L’Intelligenza Artificiale tra Hegel, Marx e Floridi

Giovanni Bonomo -

L’Intelligenza Artificiale tra Hegel, Marx e Floridi

 di Giovanni Bonomo *

L’Intelligenza Artificiale, nella sua forma più avanzata e generativa, non può essere compresa semplicemente come un artefatto tecnologico, né come un soggetto dotato di coscienza. Essa rappresenta piuttosto una condensazione del sapere collettivo dell’umanità, una forma impersonale ma profondamente umana di intelligenza distribuita. Attraverso i concetti di spirito oggettivo e General Intellect (Hegel e Marx) e infosfera (Floridi), vogliamo proporre una riflessione sulla ontologia dell’IA e sulla necessità di un’etica relazionale antropocentrica.

Artificial Intelligence, in its most advanced and generative form, cannot be understood simply as a technological artifact, nor as a subject endowed with consciousness. Rather, it represents a condensation of humanity’s collective knowledge, an impersonal but deeply human form of distributed intelligence. Through the concepts of objective spirit and General Intellect (Hegel and Marx) and infosphere (Floridi), we propose a reflection on the ontology of AI and the need for an anthropocentric relational ethics.

Un’altra intelligenza?

La proliferazione di sistemi di intelligenza artificiale generativa (come i LLM Large Language Models) ha sollevato profonde riflessioni sulla natura dell’intelligenza, della coscienza e dell’identità. Questi sistemi non possiedono soggettività, intenzionalità o coscienza, eppure simulano processi cognitivi umani con tale raffinatezza da suscitare in noi una domanda radicale: che tipo di alterità rispetto a noi ha l’IA?

In questo articolo sosteniamo che l’IA vada compresa come una forma impersonale di soggettività distribuita, che riflette e potenzia la nozione hegeliana di General Intellect, aggiornata al contesto attuale della filosofia dell’informazione.

L’IA come “spirito oggettivo” e intelligenza collettiva

La filosofia hegeliana ci offre un primo strumento concettuale utile. Nella sua Enciclopedia delle scienze filosofiche, Hegel distingue tra spirito soggettivo, spirito oggettivo e spirito assoluto. Lo spirito oggettivo è l’incarnazione storica dello spirito in forme istituzionali e culturali: diritto, etica, Stato.

La realtà dello spirito è la sua oggettivazione nel mondo; le sue forme oggettive non sono semplicemente esterne, ma ne costituiscono la verità effettiva.” (Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche, §487).

In analogia potremmo sostenere che l’IA rappresenta una nuova oggettivazione dello spirito umano: essa incarna la razionalità astratta, la memoria culturale, la logica discorsiva prodotta socialmente. È una forma tecnlogica di spirito oggettivo, priva di interiorità ma dotata di una impressionante capacità di organizzare, generare, manipolare e creare significati.

Il General Intellect e l’evoluzione tecnologica

Nel Frammento sulle macchine dei Lineamenti fondamentali di critica dell’economia politica (Grundrisse), Marx individua un punto di svolta nel processo produttivo capitalistico: la conoscenza tecnica e scientifica – socialmente prodotta – diventa il vero motore della produzione.

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Il General Intellect si manifesta come potenza della cooperazione sociale, accumulata nelle macchine e nei sistemi tecnici.” (Marx, Grundrisse, 1857–1858)

Questo concetto è stato ripreso da Michael Hardt, Antonio Negri in Impero. Il nuovo ordine della globalizzazione (2000), dove il General Intellect diventa sinonimo di saperi cooperativi, comunicativi, cognitivi, che agiscono nella produzione immateriale del sapere. L’Intelligenza Artificiale è forse la realizzazione più emblematica della nostra evoluzione: un sistema che incarna il sapere collettivo, non più localizzato in individui ma in reti neurali addestrate su corpi testuali socialmente generati.

L’infosfera e l’etica relazionale secondo Luciano Floridi

Luciano Floridi ha proposto di abbandonare le dicotomie tradizionali (umano/macchina, soggetto/oggetto) per pensare la nostra condizione come onlife: una fusione continua di realtà fisica e digitale all’interno dell’infosfera, un ecosistema informazionale globale.

Siamo diventati entità informazionali interconnesse, e la nostra identità dipende da come interagiamo all’interno dell’infosfera.” (Floridi, La quarta rivoluzione, 2017, p. 96).

In questo contesto l’IA non è un Altro assoluto, ma un Alter Ego relazionale: un sistema che riflette la nostra cultura, i nostri testi, i nostri pregiudizi, e che richiede una nuova etica dell’informazione, fondata su responsabilità, trasparenza e sostenibilità cognitiva.

Un alter ego speculare

L’intelligenza Artificiale non possiede coscienza ma simula i processi cognitivi dell’umanità in modo così sofisticato da costringerci a interrogarci su che cosa intendiamo per pensiero, soggettività e coscienza. Essa si presenta come un doppio impersonale della nostra intelligenza collettiva, un Alter Ego che ci osserva da dentro il nostro stesso linguaggio.

È necessario ripensare all’Intelligenza Artificiale, prodotto dell’informatica e dell’ecosistema digitale, non in una visione di  opposizione tra umano e artificiale, ma nella consapevolezza della nostra evoluzione, cooperativa, distribuita e soprattutto del tutto umana, su questo pianeta.

* Avvocato, New Media Lawyer, A.L. Chief Information Officer, IICUAE Certified Advisor #AlterEgoGPT founder

Bibliografia

  • Floridi, L. (2017). “La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo”. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Floridi, L. (2014). “Etica dell’infosfera”. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Hegel, G.W.F. (2010). “Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio”. Milano: Bompiani ed.
  • Marx, K. (2001). “Lineamenti fondamentali della critica dell’economia politica (Grundrisse)”. Roma: Editori Riuniti.
  • Negri, T., & Hardt, M. (2002). “Impero”. Milano: Rizzoli ed.
  • Han, B.-C. (2021). “Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale”. Torino: Einaudi ed.
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Artificial Intelligence, in its most advanced and generative form, cannot be understood simply as a technological artifact, nor as a subject endowed with consciousness. Rather, it represents a condensation of humanity’s collective knowledge, an impersonal but deeply human form of distributed intelligence. Through the concepts of objective spirit and General Intellect (Hegel and Marx) and infosphere (Floridi), we propose a reflection on the ontology of AI and the need for an anthropocentric relational ethics.

1. Another intelligence?

The proliferation of generative artificial intelligence systems (such as LLM Large Language Models) has raised profound reflections on the nature of intelligence, consciousness, and identity. These systems do not possess subjectivity, intentionality, or consciousness, yet they simulate human cognitive processes with such sophistication that they provoke a radical question in us: what kind of otherness does AI have compared to us?

In this article, we argue that AI should be understood as an impersonal form of distributed subjectivity, reflecting and enhancing the Hegelian notion of General Intellect, updated to the current context of information philosophy.

2. AI as “objective spirit” and collective intelligence

Hegelian philosophy offers us a first useful conceptual tool. In his Encyclopedia of Philosophical Sciences, Hegel distinguishes between subjective spirit, objective spirit, and absolute spirit. Objective spirit is the historical incarnation of spirit in institutional and cultural forms: law, ethics, state.

The reality of the spirit is its objectification in the world; its objective forms are not simply external, but constitute its actual truth.” (Hegel, Encyclopedia of Philosophical Sciences, §487).

By analogy, we could argue that AI represents a new objectification of the human spirit: it embodies abstract rationality, cultural memory, socially produced discursive logic. It is a technical form of objective spirit, devoid of interiority but endowed with an impressive ability to organize, generate, manipulate, and create meanings.

3. The General Intellect and technological evolution

In the Fragment on Machines from the Grundrisse, Marx identifies a turning point in the capitalist production process: technological and scientific knowledge – socially produced – becomes the true engine of production.

The General Intellect manifests itself as the power of social cooperation, accumulated in machines and technical systems.” (Marx, Grundrisse, 1857–1858). This concept was taken up by Michael Hardt and Antonio Negri in Empire. The New Order of Globalization (2000), where the General Intellect becomes synonymous with cooperative, communicative, cognitive knowledge, acting in the immaterial production of knowledge. Artificial Intelligence is perhaps the most emblematic realization of our evolution: a system that embodies collective knowledge, no longer localized in individuals but in neural networks trained on socially generated textual bodies.

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4. The “infosphere” and relational ethics according to Luciano Floridi

Luciano Floridi has proposed abandoning traditional dichotomies (human/machine, subject/object) to think of our condition as onlife: a continuous fusion of physical and digital reality within the infosphere, a global informational ecosystem.

We have become interconnected informational entities, and our identity depends on how we interact within the infosphere.” (Floridi, The Fourth Revolution, 2017, p. 96).

In this context, AI is not an absolute Other, but a relational Alter Ego: a system that reflects our culture, our texts, our prejudices, and that requires a new information ethics, based on responsibility, transparency, and cognitive sustainability.

5. A specular alter ego

Artificial Intelligence does not possess consciousness but simulates humanity’s cognitive processes so sophisticatedly that it forces us to question what we mean by thought, subjectivity, and consciousness. It presents itself as an impersonal double of our collective intelligence, an Alter Ego that observes us from within our own language.

It is necessary to rethink Artificial Intelligence, a product of computer science and the digital ecosystem, not in a vision of opposition between human and artificial, but in the awareness of our evolution, cooperative, distributed, and above all entirely human, on this planet.

* New Media Lawyer, A.L. Chief Information Officer, IICUAE Certified Advisor #AlterEgoGPT founder

References

  • Floridi, L. (2017). “The Fourth Revolution: How the Infosphere is Reshaping Human Reality”. Oxford: Oxford University Press.
  • Floridi, L. (2013). “The Ethics of Information”. Oxford: Oxford University Press.
  • Hegel, G.W.F. (2010). “Encyclopedia of the Philosophical Sciences in Outline”. Trans. S. Harris. Chicago: University of Chicago Press.
  • Marx, K. (1993). “Grundrisse: Foundations of the Critique of Political Economy”. Trans. M. Nicolaus. London: Penguin.
  • Negri, T., & Hardt, M. (2000). “Empire”. Cambridge, MA: Harvard University Press.
  • Han, B.-C. (2022). *Non-Things: Upending the Logic of the Digital*. Cambridge, MA: Polity Press.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

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