezione del mercato secondo cui la politica tariffaria sarà sufficientemente attenuata da non compromettere in modo significativo i fondamentali aziendali.
  • Tuttavia, esiste il rischio che i mercati stiano diventando un po’ troppo compiacenti, considerando i rischi al ribasso ancora presenti per la crescita economica negli Stati Uniti (e a livello globale).
  • Nel breve termine, è probabile che la Fed mantenga un atteggiamento di attesa e osservazione, continuando a valutare l’impatto dei dazi sull’attività economica.
  • Concordiamo con la valutazione attuale dei mercati dei tassi di interesse a breve termine, che non prevede cambiamenti di politica nella riunione di giugno. I prezzi attuali di mercato scontano due tagli dei tassi da parte della Fed entro fine anno, ipotizzando un rallentamento della dinamica ciclica statunitense a causa dell’impatto dei dazi sulla domanda interna. Se le guerre commerciali globali dovessero intensificarsi a luglio, una volta terminata la pausa di 90 giorni sui dazi USA, o se i rischi inflazionistici si attenuassero, riteniamo che le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed possano tornare ad anticiparsi.
  • Riteniamo che l’attuale contesto macroeconomico e di politica monetaria favorisca un irripidimento della curva dei rendimenti statunitense. Nei mercati valutari, pensiamo che il dollaro USA stia affrontando venti contrari di natura strutturale, cosa che favorisce la nostra posizione corta sul dollaro nei portafogli.
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