Carta d’Identità Elettronica. Dallo SPID alla CIE: come cambia l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione

Redazione -

La Carta d’Identità Elettronica diventa sempre più centrale nell’identità digitale dei cittadini. Come attivarla e come utilizzarla per entrare nei servizi online della PA.

Negli ultimi anni l’identità digitale è diventata una chiave indispensabile per dialogare con la Pubblica Amministrazione. Dalla sanità al fisco, dai bonus ai servizi comunali, l’accesso online è ormai la norma. In questo contesto, accanto allo SPID, sta assumendo un ruolo sempre più rilevante la Carta d’Identità Elettronica (CIE), indicata dalle istituzioni come il pilastro futuro dell’identità digitale pubblica.

Passare o affiancare lo SPID alla CIE non è un obbligo immediato, ma rappresenta una scelta strategica che offre maggiore sicurezza, stabilità e integrazione con i servizi europei.

Perché conviene passare alla CIE

Il primo vantaggio della CIE è la sua natura istituzionale. A differenza dello SPID, che è rilasciato da gestori privati accreditati, la CIE è emessa direttamente dallo Stato attraverso il Ministero dell’Interno. Questo garantisce continuità nel tempo e riduce il rischio di cambiamenti legati a decisioni commerciali dei provider.

Sul piano della sicurezza, la CIE utilizza standard tecnologici più avanzati: autenticazione forte, crittografia e un supporto fisico che rende più difficile l’uso improprio delle credenziali. Un elemento particolarmente importante quando si accede a servizi sensibili come INPS, Agenzia delle Entrate o Fascicolo Sanitario Elettronico.

Un altro punto chiave è l’interoperabilità europea. La CIE è pienamente conforme al regolamento eIDAS ed è destinata a diventare la base del futuro portafoglio europeo di identità digitale, consentendo ai cittadini di utilizzare la propria identità anche per servizi pubblici e privati oltre i confini nazionali.

Infine, la CIE permette di accedere a un numero crescente di piattaforme della PA con un’unica identità, semplificando la gestione delle credenziali e riducendo la frammentazione digitale.

Come passare da SPID a CIE: le modalità pratiche

Il passaggio alla CIE avviene in modo graduale e senza interruzioni dei servizi. SPID e CIE possono convivere, ma è possibile iniziare subito a utilizzare la CIE come strumento principale di accesso.

Il primo passo è ottenere la Carta d’Identità Elettronica, se non si è già in possesso. La richiesta si effettua presso il Comune di residenza o domicilio, prenotando un appuntamento. Dopo la rilevazione dei dati e delle impronte digitali, la carta viene spedita a casa. Insieme alla CIE, il cittadino riceve i codici PIN e PUK, fondamentali per l’uso online.

Per accedere ai servizi digitali servono poi uno smartphone dotato di tecnologia NFC oppure un lettore di smart card per il computer; l’app ufficiale “CIE ID”, disponibile per Android e iOS.

Una volta installata l’app, è sufficiente associare la CIE inserendo il PIN e avvicinando la carta al dispositivo. Da quel momento, quando si entra in un portale della Pubblica Amministrazione, si può selezionare l’opzione “Entra con CIE” e confermare l’accesso tramite app o lettore.

SPID e CIE: una transizione senza strappi

È importante chiarire che SPID resta attivo e continuerà a essere utilizzabile nel breve periodo. Tuttavia, la strategia pubblica è orientata a rafforzare il ruolo della CIE come identità digitale unica e pubblica. Attivarla oggi significa essere pronti a eventuali evoluzioni future, evitando disservizi o accessi limitati.

Una scelta orientata al futuro digitale

Passare da SPID a CIE non è solo una questione tecnica, ma un passo verso una relazione più semplice e sicura tra cittadini e Pubblica Amministrazione. La CIE rappresenta un’identità digitale più solida, riconosciuta a livello europeo e integrata con i processi di trasformazione digitale in corso.

In un contesto in cui sempre più servizi sono online, dotarsi della CIE significa ridurre complessità, aumentare la sicurezza e guardare con maggiore consapevolezza al futuro dell’identità digitale.