Assolombarda. Geopolitica e commercio: le sfide 2026 per le imprese italiane
La geopolitica torna a incidere direttamente sull’economia reale, influenzando mercati, investimenti e catene di approvvigionamento.
È quanto emerge dal Rapporto Annuale ISPI 2026, presentato durante l’incontro “Il mondo nel 2026: liberi tutti?” organizzato con Assolombarda e SACE nell’ambito dell’Osservatorio di Geoeconomia promosso da ISPI e Intesa Sanpaolo.
Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato come il sistema bancario europeo sia oggi più solido rispetto al passato e possa sostenere le imprese, a condizione che il rapporto banca-impresa diventi stabile e continuativo, basato su dialogo e fiducia reciproca. «Gli intermediari sono architetti della resilienza economica», ha affermato, evidenziando il ruolo chiave delle banche nel rafforzare la capacità del sistema di affrontare crisi e incertezze.

Oltre i dazi: le nuove barriere commerciali
Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE, ha messo in guardia: il commercio internazionale non è più ostacolato solo dai dazi, ma anche da barriere non tariffarie come regolamenti e standard tecnici, spesso più complessi da gestire. Nonostante le tensioni globali, l’export italiano ha mostrato una buona tenuta nei primi undici mesi del 2025.
Secondo Terzulli, «La regola comune è la diversificazione», un principio fondamentale in uno scenario instabile, dove ampliare la presenza sui mercati esteri non è più un’opzione ma una necessità strategica.
Emma Marcegaglia, presidente di Marcegaglia Holding, ha evidenziato che le imprese europee continuano a investire: l’86% ha mantenuto gli stessi livelli del 2024, dimostrando resilienza. Le aziende reagiscono diversificando l’export, producono internamente partendo dalle materie prime e cercando maggiore efficienza energetica anche attraverso investimenti esteri. «Fuori dall’Europa è peggio che in Europa», ha sottolineato, un monito a considerare l’Unione Europea come contesto relativamente stabile nonostante le difficoltà interne.
Tensioni politiche sul Mercosur
Il sistema industriale italiano, però, non è esente da shock. Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria, ha ricordato il voto del 21 gennaio sulla mozione di rinvio del trattato commerciale alla Corte di Giustizia, definendolo uno shock per il settore. L’episodio, secondo Cimmino, nasce più da dinamiche politiche nazionali che da scelte comunitarie, ma ha aumentato l’incertezza tra le imprese. «Siamo soliti dare le colpe all’Europa», ha affermato, richiamando alla necessità di rafforzare la capacità decisionale interna.
Lombardia: segnali positivi ma serve sostegno alle PMI
Sul piano territoriale, Giandomenico Auricchio, presidente della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, ha evidenziato segnali positivi per la Lombardia: produzione in aumento, fatturato +4,4% su base annua e crescita complessiva intorno al 2,2%. Il sistema camerale svolge un ruolo cruciale nel sostenere le PMI nei percorsi di internazionalizzazione, transizione digitale ed energetica e accesso al credito. «Le imprese devono essere accompagnate, soprattutto le più piccole», ha ricordato, evidenziando la necessità di supporto strutturato.
L’intelligenza artificiale come nuova frontiera
Luca Colombo, Country Director di Meta, ha paragonato l’attuale fase dell’intelligenza artificiale a quella iniziale del mercato degli smartphone: oggi l’attenzione è concentrata sull’infrastruttura, ma il vero impatto emergerà con le applicazioni, dai device indossabili all’integrazione nei processi produttivi. «L’AI segue una traiettoria simile a quella del cellulare», ha osservato, e il valore reale dipenderà dalla capacità di rendere queste tecnologie strumenti concreti per imprese e cittadini.
Il 2026 si prospetta come un anno di sfide complesse ma anche di opportunità
Diversificazione, resilienza e sostegno alle PMI saranno determinanti per navigare tra mercati instabili, barriere commerciali e trasformazioni tecnologiche, mentre l’Europa resta un punto di riferimento stabile per orientare strategie e investimenti.

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