Quando l’innovazione diventa valore: le strategie legali che trasformano la proprietà intellettuale in vantaggio competitivo

Claudio Bonato -

Come una gestione professionale di brevetti, design, marchi e contratti di licensing può aumentare la redditività, proteggere gli investimenti in R&S e rafforzare il posizionamento delle imprese sui mercati globali.

— di Claudio Bonato

In un contesto economico in cui ricerca, innovazione tecnologica e capacità di differenziazione definiscono il vantaggio competitivo, la proprietà intellettuale è diventata uno snodo strategico per le imprese. Eppure, proprio mentre brevetti, design e nuove tecnologie rappresentano leve decisive per attrarre capitali, crescere sui mercati internazionali e consolidare posizioni di leadership, molte aziende italiane non riescono ancora a trasformare il proprio patrimonio immateriale in un asset capace di generare valore economico. La difficoltà non risiede solo nella tutela dell’innovazione, ma nella capacità di inserirla in modelli di business solidi, strategie di licensing evolute e visioni di lungo periodo. È qui che l’assistenza specializzata diventa determinante.

Con l’avv. Ignazio Gatto Founding Partner di N&G Legal analizziamo come l’Intellectual Property stia cambiando il volto della competitività e quali strumenti contrattuali e gestionali permettano oggi alle imprese – dal manifatturiero al farmaceutico – di coglierne il reale potenziale.

Gli investimenti in R&S sono oggi decisivi, eppure molte aziende italiane non riescono a valorizzare pienamente il proprio portafoglio IP. Quanto è importante rivolgersi a professionisti specializzati?

La valorizzazione strategica degli asset di proprietà intellettuale è una delle sfide più complesse per le imprese italiane, spesso inclini a sottovalutare il potenziale economico di ciò che sviluppano. Il punto non è solo proteggere l’innovazione, ma trasformarla in vantaggio competitivo.
Per farlo serve partire da una valutazione accurata del portafoglio in relazione al mercato e ai concorrenti. Molte aziende depositano marchi o brevetti senza una visione strategica unitaria, perdendo opportunità di sfruttamento economico. Analisi sistematiche sui diritti dei competitor, sul posizionamento attuale e futuro della propria tecnologia e sulle possibilità di licensing ed enforcement sono essenziali per evitare che anche le innovazioni più valide restino sterili dal punto di vista commerciale.
La consulenza specializzata consente di colmare lacune ricorrenti: gestione frammentata, scarsa valorizzazione commerciale, sottocapitalizzazione delle fasi di sviluppo. Solo un approccio integrato permette di trasformare inventiva e creatività in reale successo di mercato.

La contrattualistica per il trasferimento tecnologico si è fatta più complessa, soprattutto a livello internazionale. Quali strutture contrattuali risultano oggi più efficaci e come evolvono le strategie di licensing?

La contrattualistica è uno strumento chiave per monetizzare gli asset di proprietà intellettuale. La corretta ripartizione dei diritti nelle collaborazioni va definita fin dall’inizio, soprattutto quando si commissionano o co-sviluppano soluzioni innovative. Sul piano economico, i contratti più efficaci prevedono sistemi di remunerazione — royalty o milestone payments — legati al raggiungimento di specifici obiettivi, in particolare di penetrazione del mercato. Questo allineamento consente di catturare valore man mano che la tecnologia acquisisce riconoscimento. La gestione dei mercati geografici è diventata cruciale: coordinare licenziatari in Paesi diversi ed evitare conflitti permette di preservare il valore complessivo della tecnologia, sempre nel rispetto dei vincoli concorrenziali e antitrust. In un contesto di normative internazionali sempre più articolate, è necessario infine considerare anche implicazioni fiscali e di compliance per garantire che la struttura contrattuale sia sostenibile in tutti i mercati.

Il design è un punto di forza del Made in Italy, ma rimane spesso sottovalutato come asset di IP. Quali sono le conseguenze economiche e come possono le aziende colmare il gap?

Nonostante rappresenti un’eccellenza riconosciuta, il design è uno degli ambiti meno valorizzati dal punto di vista della proprietà intellettuale. L’attenzione si concentra spesso sui marchi, trascurando il grande potenziale dei disegni e modelli industriali. Eppure, nei comparti arredo, moda, packaging evoluto e consumer tech, il design è un elemento di differenziazione cruciale. Portafogli ben strutturati possono incidere fortemente sulla competitività, soprattutto nei mercati più dinamici. La protezione integrata — design, marchi, brevetti quando applicabile — crea un ecosistema di tutela che rafforza ogni elemento e permette alle aziende di mantenere posizioni consolidate più a lungo. Serve però sviluppare una cultura aziendale che riconosca il design come asset strategico e investire nella formazione del management. È un investimento che può generare ritorni notevoli nel medio-lungo periodo.

Il settore farmaceutico sta vivendo una fase di forte evoluzione. Come cambia il valore economico dei brevetti e quali strategie stanno adottando le aziende?

La pressione competitiva dei generici si fa sempre più intensa, riducendo il periodo di esclusiva. Parallelamente, le aziende stanno affinando strategie volte a massimizzare il valore delle privative, mentre la giurisprudenza continua a delinearne i confini. Gli investimenti in R&S si concentrano su aree ad alto valore aggiunto — oncologia, malattie rare, medicina personalizzata — dove la protezione brevettuale assicura un consolidamento più robusto. Crescono anche gli investimenti in tecnologie digitali e di processo, essenziali per ridurre costi e migliorare efficienza.

Un altro fattore chiave è l’adozione di policy interne e modelli contrattuali che facilitino collaborazioni con istituti di ricerca e partner industriali, ampliando le possibilità di valorizzazione.
Oggi il valore dei brevetti dipende dalla capacità di costruire modelli integrati che combinino ricerca scientifica, eccellenza produttiva, sostenibilità economica e gestione intelligente del portafoglio IP. Le aziende che sapranno bilanciare questi elementi manterranno la leadership nel nuovo scenario del settore farmaceutico.