Causa da 5 miliardi di dollari intentata da Trump contro JPMorgan Chase. Prosegue anche quella contro il New York Times
Il contesto legale: due azioni in parallelo
Nelle ultime ore il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha depositato una causa da 5 miliardi di dollari contro JPMorgan Chase e il suo amministratore delegato Jamie Dimon, presentata presso una corte statale della Florida, con l’accusa che la banca gli abbia chiuso i conti personali e quelli di sue società per motivi politici dopo gli eventi del 6 gennaio 2021, un atto che Trump definisce “debanking politico”. Secondo l’atto giudiziario, questo comportamento avrebbe comportato danni economici e reputazionali significativi per lui e per le sue aziende. JPMorgan ha risposto definendo la causa priva di fondamento, ribadendo che non chiude conti per motivi politici.
Parallelamente, Trump ha annunciato di voler aggiornare la sua causa già avviata contro il New York Times, includendo anche un sondaggio ripetutamente negativo nei suoi confronti, che il presidente contesta come parte della strategia diffamatoria del quotidiano nei suoi confronti. La stampa americana ricorda che un precedente grande reclamo contro il Times da lui presentato nell’autunno del 2025 per 15 miliardi di dollari era stato giudicato proceduralmente improprio da un giudice federale (che aveva invitato Trump a riformulare la causa in forma più coerente e concisa).
Reazioni della stampa finanziaria internazionale
La notizia ha suscitato attenzione e preoccupazioni nei mercati e tra gli analisti finanziari europei e globali.
Financial Times — Il quotidiano economico londinese osserva che una causa così clamorosa contro una delle maggiori banche USA rischia di creare forti incertezze nei mercati finanziari, in particolare sul fronte delle relazioni tra istituzioni finanziarie e personaggi politici di alto profilo. FT sottolinea che JPMorgan è un pilastro del sistema bancario globale e che qualsiasi contenzioso così vasto, anche se destinato a essere contestato, può pesare su fiducia degli investitori e costi di rischio percepiti per il settore.
Reuters — L’agenzia evidenzia come il caso venga letto anche nel contesto più ampio delle accuse di debanking mosse da Trump contro altri istituti (come Bank of America), collegandolo alla pressione politica su banche e mercato finanziario. Reuters rileva che il termine “debanking politico” sta entrando nel lessico dei media economici come descrizione di un fenomeno più ampio di tensione tra figure politiche e istituzioni private di credito, con possibili implicazioni normative se la questione dovesse salire ai livelli di interpretazione costituzionale o regolamentare.
Bloomberg — Anche Bloomberg segnala che, mentre JPMorgan ha immediatamente negato ogni motivazione politica nella chiusura dei conti, la sola apertura di una causa da 5 miliardi può spingere gli analisti a rivalutare i rischi legali delle banche nell’era post-pandemica e post-politica polarizzata, con un possibile impatto su titoli bancari e costo del credito.
I commenti sulla causa contro il New York Times
Sebbene l’azione legale contro il giornale sia ancora in una fase iniziale, gli ambienti editoriali e quelli della stampa internazionale hanno già reagito, ricordando casi giudiziari analoghi:
The Guardian e AP News hanno ricordato che la precedente causa da 15 miliardi di Trump contro il Times è stata respinta da un giudice federale per irregolarità procedurali, con il giudice che ha definito la denuncia più simile a un manifesto politico che a una causa legale formale, confermando il ruolo della libertà di stampa protetta dal Primo Emendamento.
Questi commenti vengono citati dalle principali testate europee come monito: tentativi di far valere in tribunale critiche mediatiche rischiano di essere visti non solo come eventuali controversie legittime, ma soprattutto come attacchi alla libertà di stampa, con implicazioni per i media globali che operano in ambienti democratici.
Implicazioni più ampie
L’offensiva legale di Trump contro una grande banca privata e un quotidiano autorevole riflette una tendenza più ampia: l’uso del sistema giudiziario come strumento politico e mediatico. Per gli osservatori economici europei, l’episodio potrebbe aumentare la percezione di rischio normativo per le banche nelle relazioni con figure politiche di alto profilo, con possibili riflessi sui premi assicurativi e coefficienti di rischio;rilanciare il dibattito su debanking e libertà di stampa, creando nuovi precedenti legali nel rapporto tra media e potere politico.

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