Fed immobile sui tassi, cresce l’incertezza sul fronte politico

Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm -

Nel corso della riunione di ieri, la Federal Reserve ha lasciato i tassi di interesse di riferimento invariati,fermi nell’intervallo 3,5%–3,75%, confermando un approccio fortemente data dependent, in un contesto caratterizzato da crescenti pressioni politiche. Le tensioni generate da questo livello di scrutinio, rivolto sia all’istituzione sia al suo presidente Powell, hanno aggiunto ulteriore incertezza alle prospettive di politica monetaria.

Negli Usa l’inflazione ha continuato a calare, scendendo al 2,7% a dicembre e avvicinandosi progressivamente all’obiettivo del 2% stabilito dalla Fed. Al tempo stesso, i timori di un significativo indebolimento del mercato del lavoro causato dal mantenimento di una politica monetaria restrittiva non si sono materializzati nella misura prevista: il tasso di disoccupazione si è stabilizzato al 4,4%, segnalando un raffreddamento della domanda coerente con un graduale rallentamento dell’offerta.

In assenza di variazioni rilevanti dei principali indicatori macroeconomici, è probabile che la banca centrale non abbandoni il suo orientamento attuale e lasci i tassi invariati nel breve termine. I riflettori si sposteranno ora sul fronte politico: con il mandato di Powell in scadenza il 15 maggio, gli investitori globali osserveranno con attenzione la nomina del suo successore da parte del presidente Trump, alla ricerca di segnali rassicuranti sul mantenimento dell’indipendenza della banca centrale, nonostante le pressioni fiscali e politiche.